Israele, nell’Orto del Getsemani a Gerusalemme la prima indagine scientifica sugli ulivi del Vangelo

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Giovanni Bosi, Gerusalemme / Israele

Il luogo è quello in cui, secondo quanto narrano i Vangeli, Gesù ha trascorso le sue ultime ore di vita prima di essere arrestato e crocifisso. Siamo a Gerusalemme, nell’Orto del Getsemani, uno dei luoghi più sacri alla cristianità. E’ qui che sorgono otto ulivi che tramandano il ricordo dell’evento legato alla storia di Cristo, dopo l’Ultima Cena e il tradimento di Giuda. Ora, dopo tre anni di studio, sono stati resi noti gli esiti della ricerca finalizzata alla datazione di quegli alberi: risalgono al dodicesimo secolo. Ma con una precisazione: la parte delle radici è di certo più antica.

 

(TurismoItaliaNews) La visita al Getsemani non lascia indifferenti. Per chi è credente quello è uno dei luoghi su cui hanno spaziato gli occhi di Gesù. E qui tutto parla di lui. Per primi quegli ulivi su cui è stata portata a termine la ricerca coordinata dai professori Giovanni Gianfrate, agronomo ed esperto della storia dell'ulivo mediterraneo, e Antonio Cimato, primo ricercatore dell'istituto Ivalsa - Cnr di Firenze. In aramaico, la lingua parlata al tempo di Gesù, “Getsemani” significa frantoio. Nel 1861 questo lembo di terra sul Monte degli Ulivi, appena al di fuori dalla mura di Gerusalemme, è stato acquistato dalla Comunità francescana, che nel 1848 vi ha creato un giardino e poi tra il 1919 e il 1924 l’architetto italiano Antonio Barluzzi vi ha costruito la Chiesa di tutte le Nazioni, conosciuta come la chiesa dell’Agonia, proprio in riferimento alla notte che vi trascorse Cristo. Una zona dove peraltro già nel quarto secolo esisteva un luogo di culto bizantino, trasformato poi dai crociati in basilica, andata in rovina con l’occupazione islamica.

Israele, nell’Orto del Getsemani a Gerusalemme la prima indagine scientifica sugli ulivi del Vangelo

Israele, nell’Orto del Getsemani a Gerusalemme la prima indagine scientifica sugli ulivi del VangeloLa chiesa si trova accanto agli ulivi, quelli per i quali è stato ora possibile indicarne la datazione del fusto. L’esame ha riguardato solo tre delle otto piante esistenti, quelle per le quali è stato tecnicamente possibile eseguire prelievi e valutazioni. L'indagine è stata resa possibile dalla collaborazione tra diversi centri e atenei italiani, mentre le analisi al radiocarbonio sono state effettuate, con identici risultati, in due dei centri più accreditati al mondo: a Vienna e nell'Università del Salento.

L’esito li colloca nella metà del dodicesimo secolo e dunque a questi tre ulivi viene riconosciuta un'età di circa novecento anni, dunque in epoca crociata. Ma c’è una puntualizzazione: la datazione indicata è da intendersi riferita solamente alla parte epigea delle piante, ovvero quella costituita dalla parte emersa della pianta, cioè dal tronco e dalla chioma. La stessa ricerca ha dimostrato che la parte ipogea, cioè quella delle radici, è più antica.

Israele, nell’Orto del Getsemani a Gerusalemme la prima indagine scientifica sugli ulivi del Vangelo

Non solo: il Dna dei tre ulivi lascia intendere che derivano tutti da un unico albero molto più antico. Di fatto le analisi di particolari regioni del Dna (fingerprinting) hanno fornito “profili genetici identici” tra tutti gli otto individui. “Sin dal primo secolo dell'era cristiana, il giardino del Getsemani – ha spiegato il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa - è stato meta di devozione e preghiera ininterrotta, come attestano testimonianze e racconti di viaggio di pellegrini antichi”.

Secondo quanto ipotizzano i ricercatori, nel dodicesimo secolo qualcuno (probabilmente i crociati quando ristrutturarono la Basilica del Getsemani) prese le talee, ovvero porzioni di rami più o meno grossi, da un unico ulivo e li piantò nel giardino, con modalità simili a quelle che tuttora adottano i giardinieri palestinesi.

Israele, nell’Orto del Getsemani a Gerusalemme la prima indagine scientifica sugli ulivi del Vangelo

Le piante, che in ogni caso hanno una “ragguardevole età”, godono di ottima salute e nonostante l'inquinamento provocato dalle centinaia di pullman turistici che raggiungono la zona, il terriccio dell'orto sembra bloccare agenti dannosi. Un piccolo miracolo, affermano gli studiosi. In ogni caso l’esistenza degli ulivi in questo luogo nel corso dei secoli è sempre stata descritta da storici e pellegrini, come documenta l’esame comparato delle descrizioni dell’Orto del Getsemani.

 

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