[ REPORTAGE ] Ganvié, la città sull'acqua del Benin: da rifugio a vera e propria attrazione turistica

images/stories/varie_2025/Ganvie_Benin_01.jpg

 

Viola Trombetta, Ganvié / Benin

Nel Golfo di Guinea, la tratta degli schiavi ha modellato tradizioni e territori. Un esempio eloquente è la città sull’acqua Ganvié, nel sud del Benin, oggi diventata un vero e proprio polo di attrazione turistica. Sono passati tre anni da quando The Woman King, il kolossal hollywoodiano da 100 milioni di dollari, ha reso popolare la storia delle invincibili Amazzoni del regno del Dahomey. Scomparso solo nel 1975 per lasciare posto all’attuale Benin, da allora il Paese è attraversato da un’onda crescente di visitatori che lo scelgono come meta vacanze.

 

(TurismoItaliaNews) Il Benin non si è lasciato trovare impreparato e per valorizzare la propria storia e identità, ha avviato numerosi progetti di rilancio: nuovi musei, infrastrutture stradali e attrazioni turistiche. Simbolo di questa rinascita è la statua di 30 metri raffigurante un’amazzone, situata a Cotonou. La guerriera è ormai divenuta l’icona visiva del Paese, un monumento identitario al pari della Tour Eiffel di Parigi, della Statua della Libertà di New York o del Monumento del Rinascimento Africano di Dakar.

Ganvié, la città sull'acqua del Benin: da rifugio a vera e propria attrazione turistica

Ganvié, la città sull'acqua del Benin: da rifugio a vera e propria attrazione turistica

Due sono i momenti più drammatici e centrali nella storia del Benin, ancora oggi presenti in tutte le sue espressioni culturali e sociali: l’espansione coloniale francese nel Dahomey e il violento commercio transatlantico degli schiavi.È proprio da quest’ultimo contesto che nasce Ganvié: costruita nel XVII secolo da popolazioni in fuga dai guerrieri del re, che rastrellavano villaggi per consegnare prigionieri ai commercianti di schiavi europei. La città sorse sul lago Nokoué, dove le acque proteggevano gli abitanti dall’assalto.

Oggi Ganvié conta circa 20.000 abitanti, che continuano a muoversi esclusivamente a bordo di piroghe di legno. Entrarci è un’esperienza sorprendente: durante il tragitto in barca si scoprono, un po’ alla volta, chiese, alberghi, negozi, moschee e scuole galleggianti. Si avvistano pescatori nelle loro imbarcazioni con vele improvvisate fatte di lenzuola colorate, che, insieme ai tetti in lamiera vivace delle case su palafitta, creano un paesaggio visivo e umano di rara intensità. Mentre un tempo le costruzioni erano realizzate solo in bambù e legno, oggi colpisce la modernità dei materiali e delle strutture. Visitare Ganvié significa vedere con i propri occhi le palafitte, i mercati galleggianti, e la vita quotidiana dei residenti.

Ganvié, la città sull'acqua del Benin: da rifugio a vera e propria attrazione turistica

Chiamata anche la Venezia d’Africa, Ganvié è la città sull’acqua più grande del continente. Nata come rifugio per sfuggire alla schiavitù, è oggi un’attrazione turistica d’eccellenza. Ospita negozi di souvenir, ristoranti locali e perfino spettacoli musicali gioiosi, realizzati interamente su barche per dare il benvenuto ai visitatori. Un’esperienza consigliatissima per chi desidera immergersi nella storia viva del Benin.

 

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...