Ostia Antica: il sito archeologico più grande del mondo (insieme a Pompei) è un capolavoro della storia di Roma

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Giovanni Bosi, Roma

Camminare lungo le sue strade lastricate a spina di pesce e immaginarsi il brulicare della vita quotidiana fra quelle botteghe, quelle case che hanno raccolto intimamente storie e vicende umane, quei monumenti pubblici che dovevano trasmettere la grandiosità di Roma, quelle fontane che erano ben più di semplici distributori di acqua potabile ma, a ben guardare, certosine opere d’arte. E’ tutto questo Ostia Antica, il sito archeologico più grande del mondo insieme a quello di Pompei. Assolutamente da visitare, ma con la capacità di pensare a quando era perfettamente in vita. Solo così si potrà comprendere lo splendore di questo capolavoro della storia antica.

 

(TurismoItaliaNews) Passeggiare per le strade di Ostia Antica è irrinunciabile. Ti guardi intorno e ti sembra infinita. Ad ogni incrocio, lungo il decumano, si scoprono prospettive nuove che “sfondano” dietro alle costruzioni che si susseguono e che raccontano lo splendore di questa città un tempo affacciata direttamente sul mare oltre che sul Tevere. Con il “biondo fiume” (ostium significa “foce”) che è proprio quello che ne ha determinato fortune e oblìo nel corso dei millenni, consentendo in qualche modo di restituirci un modello urbanistico di tutto rilievo. Oltre che una fonte inesauribile di informazioni sulla quotidianità romana. E il Tirreno, anticamente, era molto più vicino di oggi…

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Così la visita a questo parco archeologico, che integra altri siti oltre alla città vera e propria, ti lascia il desidero di tornarci. Una sorta di avidità di rubare tutto con gli occhi. Perché la bellezza e la straordinarietà sono talmente a portata di mano che vorresti non perderti neppure un centimetro quadrato. Del resto questa è un’area di ben 150 ettari e alla luce è stata riportata solo solo il 40%, vale a dire che più della metà della città è ancora sepolta. E chissà cosa potrebbe riservarci ancora…

“Una strepitosa testimonianza della vita quotidiana antica”: al parco archeologico di Ostia Antica non hanno dubbi nel definirla così. Monumenti pubblici come le terme o il teatro, abitazioni, strutture produttive, magazzini si susseguono nel percorso di visita reso agevole da una serie di pannelli informativi che descrivono e documentano quanto si vede, offrendo anche una ricostruzione visiva degli edifici del passato, di cui restano pur vestigia consistenti. Così tra reale e virtuale, si può andare alla scoperta dell’area archeologica, grazie ad un’introduzione generale alla città e ai suoi quartieri, insieme a focus specifici dedicati ai monumenti e agli edifici principali e ai marmi conservati nel piazzale antistante all’Antiquarium.

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“La tradizione fa risalire la fondazione della città al quarto re di Roma Anco Marzio per sfruttare le saline alla foce del Tevere – ci spiegano durante la visita – ma i primi resti sono in realtà riconducibili all’insediamento fortificato della colonia romana del IV secolo a.C.: sono le rovine di una struttura in blocchi di tufo costruita per difendere la foce del Tevere e la costa laziale. Con il predominio di Roma sul Mediterraneo, e siamo nel II secolo a.C., Ostia perse la sua funzione militare per diventare, come porto fluviale, il principale emporio mercantile della capitale.

Tanto che con la costruzione e il successivo ampliamento del porto marittimo, tra l’epoca di Claudio (42 a.C.) e Traiano (circa 110 d.C.) Ostia potenziò il proprio ruolo di scalo commerciale di Roma; il conseguente sviluppo economico e demografico si tradusse in uno straordinario impulso edilizio e monumentale, che tra le fine del I e l’inizio del III secolo d.C. ha rnnovato completamente l’aspetto della città, secondo precisi piani urbanistici. Intorno alla metà del sesto secolo Ostia doveva però essere ormai in generale stato di abbandono, con la popolazione spostasi nell’immediato entroterra. Intorno alla chiesa di Sant’Aurea, dove nel nono secolo è sorto il nuovo insediamento fortificato di Gregoriopoli.

