Due secoli con gli occhi sull’Universo: l’Osservatorio Reale del Belgio festeggia 200 anni tra stelle, terremoti e Sole

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di Giuseppe Botti, Bruxelles / Belgio

È nato prima ancora del Belgio e da due secoli misura, osserva, interpreta. Scruta le stelle e il Sole, registra i terremoti, studia la gravità e i movimenti della Terra, contribuisce ai sistemi internazionali di riferimento e indaga fenomeni capaci di raccontare l’evoluzione dell’Universo. L’Observatoire royal de Belgique celebra nel 2026 i suoi primi 200 anni.

 

(TurismoItaliaNews) Un anniversario che ripercorre la storia di un’istituzione scientifica profondamente trasformata rispetto alle origini, ma rimasta fedele alla stessa ambizione del 1826, quella di affidare alla ricerca e agli strumenti più avanzati la conoscenza del cielo e del nostro pianeta. La sua storia comincia l’8 giugno 1826, sotto il regno di Guglielmo I dei Paesi Bassi, prima della nascita dello Stato belga. Il progetto dell’allora Osservatorio di Bruxelles puntava già molto in alto: creare nella città un istituto scientifico autonomo dotato dei migliori strumenti disponibili in Europa. Un investimento che racconta bene le ambizioni dell’iniziativa. Come ricorda Thomas Lecocq, capo del servizio di sismologia dell’Observatoire royal de Belgique, il costo per l’acquisto degli strumenti risultò addirittura superiore a quello sostenuto per costruire l’edificio. L’effetto fu immediato: l’Osservatorio di Bruxelles divenne rapidamente uno dei meglio equipaggiati d’Europa.

Due secoli con gli occhi sull’Universo: l’Osservatorio Reale del Belgio festeggia 200 anni tra stelle, terremoti e Sole

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Dal cielo notturno a un grande polo della ricerca

Duecento anni hanno allargato enormemente l’orizzonte scientifico dell’istituzione. Dall’osservazione iniziale del cielo notturno si è arrivati a un’attività multidisciplinare che interessa la Terra, il Sole e gli oggetti dell’Universo vicino e lontano. Astronomia, astrofisica, planetologia, geofisica, sismologia, geodesia spaziale e fisica solare compongono oggi un campo di ricerca vastissimo, sviluppato anche attraverso la collaborazione con numerosi centri internazionali. Dal 2010 le attività scientifiche dell’Osservatorio sono organizzate attorno a quattro grandi temi: Sistemi di Riferimento e Planetologia, Sismologia e Gravimetria, Astronomia e Astrofisica, Fisica Solare e Meteorologia Spaziale. Discipline molto diverse tra loro che trovano a Uccle un punto di incontro e consentono di leggere fenomeni che vanno dalle profondità terrestri alle regioni più remote osservabili nello spazio.

La crescita dell’istituzione ha inoltre contribuito alla nascita di altri importanti protagonisti della ricerca belga. Nel 1913 il servizio meteorologico divenne l’Irm, istituto autonomo insediato sullo stesso plateau. Una storia scientifica che continua così a lasciare tracce ben oltre i confini originari dell’Osservatorio.

Due secoli con gli occhi sull’Universo: l’Osservatorio Reale del Belgio festeggia 200 anni tra stelle, terremoti e Sole

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Dall’ora esatta ai terremoti, i servizi per la collettività

La ricerca non è l’unica missione dell’Observatoire royal de Belgique, istituzione sottoposta alla supervisione della politica scientifica federale belga. Una parte rilevante del suo lavoro riguarda infatti attività di servizio pubblico strettamente collegate alle competenze sviluppate nei diversi settori scientifici. Tra queste figurano il servizio dell’ora e la gestione della rete sismologica belga, insieme all’integrazione della rete nazionale Gnss – i Global Navigation Satellite Systems, come il Gps – nei sistemi internazionali di riferimento.

