Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini nell'Italia medievale: un circuito di abbazie straordinare candidate a Patrimonio Unesco

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Angelo Benedetti

Un percorso che documenta e racconta l'esperienza monastica medievale in Europa e il ruolo decisivo di Benedetto da Norcia e della sua Regola: otto insediamenti benedettini medievali, selezionati lungo l'Italia perché, nel loro insieme, rappresentano un fenomeno culturale nato proprio nella nostra penisola e poi diffusosi nell'Europa medievale. Ecco perché all'Unesco è stata depositata la candidatura a Patrimonio dell'Umanità.

 

(TurismoItaliaNews) Quando la Regola benedettina si è irradiata dall'Italia in tutto l'Occidente latino, ha dato vita a un monachesimo che ha influenzato profondamente la formazione intellettuale e politica dell'Europa, lo sviluppo del patrimonio culturale, paesaggistico e artistico del continente. Se la Regola ha spinto i monaci a un confronto aperto con la "Creazione" e la Terra, le grandi abbazie - con il loro inscindibile connubio di preghiera e lavoro su cui la tradizione benedettina ha sintetizzato i suoi caratteri - hanno avuto un impatto efficace sul paesaggio e sulle popolazioni rurali per tutto il Medioevo, stimolando forme di civiltà e condizioni di vita. Non solo: il rinnovamento dell'esperienza monastica ha contribuito anche allo sviluppo dell'architettura medievale, mentre la riforma gregoriana e le riforme cluniacensi della fine dell'undicesimo secolo hanno offerto ulteriori incentivi allo sviluppo dell'arte e dell'architettura romanica.

L'Abbazia di Santa Croce di Sassovivo a Foligno (Umbria)

Capua, l'Abbazia di Sant'Angelo in Formis

Inserendosi armoniosamente nell'ambiente naturale, i monasteri - eccezionali per qualità architettonica e artistica - offrono un modello di convivenza, sviluppo sostenibile e conservazione dell'ambiente, fornendo un messaggio prezioso per la società contemporanea e per disegnare i valori essenziali per la loro formazione umana e intellettuale. Le grandi abbazie hanno costituito anche importanti centri culturali, in cui il patrimonio universale del sapere veniva recuperato, conservato e diffuso attraverso scambi e acquisizioni come investimenti primari per la costruzione del futuro. Gli insediamenti benedettini nel panorama culturale dell'Italia medievale rappresentano dunque un esempio eccezionale di fenomeno che fornisce un modello di vita intellettuale e sociale, caratterizzato dal rispetto delle diversità e dall'equilibrio tra individuo e comunità e tra uomo e natura. Il rapporto tra spiritualità e lavoro (lavoro) - alla base dell'esperienza benedettina - si materializza nelle architetture selezionate e nel loro rapporto con l'ambiente, dando un contributo significativo allo sviluppo dell'architettura e del paesaggio.

“La tradizione manoscritta e il recupero di conoscenze specifiche – si sottolinea a supporto della candidatura a Patrimonio dell'Unesco - sono evidenti contributi offerti dai monasteri per la trasmissione del patrimonio culturale classico. Questa conoscenza ha coinvolto anche l'architettura come spazi spirituali e le arti come veicoli materiali e figurativi di messaggi religiosi. Molti dei monumenti selezionati presentano decorazioni di notevole pregio, che attestano i contatti e le tradizioni artistiche dei mecenati e degli artigiani monastici. Pertanto, il monachesimo benedettino rappresenta un eccellente esempio di scambi culturali e di convivenza nella storia del mondo, riflessi e conservati nell'architettura e nell'arte dell'Europa medievale”.

L'Abbazia di San Clemente a Casauria

Subiaco

Ma quali sono i complessi benedettini individuati per diventare alfieri di questo percorso e candidati a costituire un sito seriale sotto l'egida dell'Unesco?

Il complesso benedettino di Subiaco è il luogo dove San Benedetto da Norcia ha trascorso tre anni di vita da eremita, fondato ai tempi di Gregorio Magno e sostenuto dallo stesso Papa. Rappresenta la più importante testimonianza dei primi insediamenti monastici benedettini: la sua superba architettura arroccata su una rupe a picco sul Monte Taleo si distingue per un mix unico di pareti irregolari, scale e cappelle scavate nella roccia. Oltre al monastero di San Benedetto c'è anche il monastero di Santa Scolastica.

