Al MarTa fra i tesori dell’antichità: il Museo Archeologico di Taranto polo d’attrazione per la storia e la cultura del bello

Angelo Benedetti, Taranto / Puglia

 CULTURA  Migliaia di reperti tra anfore, vasi, statue, corredi funerari, medaglie, monili e ori, che documentano 6.500 anni di storia di Taranto. Il MarTa, come lo identifica l’acronimo del Museo archeologico della città pugliese, è oggi ancor più ricco con l’apertura della nuova ala che completa il progetto di restauro e valorizzazione per il quale sono stati investiti circa 15 milioni di euro. In 25 sale si racconta la storia antica del territorio attraverso capolavori straordinari come lo Zeus di Ugento e la Kore di Montegranaro.

 

(TurismoItaliaNews) Inserito nella lista dei 20 Musei nazionali che hanno una propria autonomia gestionale e finanziaria, il Museo Archeologico di Taranto conosce una nuova vita non solo attraverso un allestimento che valorizza i reperti un percorso completo, dalla preistoria al Medioevo, ma anche con una serie di iniziative finalizzate a promuovere il contenitore culturale quasi come un “work-in-progress”, qualcosa in cui c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere e da fare.

 

“Il Museo rinnovato è anche un’occasione di riscatto per una città come Taranto” ha commentato la giovane direttrice Eva Degl’Innocenti (pistoiese, con esperienze di direzione maturate in alcuni musei francesi) in occasione dell’inaugurazione della nuova ala avvenuta alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.

Riproduzione della dea in trono - Foto Museo Archeologico Nazionale di Taranto (foto P. Buscicchio)

 

L’ala aperta al pubblico attraverso un percorso in otto sale documenta un periodo che va dalla preistoria all’età ellenistica. I visitatori vengono accolti in un’area in cui mediante un supporto video e computerizzato viene presentata la storia di Taranto e l’esperienza museale avviata ufficialmente a partire dal 1887 dall’allora ispettore dello Stato, Luigi Viola, considerato l’istitutore del Museo nell’ex Convento dei Frati Alcantarini, costruito a metà del XVIII secolo, successivamente ampliato a metà del XX secolo inglobando l’adiacente corpo settentrionale dell’Ala Ceschi. Il primo piano, dalla nona alla venticinquesima sala, interessa l’arco temporale che va dal IV secolo avanti Cristo all'epoca alto-medievale, con stupende collezioni greche, romane e apule, con i reperti più conosciuti come i celebri “Ori di Taranto”; al secondo piano è presentata una riproduzione, secondo tecniche d’avanguardia, della Persefone, detta anche Dea in Trono, il cui originale famoso è conservato all’Altes Museum di Berlino. E ciò perché la statua è stata rinvenuta a Taranto all’inizio del '900 durante scavi archeologici condotti nell’area circostante l'Arsenale della Marina Militare.

Nelle sale dedicate a Taranto romana, lo splendore della città all’indomani della conquista è testimoniato dagli arredi scultorei, dalla statuaria e dai pavimenti a mosaico degli edifici pubblici e privati di età imperiale. E tra i reperti più conosciuti ci sono anche oggetti del mondo dello sport, come una coppia di bilancieri in piombo, che servivano a stabilizzare l’atleta durante il salto in lungo, e un disco da lancio in ferro; non mancano anfore panatenaiche destinate ai vincitori degli agoni di Atene, sulle quali sono raffigurate l’immagine di Atena e scene legate alla disciplina in cui l’atleta ha trionfato. Non ci si può non stupire davanti alla Tomba dell’Atleta, datata fra il 500 e il 480 avanti Cristo e rinvenuta nel 1959: al suo interno è stato rinvenuto lo scheletro di un giovane di circa trent’anni con un corredo funebre di quattro anfore panatenaiche, testimonianza di altrettante vittorie dei giochi in onore di Atena.

 

Di certo gli “Ori di Taranto” sono l’attrazione per eccelleza: questa collezione di gioielli di epoca magno-greca (tra cui anelli, orecchini, bracciali, corona) per la raffinatezza della lavorazione orafa e la preziosità dei materiali, solo come preziosa testimonianza storica della famosa lavorazione dell'oro di Taranto, conosciuta in tutto il Mediterraneo.

MarTa - Museo Nazionale Archeologico di Taranto Via Cavour, 10 - 74100 Taranto
www.museotaranto.org
La pagina Facebook del Museo 
Twitter: museo_marta

 

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