Da Olbia la Felice a Hyères les Palmiers
Eugenio Serlupini, Hyères / Francia
La grandezza della città balneare del diciannovesimo secolo permane nei suoi larghi viali costellati di palme, nel fasto delle facciate, nella fantasia delle ville orientali, nella freschezza delle fontane e nei piacevoli giardini, giunti dal periodo d’oro dell’aristocrazia e della élite intellettuale europea alla più antica stazione climatica d’inverno, famosa per le sue cure termali. E’ Hyères les Palmiers, all’estremo sud della Provenza, all’origine della Costa Azzurra.
(TurismoItaliaNews) I greci l’avevano chiamata Olbia la Felice: prima città di fronte al mare (l’Almanarre di oggi), zona militare ma anche centro di commerci nel V secolo avanti Cristo, soprattutto pelle, corallo, olio, vino e il sale proveniente dalle vicine saline. Oggi il suo sito archeologico è l’unica testimonianza greca totalmente conservata sul litorale francese ed aperta al pubblico.
Hyères è chimata anche la città delle 7000 palme, famosa per l’orticultura di grande prestigio, il primo mercato dei fiori di Francia e una valle di frutteti e vigneti. E le tre perle del territorio, che formano l’arcipelago delle isole d’oro: Porquerolles, l’isola del Levante, il Parco nazionale di Port-Cros, europeo, dove è possibile ritrovare una natura originaria.
L’isola del Levant
Per Plinio il Vecchio era Phila, più tardi fu l’Isola Titanica, poi Cabaros: oggi si chiama l’isola del Levante. Ma la sua fama mondiale è dovuta a Gaston e André Durville che crearono, nel 1931 Héliopolis (la città del sole degli egiziani),ossia «un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, che ha come scopo di favorire il rispetto di se stessi, il rispetto degli altri e dell’ambiente naturale». Ampio 80 ettari, è il paradiso del naturista, dell’aria pura, dell’acqua cristallina, del sole e della libertà. Con il suo specchio d’acqua di 27mila ettari premiato col marchio di qualità «Stazione nautica» dal 1989 ed il suo premio come «Padiglione Blu» per la pulizia della acque e delle spiagge, Hyères si è imposta come destinazione di primo piano per la pratica della vela e degli sport nautici. La spiaggia dell’Almanarre, lunga 4 km, costituita di sabbia e di piccoli ciottoli, universalmente conosciuta da tutti gli amanti delle sensazioni forti, è uno degli luoghi tradizionali dei funboards. |
Con 300 giorni di sole all’anno, la città antica e medievale beneficia di un clima mediterraneo che l’ha resa famosa nel periodo d’oro del turismo climatico. Un territorio con una grande diversità di ambienti naturali protetti: più di 300 ettari di colline boscose, 115 ettari di spazi naturali incontaminati, 40 km di coste tra calette, scogliere e spiagge. Un patrimonio naturale d’eccezione con la Penisola di Giens, collegata alla terra con un doppio cordone di sabbia e di detriti alluvionali: il” doppio tombolo”, una rarità geologica che contiene le Saline, diventate una riserva ornitologica di interesse internazionale.
C’è tanto da scoprire : uno specchio d’acqua di 27.000 ettari sul quale si sfidano in gare internazionali i campioni degli sport nautici. Una storia ricca di 2400 anni, che si manifesta nel sito archeologico di Olbia, colonia creata dai Focesi nel IV secolo avanti Cristo. Il fascino di una città medievale, che offre un intrico di viuzze lastricate, di scalinate fiorite, di passaggi insoliti, strade in discesa, città sempre animata dagli esercizi commerciali di qualità, dai ristoranti e dalle botteghe di artigiani ed artisti. "Un luogo dove crescono le più belle arance di tutte le specie, che vi si trovano in pieno vento, sia d’inverno che d’estate, non si trova da nessuna altra parte, tranne che a Hyères" ha detto Sébastien le Preste Vauban (1692 – 1701). Sin dalla fine del diciottesimo secolo, Hyères è diventata famosa per essere una delle più piacevoli località in inverno: il suo sito ed il suo clima privilegiati ne fanno la grande rivale di Nizza. Figurarsi nelle altre stagioni…
Ma al di là del clima (e non è poco) è il territorio a riservare sorprese, in un perfetto equilibrio di contaminazione umana, a partire dalla Hyères medievale; in cima alla collina del Castéou si ergono le rovine dei bastioni del castello dei Signori di Fos. L’antica città si sviluppa intorno al castello nell’XI secolo, perfetto esempio di borgo-fortezza del medioevo. Il castello è uno fu uno di più grandi della Provenza e da qui si gode una vista ineguagliabile sulla baia di Hyères e sulle isole. Da vedere c’è poi la Collegiale di San Paolo, piccola chiesa romanica costruita alla fine del XII secolo, ampliata in stile gotico in modo che la luce del sole si riverbera creando prospettive e giochi di sovrapposizione. Oppure il castello di Santa Chiara, curioso edificio di stile neo-romanico edificato da Olivier Voutier, archeologo ed ufficiale di marina che scoprì la Venere di Milo, divenuto successivamente residenza di Edith Wharton, la romanziera americana che lo scelse per dedicarsi alla scrittura ed all’arte dei giardini.
Fu un’isola
La Penisola di Giens fu un’isola ma diventò penisola, grazie ad un cordone di sabbia e di ciottoli, chiamato tombolo, formato dalle correnti marine favorevoli alla foce dei fiumi. Questo deposito di sedimenti presenta la particolarità rara di essere doppio. Sulla parte ovest, larga 50 metri, si trova la celebre spiaggia dell’Almanarre (vedere scheda foto dettagliata). Grazie alla sua grande quantità di posidonie, pianta marina che fornisce all’acqua l’ossigeno, la penisola è una dei polmoni ecologici del Mediterraneo. |
E poi i parchi di Hyères: il parco Olbius Riquier, il parco di San Bernardo con la Villa Noailles ed il «giardino cubista» ; il parco di Santa Chiara; il Plantier di Costebelle con la casa di architettura neo-palladiana, costruita a partire dal 1857 dalla Baronessa di Prailly.
Infine le Saline di Hyères, tra gli spazi naturali più notevoli del litorale dal Var. Lo stagno dei Pesquiers ricopre circa 550 ettari sulla penisola di Giens, destinati a palude salata per più della metà della sua superficie. Le saline sono rimaste una zona selvaggia e naturale di interesse capitale. Tra mare ed acqua costituiscono una zona di pausa per gli uccelli migratori e stanziali, con più di 200 specie di uccelli, tra cui i maestosi fenicotteri rosa. I “Vieux Salins” si estendono su 350 ettari, dove sono censite circa 300 varietà di piante.
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