Nel 529 lo stesso Patrono d'Europa ha fondato il complesso di Montecassino, dove ha scritto la sua Regola. Nonostante le numerose distruzioni e ricostruzioni - la più importante eseguita sotto l'abate Desiderio - è uno degli esempi più rappresentativi di abbazia benedettina regolare ed uniforme, perfettamente aderente ai canoni della vita cenobitica. Questa grande abbazia, esempio vivente del monachesimo benedettino, con la sua biblioteca - ricca di manoscritti - e con le sue numerose opere d'arte superstiti, è un luogo chiave per la formazione e la trasmissione della cultura in Europa.

Montecassino

Montecassino

Grazie al suo prolifico scriptorium, l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno è stata un notevole centro di trasmissione culturale. Il sito testimonia i mutamenti architettonici avvenuti in tre distinte fasi costruttive: la fase lombardo/carolingia, attestata dalla basilica di San Vincenzo Maggiore che riproduce la forma e la struttura delle basiliche paleocristiane di Roma; la fase ottoniana ed infine quella romanica, rappresentata dal complesso di San Vincenzo Nuovo, come risultato dell'impatto specifico della riforma gregoriana sull'architettura ecclesiastica. La cripta dell'abate Epifanio con i suoi affreschi è un importante esempio di arte benedettina del nono secolo nell'Italia centrale.

La Chiesa di San Pietro al Monte a Civate (Lecco) è un suggestivo esempio di romanico lombardo. Testimonia i rapporti culturali tra i territori a nord e sud delle Alpi. Fondato negli ultimi decenni del regno longobardo, contiene soluzioni architettoniche originali - sviluppate tra il decimo e l'undicesimo secolo - che mostrano un particolare sentimento verso la tradizione tardoantica. Il particolare rapporto con il paesaggio circostante, protetto dalla presenza di un parco naturale regionale, fa di questo complesso uno degli insediamenti benedettini meglio conservati d'Italia.

Civate,  San Pietro al Monte

La Sacra di San Michele

La Sacra di San Michele (Sant'Ambrogio, Torino), con il suo paesaggio circostante, rappresenta un esempio lampante di come l'architettura romanica si unisca al contesto alpino. Fondato da San Romualdo tra il 983 e il 987, l'attuale monumento è stato realizzato tra il 1099 e il 1131: un'audace struttura - capolavoro del genio medievale - sorretta da un imponente basamento artificiale, le cui pietre si mescolano alle rocce del Monte Pirchiriano. Il complesso sorge su uno sperone roccioso all'imbocco della Val di Susa, importante via di comunicazione tra la penisola italiana e l'Europa.

San Vittore alle Chiuse di Genga (1058-1098), fondata in una posizione isolata all'interno dell'Appennino marchigiano, è un eccezionale esempio di trasmissione di cultura e saperi architettonici, luogo di interscambi tra il bizantino orientale e il tedesco europeo tradizioni. Basato su un modello di origine bizantina, l'edificio mostra una pianta a croce greca, mentre la facciata - con la sua porzione centrale che collega le due torri agli angoli - è un evidente revival del westwerk germanico.

Genga, San Vittore delle Chiuse

Genga, San Vittore delle Chiuse

Capua, l'Abbazia di Sant'Angelo in Formis

L'Abbazia di Sant'Angelo in Formis, vicino a Capua, mostra diversi riferimenti alle basiliche paleocristiane di Roma e alla cultura bizantina orientale. La comunità benedettina vi si è stabilita nel 1072 grazie all'intervento di Desiderio, abate di Monte Cassino, e Riccardo I, principe di Capua. Il ciclo di affreschi conservato nella chiesa rappresenta il più importante documento figurativo della cultura campano-cassiniana dell'XI secolo, come preziosa testimonianza del rinnovamento della cultura locale avvenuto parallelamente alla riforma gregoriana, e in virtù dell'arrivo della Artigiani bizantini.