A queste funzioni si aggiungono le misurazioni gravimetriche, il monitoraggio continuo dell’attività solare, le previsioni del tempo spaziale e la diffusione delle informazioni sui fenomeni astronomici. Attività altamente specialistiche che trasformano l’osservazione scientifica in uno strumento concreto al servizio della società. L’Osservatorio possiede inoltre una ricca biblioteca e gestisce il Planetario situato all’Heysel. I tre istituti scientifici di Uccle aprono ancora oggi le proprie porte al pubblico per far conoscere da vicino attività, ricerche e utilità concreta del lavoro svolto.

Cinque strumenti raccontano il bicentenario

Anche la filatelia partecipa alle celebrazioni dei 200 anni. Le Poste di Bruxelles dedicano all’Observatoire royal de Belgique una serie di francobolli, proposta anche in versione foglietto, scegliendo cinque strumenti rappresentativi dei differenti ambiti nei quali opera l’istituzione. Il racconto per immagini passa dal proiettore Zeiss del Planetario dell’Osservatorio al satellite Proba-3, a bordo del quale si trova lo strumento Aspiics gestito dall’Observatoire; dalla cupola solare di Uccle, raffigurata insieme a un primo piano della tavola equatoriale Uset, al telescopio Schmidt, fino a un sismometro. Cinque soggetti che sintetizzano la straordinaria estensione delle attività scientifiche sviluppate nel corso di due secoli: il cielo osservato dalla Terra, l’esplorazione affidata alla tecnologia spaziale, lo studio del Sole, l’astronomia e l’ascolto dei movimenti del pianeta.

Due secoli con gli occhi sull’Universo: l’Osservatorio Reale del Belgio festeggia 200 anni tra stelle, terremoti e Sole

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Una stella “rinata” sotto gli occhi degli astronomi

Il bicentenario coincide anche con una ricerca che restituisce tutta l’attualità scientifica dell’Osservatorio. Un gruppo di astronomi guidato dall’istituzione belga ha scoperto che una stella conosciuta come “Oggetto di Sakurai” è diventata sei volte più calda nell’arco degli ultimi trent’anni, facendo registrare uno degli aumenti di temperatura più rapidi mai osservati. L’Oggetto di Sakurai è una stella morta che negli anni Novanta si è riaccesa, trasformandosi in una rara stella “rinata”. Trent’anni fa presentava una temperatura simile a quella del nostro Sole; ora è entrata in una nuova fase della propria evoluzione, quella di una stella di tipo Wolf-Rayet.

A studiarla sono stati ricercatori guidati da Peter van Hoof e Griet Van de Steene dell’Observatoire royal de Belgique, utilizzando il Very Large Telescope dell’Osservatorio europeo australe in Cile. L’Oggetto di Sakurai aveva ritrovato inaspettatamente nuova vita nel 1996, dopo aver raggiunto le ultime fasi della propria evoluzione. Le nuove osservazioni mostrano ora lo sviluppo del potente vento stellare caratteristico delle stelle di tipo Wolf-Rayet. Allo stesso tempo, indicano che il riscaldamento sta procedendo più gradualmente rispetto a quanto previsto da alcune delle teorie più recenti. I risultati, pubblicati sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, diventano così un importante banco di prova per le teorie dedicate alle fasi finali della vita delle stelle. Fenomeni che normalmente richiederebbero migliaia o persino milioni di anni possono essere messi alla prova attraverso un oggetto celeste che evolve con una rapidità eccezionale.

Due secoli con gli occhi sull’Universo: l’Osservatorio Reale del Belgio festeggia 200 anni tra stelle, terremoti e Sole

Ed è forse proprio questa stella “rinata” a offrire l’immagine più suggestiva per celebrare i due secoli dell’Observatoire royal de Belgique. Nel 1826 Bruxelles volle dotarsi dei migliori strumenti disponibili in Europa per osservare il cielo; duecento anni dopo, i suoi scienziati possono assistere quasi in diretta a una trasformazione stellare, mentre sulla Terra continuano a misurare terremoti, gravità e tempo e, rivolgendosi nuovamente verso l’alto, sorvegliano il Sole e interrogano l’Universo. Due secoli di ricerca, con lo sguardo sempre puntato oltre ciò che già conosciamo.

 

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