Il fascino straordinario del percorso delle Colonne nel Portus Julius all’interno del Parco sommerso di Baia, nell’antica Pozzuoli

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E’ a dir poco affascinante il nuovo percorso per subacquei, snorkelisti e canoisti che attraversa l’antico Porto Giulio, ossia il grande complesso voluto da Augusto per lanciare Roma alla conquista del Mediterraneo. Aperto al pubblico dallo scorso fine giugno attraverso i diving e gli operatori autorizzati, ha già conquistato quanti possono compiere questa “esclusiva” immersione alla ricerca dei tesori sommersi.

 

(TurismoItaliaNews) Le strutture, oggi sommerse tra i due e i cinque metri, a causa del bradisismo tipico dei Campi Flegrei, facevano parte del grande quartiere industriale e commerciale dell’antica Pozzuoli, la famosa “ripa puteolana”. Si tratta della sezione più vicina al collegamento creato tra il mare e il lago Lucrino per l’accesso alle imbarcazioni che, provenienti soprattutto all’Egitto e dall’Oriente, scaricavano qui le loro merci destinate al mercato di Roma. Nel porto avrebbero trovato decine di magazzini, che da oggi saranno visibili nelle loro infinite sequenze. Ma il percorso di visita mostrerà molto di più: lo abbiamo chiamato infatti Il Percorso delle Colonne, per i moltissimi resti di fusti, sia in marmo che in stucco, che dominano il percorso. Questo inizia con una selva di murature tra cui è facile perdersi. La motivazione è semplice: ciò che oggi si può osservare è il frutto della sovrapposizione di più edifici costruiti in almeno 400 anni di storia. Tali sovrapposizioni hanno modificando completamente funzione e orientamenti degli edifici.

Il fascino straordinario del percorso delle Colonne nel Portus Julius all’interno del Parco sommerso di Baia, nell’antica Pozzuoli

Il fascino straordinario del percorso delle Colonne nel Portus Julius all’interno del Parco sommerso di Baia, nell’antica Pozzuoli

Oltre a nuove necessità, è probabile che ciò sia accaduto, come visto a Baia, per il bradisismo, attivo allora come oggi: l’abbassamento della superficie asciutta deve aver costretto ad alzare il livello dei pavimenti, per bloccare l’accesso dell’acqua, in particolare in questi tratti racchiusi allora tra mare e lago. Tra questi resti spiccano subito alla vista una sequenza di grandi colonne crollate in marmi colorati, facenti probabilmente parte della decorazione dell’ultimo edificio qui costruito: un grande vano semicircolare affacciato verso il canale, di cui non conosciamo la funzione, ma di cui riconosciamo l’imponenza, che poteva essere ammirata dalle navi che entravano dal canale. Tutto il percorso, della durata di circa 50 minuti, è adatto sia ai sub più esperti, ma anche a giovanissimi snorkelisti.

L’attività messa in atto dal PaFleg intende continuare il percorso di ricerca avviato già dallo scorso anno su tutta questa importantissima area, ossia la zona B del Parco sommerso di Baia. Oltre alla più nota e frequentata zona A, il quartiere di ricche residenze attorno a Punta dell’Epitaffio, la continuità dei resti sommersi dal bradisismo prosegue ininterrotta verso il porto di Pozzuoli, con questo grande nucleo appena riaperto presso il canale d’ingresso del Portus Julius. “Dopo mesi di ricerca, studio e preparazione tecnica siamo in grado di offrire una nuova esperienza di visita nella storia e nell’archeologia flegrea nella sua dimensione più tipica: quella subacquea – evidenzia il direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano - il nuovo percorso di visita dedicato al Portus Iulius consente un tuffo, nello spazio e nel tempo, verso i luoghi dove si è animata quella vitalità economica, sociale e umana che ha reso Pozzuoli il grande porto di Roma e la sua porta spalancata verso il mondo”.

Tutte le info sul percorso e la sua storia nel sito del Parco archeologico dei Campi Flegrei www.pafleg.it

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