L'Abbazia di Santa Maria di FarfaLa prestigiosa Abbazia di Santa Maria di Farfa, fondata intorno agli ultimi due decenni del VII secolo, è diventata monastero imperiale, protetto dalla dinastia carolingia e svincolato dal controllo pontificio. I frammenti di affreschi rinvenuti nella cripta semicircolare sono una rara testimonianza della cultura carolingia. L'abbazia ospita un'antica biblioteca - tra le più ricche d'Europa fino al XII secolo - con il suo significativo scriptorium, famoso per la scrittura romanesca farfense. Questi otto insediamenti selezionati rappresentano in piena misura tutte le caratteristiche che hanno caratterizzato il fenomeno del monachesimo benedettino, dalla sua nascita al suo sviluppo nel medioevo, soprattutto durante il periodo romanico. La serie dei monumenti nel suo insieme contiene tutti gli elementi necessari per esprimere l'eccezionale valore universale, dai primi insediamenti in luoghi inaccessibili e suggestivi, alle architetture regolamentate e uniformi, in cui ogni singolo componente coniuga in modo originale il suo rapporto con il ambiente naturale, i suoi elementi artistici - sculture e dipinti - e diventa parte integrante del paesaggio culturale benedettino.

L'Abbazia di Santa Maria di Farfa

L'Abbazia di Santa Maria di Farfa

In ogni caso ci sono anche altri luoghi della spiritualità benedettina da segnalare, come ad esempio l'Abbazia Santa Croce di Sassovivo, a Foligno, riconosciuta Monumento testimone di una cultura di pace dalla Federazione Italiana dei Club e Centri Unesco per la sua presenza millenaria sul territorio e come luogo emblematico della cultura. La sua mole possente la rende uno dei simboli più straordinari dell’Umbria mistica e ancora oggi continua a svelare segreti del suo passato.

E ancora al confine tra Umbria e Marche, lungo quelle che vengono chiamate Vie dello Spirito, un itinerario di una cinquantina di chilometri attraverso la dorsale appenninica, fra gole rocciose e versanti scoscesi, si incrocia una gemma dell’architettura medievale, in un’atmosfera rarefatta e in uno scenario di rara bellezza. E’ l’Abbazia di Fonte Avellana, dove riecheggia nientemeno che il nome di Nitria, l’area desertica del delta del Nilo dove si manifestarono le prime espressioni dell’eremitismo d’Oriente. E c'è dell'altro: monaci, santi, pontefici ed imperatori; capitelli, architravi e stipiti sono affollati di personaggi che raccontano la storia facendo di questa abbazia uno straordinario libro di storia in pietra e marmo. Equiparabile a quella di altri centri monastici dell’Italia centrale come Montecassino, San Vincenzo al Volturno, Farfa e Subiaco, le vicende dell’Abbazia benedettina di San Clemente a Casauria l’hanno reso un patrimonio irripetibile.

L'Abbazia di Fonte Avellana

L'Abbazia di Fonte Avellana

Ogni componente conserva intatta la fisionomia del paesaggio e le forme architettoniche originarie, i suoi rapporti con l'ambiente, i suoi usi e funzioni. Ciò è garantito dalla continuità delle tradizioni civili e religiose, nonostante i mutamenti delle dinamiche sociali, dei valori e delle ideologie. Gli otto insediamenti comprendono un ampio segmento di territorio storicamente legato agli insediamenti benedettini, in grado di esprimere il dialogo tra il monumento e il suo ambiente naturale. L'esperienza monastica - come dedizione totale dell'essere umano verso la ricerca interiore tesa a vivere e fare esperienza della partecipazione alla realtà trascendentale - è un fenomeno universale. Questo fenomeno fornisce modelli eccezionali di vita intellettuale e sociale, caratterizzati dall'equilibrio tra individuo e comunità, il rispetto per la diversità e l'armonia tra uomo e natura.

Gli insediamenti benedettini italiani medievali che compongono la proprietà seriale costituiscono la testimonianza materiale più alta e più rappresentativa del monachesimo benedettino, un fenomeno che, irradiandosi dall'Italia e oltre, ha avuto un profondo effetto sullo sviluppo intellettuale e culturale, plasmando le civiltà mediterranee medievali e contribuendo, sin dal periodo carolingio, allo sviluppo intellettuale, politico ed economico dell'Europa moderna e alla formazione dell'arte e dell'architettura romaniche.

L'Abbazia di San Clemente a Casauria

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