L’Aiso, il lago dell’Abisso: un viaggio nella leggenda tra le acque misteriose di Bevagna, in Umbria

images/stories/umbria/Bevagna_LagoAiso_01.jpg

 

Angelo Benedetti, Bevagna / Umbria

Nascosto tra i morbidi rilievi e i campi coltivati della Valle Umbra, ad una manciata di chilometri da Bevagna, si svela agli occhi dei viaggiatori un piccolo specchio d’acqua che sembra custodire i segreti di un tempo perduto: il Lago dell’Aiso. Un cerchio perfetto di acqua ferma, circondato da pioppi, vigne e silenzi profondi, che da secoli alimenta leggende, suggestioni e racconti popolari. Siamo venuti a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Luogo di bellezza naturale e insieme di memoria mitica, l’Aiso è oggi uno dei punti di maggiore interesse paesaggistico e culturale dell’Umbria meno conosciuta, perfetto per un’escursione alternativa all’insegna della spiritualità, della storia e del mistero.

L’Aiso, il lago dell’Abisso: un viaggio nella leggenda tra le acque misteriose di Bevagna

L’Aiso, il lago dell’Abisso: un viaggio nella leggenda tra le acque misteriose di Bevagna

Conosciuto in antichità come Abisso o addirittura Inferno, il lago si presenta come una risorgiva artesiana di forma circolare, dal diametro di circa 25 metri e profonda più di 13. La sua origine geologica si intreccia con quella leggendaria in un racconto popolare che, fin dal XVII secolo, ha saputo resistere al tempo, continuando ad essere tramandato oralmente tra le famiglie contadine della zona. Ed è proprio questa narrazione, a metà tra il sacro e il profano, che rende il piccolo lago un’autentica perla nel panorama del turismo esperienziale umbro.

La leggenda. Secondo la leggenda, un ricco contadino di nome Chiarò, uomo superbo e lontano dalla fede, decise di trebbiare il grano il 26 luglio, giorno di Sant’Anna, sfidando apertamente il divieto della Chiesa e la tradizione contadina che riservava quella data al riposo e alla devozione. Mentre lavorava nell’aia con i suoi braccianti, incurante delle preghiere della moglie devota, il terreno improvvisamente cedette e l’intera casa fu inghiottita in una voragine, lasciando al suo posto il lago che oggi vediamo. Ma il mito non finisce qui. Un angelo, secondo la narrazione popolare, avrebbe avvertito in sogno la moglie di Chiarò, ordinandole di fuggire con i figli. Durante la fuga, inseguita da un fiume d’acqua miracoloso, la donna ricevette un ultimo, terribile comando: abbandonare il figlio minore, destinato a divenire malvagio come il padre. In quel punto si sarebbe formato un secondo specchio d’acqua, più piccolo, che la tradizione chiama ancora oggi Aisillo.

L’Aiso, il lago dell’Abisso: la leggenda in una ricostruzione pittorica di TurismoItaliaNews.it

L’Aiso, il lago dell’Abisso: un viaggio nella leggenda tra le acque misteriose di Bevagna

L’Aiso, il lago dell’Abisso: un viaggio nella leggenda tra le acque misteriose di Bevagna

Oggi l’Aiso e gli Aisilli sono inseriti tra i Siti di Interesse Comunitario (Sic) dell’Unione Europea, tutelati per il loro valore idrogeologico e paesaggistico. Le acque dell’Aiso, con una temperatura costante di circa 14 gradi, sono limpide e silenziose, alimentate da due sorgenti sotterranee e collegate al fiume Topino. Ma ciò che le rende uniche è la suggestione che evocano: secondo il folclore locale, ogni anno nel giorno di Sant’Anna è possibile scorgere sul fondo le travi della casa sommersa, e udire la voce di Chiarò che richiama invano le sue cavalle.

Questo piccolo lago è molto più di una curiosità naturalistica: è un esempio straordinario di come natura, spiritualità e cultura si intreccino per dare vita a luoghi che parlano direttamente all’anima di chi li visita. Percorrendo i sentieri che conducono al lago o sostando in silenzio sulle sue rive, il visitatore potrà sentire ancora vivo il respiro delle antiche leggende, ritrovare il senso del sacro nelle pieghe del paesaggio, riscoprire il valore delle storie popolari come custodi della memoria collettiva.

Bevagna

Bevagna

Dato che la ricerca del turismo autentico e consapevole è sempre più sentita, l’Aiso si propone come una meta ideale per chi vuole scoprire un’Umbria più intima, spirituale e profonda. Tra mistero e bellezza, tra verità geologica e immaginazione popolare, il laghetto di Bevagna resta un luogo capace di affascinare chiunque si lasci guidare dalla curiosità o da un’antica, inspiegabile attrazione verso l’ignoto. Insomma, è da vedere.

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Instagram

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...