Spagna, tra mura ciclopiche e pietre sacre: viaggio nel cuore celtico del Castro de las Cogotas, a due passi da Ávila

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Eugenio Serlupini

Sensazioni e suggestioni. Qui, a pochi chilometri da Ávila, il silenzio sembra custodire ancora le voci dei guerrieri vetoni. Siamo al Castro de las Cogotas, nel territorio comunale di Cardeñosa, uno dei più imponenti e significativi insediamenti preromani della Meseta spagnola. Visitare questo sito archeologico non significa soltanto camminare tra rovine antiche: è un’esperienza immersiva nella storia più remota della penisola iberica, un viaggio a ritroso fino all’Età del Bronzo e del Ferro, tra mura difensive, necropoli e paesaggi che raccontano un equilibrio perfetto tra uomo e natura. Ecco perché.

 

(TurismoItaliaNews) Il castro sorge sul cerro de las Cogotas, accanto al fiume Adaja e nei pressi dell’attuale bacino artificiale che porta lo stesso nome. La posizione non è casuale: l’altura domina un territorio generoso, ricco di pascoli, terre fertili e risorse idriche. Un contesto ideale per l’agricoltura e l’allevamento, che spiega perché questo luogo conobbe il suo massimo splendore tra il V e il III secolo a.C., quando la comunità vetona ne fece uno dei principali centri della regione.

Spagna, tra mura ciclopiche e pietre sacre: viaggio nel cuore celtico del Castro de las Cogotas, a due passi da Ávila

Spagna, tra mura ciclopiche e pietre sacre: viaggio nel cuore celtico del Castro de las Cogotas, a due passi da Ávila

La scoperta ufficiale del sito risale al 1876, ma le campagne di scavo successive hanno rivelato una storia ancora più lunga e complessa. Gli archeologi hanno identificato due grandi fasi di occupazione: la prima, tra il 1200 e l’800 a.C., nota come Cogotas I, risalente al Bronzo Finale; la seconda, Cogotas II, tra il 400 e il 100 a.C., attribuita ai vetoni, popolazione celtica che abbandonò il castro con l’avanzare della romanizzazione.

Oggi il visitatore può percorrere i resti del doppio recinto murario che proteggeva l’abitato, un sistema difensivo sorprendente per imponenza e tecnica costruttiva. Le mura, realizzate con massi di granito perfettamente incastrati, si stagliano ancora nitide contro il cielo castigliano. Poco distante si riconosce il campo di piedras hincadas, un ingegnoso sistema di difesa costituito da pietre conficcate nel terreno per ostacolare la cavalleria nemica: un dettaglio che restituisce tutta la tensione di un’epoca segnata da conflitti e rivalità tribali.

Spagna, tra mura ciclopiche e pietre sacre: viaggio nel cuore celtico del Castro de las Cogotas, a due passi da Ávila

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A nord del castro si estende la necropoli di Trasguija, scavata dall’archeologo Juan Cabré. Centinaia di stele in granito, oggi adagiate al suolo, segnano l’antico spazio funerario. Camminare tra queste pietre è un’esperienza intensa: ogni stele rappresenta una memoria, un frammento di identità collettiva che ancora resiste al tempo. Il percorso di visita è arricchito dal Centro di Interpretazione, che offre chiavi di lettura chiare e coinvolgenti, ricostruzioni e pannelli esplicativi capaci di guidare anche il pubblico meno esperto tra le stratificazioni storiche del sito. L’approccio divulgativo rende il Castro de las Cogotas una meta adatta non solo agli appassionati di archeologia, ma anche a famiglie e viaggiatori curiosi in cerca di autenticità.

Il valore simbolico di questo luogo viene adesso ulteriormente riconosciuto dalle Poste spagnole che, nell’ambito della serie tematica “Arqueología”, hanno dedicato al sito un francobollo da 3 euro, in circolazione dal 25 febbraio 2026. Un modo per celebrare un patrimonio millenario e rafforzarne la proiezione internazionale.

Inserito nel paesaggio austero e luminoso della Castiglia e León, il Castro de las Cogotas non è soltanto una testimonianza archeologica: è un balcone sulla storia, un racconto inciso nella pietra, un invito a riscoprire le radici celtiche dell’Europa occidentale. Qui, tra mura antiche e orizzonti aperti, il passato non è un’eco lontana, ma una presenza viva che accompagna ogni passo del visitatore.

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