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Fin qui, a grandi linee la storia dell’evoluzione e della decadenza di Ostia Antica. L’immagine cristallizzata che ci hanno restituito archeologici, storici dell’arte e studiosi è affascinante. Il Capitolium, il Thermopolium della Via di Diana, il Tempio di Roma e Augusto, il caseggiato del Larario, perfino la latrina presso le Terme del Foro, sono soltanto alcuni dei luoghi emblematici. Svetta con tutta la sua imponenza il tempio principale dedicato alla triade capitolina Giove, Giunone, Minerva: il Capitolium nasce in età adrianea, intorno al 120 d.C., sul lato settentrionale del Foro, nel punto di incontro tra Cardo e Decumano. “Eretto su un alto podio, era interamente costruito in mattoni e rivestito in marmi, non più conservati – ci spiegano - la cella, preceduta da un pronao con sei colonne sulla fronte e due sui lati, era introdotta da una soglia monumentale in marmo; all’interno, sul podio addossato al lato di fondo, erano originariamente collocate le statue delle tre divinità”.

Uno spaccato di quotidianità ce lo restituisce il Thermopolium della Via di Diana: adibito a locanda con mescita di vini, nel III secolo d.C. è stato allestito in un caseggiato di età adrianea e si affacciava sulla strada mediante tre ingressi, dotati di sedili e coperti da balconi ad archi ribassati poggianti su mensole. All’interno tre ambienti, uno dei quali con il banco di mescita, scaffali e vasche per lavare le stoviglie, in marmo; le pitture con soggetti di natura morta, presenti sopra gli scaffali, richiamavano i prodotti serviti nel locale. Come non immaginare gli avventori appoggiati al bancone, a commentare i fatti del giorno? Sembra quasi di udire ancora il loro vocìo… Un po’ come doveva avvenire alla latrina presso le Terme del Foro: tra le meglio conservate di Ostia, era all’interno di due botteghe di età adrianea e l’aspetto attuale risale al IV secolo d.C., come emerge dalla presenza di lastre marmoree di reimpiego, alcune delle quali iscritte, provenienti da edifici precedenti dismessi. Anche questo un luogo da frequentare… in compagnia: su tre lati si susseguono in fila venti sedili in marmo con foro centrale, al di sotto dei quali correva un canale per lo scolo delle acque; sul quarto lato l’ambiente era dotato di una vaschetta per abluzioni, addossata a un pilastro che separava i due ingressi, dotati di porte girevoli, come indica la posizione dei fori per gli incassi nelle soglie marmoree.

Ostia Antica: il sito archeologico più grande del mondo (insieme a Pompei) è un capolavoro della storia di Roma

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Il Tempio di Roma e Augusto, che secondo gli archeologi potrebbe essere stato realizzato quando Augusto era ancora in vita, all’inizio del I secolo d.C., fa intuire come l’associazione del culto dell’imperatore ai culti tradizionali della città aveva un evidente significato simbolico e ideologico. Dell’edificio resta parte dell’originaria decorazione architettonica in marmo, tra cui il frontone posteriore e la statua della Vittoria in volo, che doveva essere collocata sulla sommità del tetto: questi elementi marmorei sono ora rimontati su un muro moderno, in prossimità dell’edificio. Il caseggiato del Larario, costruito intorno al 120 d.C., era probabilmente destinato alla vendita di generi di lusso, come lasciano pensare la posizione nelle immediate vicinanze del Foro e l’aspetto particolarmente curato: una fila di tabernae aperte verso la strada, un cortile centrale con vasca e pozzo impreziosito da un’edicola policroma in cui può essere riconosciuto un lararium (uno spazio dedicato al culto delle divinità protettrici della casa o della comunità) e ai mezzanini le abitazioni.

Il punto più spettacolare, anche per effetto della ricostruzione avvenuta nella prima metà del Novecento, è l’area del teatro: questo è uno dei più antichi in muratura, costruito negli ultimi anni del I secolo a.C., come attestato dall’iscrizione che menziona Agrippa, genero di Augusto, e poi ampliato alla fine del II secolo d.C. fino a contenere 4.000 spettatori. C’era un arco in onore dell’imperatore Caracalla in corrispondenza dell’ingresso del teatro, la cui volta era decorata con stucchi e conduceva all’orchestra pavimentata in marmo, raggiungibile anche da due corridoi laterali; nella tarda età imperiale fu costruito un parapetto marmoreo che serviva a isolare la cavea (gradinata) dall’orchestra durante lo svolgimento di spettacoli acquatici. La scena era movimentata da nicchie e restano alcuni elementi marmorei (tra cui i mascheroni) in origine appartenuti al fronte scena.

Ostia Antica: il sito archeologico più grande del mondo (insieme a Pompei) è un capolavoro della storia di Roma

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Ma questi sono soltanto alcuni dei luoghi che colpiscono. In pratica c’è tantissimo altro da vedere, in cui attardarsi per ammirare dettagli spesso non immediatamente visibili. E sì: ad Ostia Antica non basta una sola visita…

Per saperne di più

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – twitter: @giornalista3

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