Montappone, tanto di cappello: nella Jervicella la tradizione di un territorio in testa al mondo intero

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Giovanni Bosi, Montappone / Marche

Si chiama Jervicella ed è la madre di tutte le tradizioni a Montappone. Questo piccolo comune dell’entroterra marchigiana è conosciuto nel mondo per essere la capitale del distretto del cappello: in questo territorio si realizza quasi il 60 per cento della produzione europea (compresa quella delle grandi griffe) grazie ad una rete di aziende di piccole e medie dimensioni che affondano le loro radici in una storia antica quanto quella della specie di grano che rischiava l’estinzione e che ora diventa il petrolio verde delle Marche.

 

(TurismoItaliaNews) Montappone, insieme a Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone, costituisce il distretto della produzione di cappelli più importante d’Italia e d’Europa, un vanto per le Marche, “dove si utilizza ancora ciò che la natura offre senza sprechi, come ha insegnato la cultura contadina di questo territorio a chi è cresciuto nella dedizione al lavoro” sottolinea Marica Panicciari, assessore ai servizi sociali, istruzione, cultura e spettacolo richiamandosi a quanto documenta il Museo del Cappello. Non potrebbe essere diversamente: la cittadina di appena 1.750 abitanti con il proprio lavoro legato alla produzione dei cappelli genera un indotto da 150 milioni di euro di fatturato e non poteva dunque mancare un luogo che rendesse omaggio alla tradizione. Già, ma perché Montappone è la capitale del cappello? “Qui il bello si trasforma in fashion e tutto parte da lontano” chiosa Alberto Monachesi, uno degli animatori di Tipicità, il festival del Made in Marche che ogni anno mette in vetrina il bello e il buono di questa terra.

Il Museo del Cappello a Montappone

La filiera produttiva del cappello di paglia è nella storia dell’agricoltura: rimasta pressoché immutata dall’Ottocento fino alla seconda guerra mondiale si è articolata in tre distinti, ma strettamente interdipendenti, segmenti produttivi: il mercato della paglia, il mercato delle trecce e quello del cappello. La lavorazione di trecce e del cappello si sviluppa a Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone, nel circondario di Fermo, soprattutto nel corso del XIX secolo, inizialmente per soddisfare la domanda interna, ma poi la crescita è stata esponenziale. E tutto grazie alla Jervicella: “Una tipologia di grano unico nel suo genere – spiega Mauro Ferranti sindaco di Montappone - caratterizzata da chicchi di piccole dimensioni, dal colore verde brillante e soprattutto dal lunghissimo stelo. Un prodotto che racchiude in sé una moltitudine di tradizioni locali, prima tra tutte, ovviamente, l’utilizzo in campo alimentare: la farina derivante dalla Jervicella è infatti ideale per la preparazione di un pane buono e saporito. Fermandoci a questo, si direbbe non dissimile dalle tante altre varietà presenti al mondo, ma per capire a fondo il suo valore occorre spostare lo sguardo in basso, in direzione di quel lunghissimo stelo che ha dato origine ad una produzione che ancora oggi vive ed è diventata simbolo di Montappone: il cappello di paglia”.

Il passare del tempo aveva fatto cadere in disuso, sul versante agroalimentare, la Jervicella, che invece da alcuni anni è tornata ad essere protagonista sui campi, riprendendosi il giusto ruolo a tavola come nella produzione dei cappelli tradizionali in paglia. Così la jervicella è riuscita a resistere, grazie allo sforzo dei custodi della biodiversità e all’impegno di alcune realtà, come il brand Sorbatti, che tuttora realizza una linea di cappelli prodotti col metodo originale.

In alto: il cappello di Federico Fellini donato dalla famiglia al Museo di Montappone, sotto alcuni scorci interni della struttura espositiva

Il Museo è uno dei luoghi che celebra questa vocazione, un museo aperto al nuovo, al territorio, ai giovani, agli appassionati, immagine del distretto del cappello ed elemento di riappropriazione della memoria storica da conservare, valorizzare e diffondere come un bene culturale comune. Dalla semina alla raccolta, alla produzione delle pezze di treccia “sbiccata” di paglia nostrana Jervicella a 4 fili, il museo racconta la storia con l’ausilio di strumenti originali messi a disposizione dalle famiglie. Pezzo forte della raccolta è l’ultimo cappello indossato da Federico Fellini, che la famiglia ha voluto donare all’istituzione museale.

Al Museo del Cappello si accompagna la mostra permanente del “Cappellaio Matto”, iniziativa sviluppata con l’art director Giuliano De Minicis e che rende protagonisti i maestri cappellai del circondario e del distretto. Cappelli pazzi e stravaganti, realizzati con paglia, tessuti, sughero, carta, radici: “oltre cento esemplari che si integrano continuamente, tutti perfettamente indossabili” spiegano Marta Sassi e Rosanna Scoccia della Pro loco, associazione che gestisce la mostra proposta con successo anche al Prêt à Porter di Parigi e a Graz. E naturalmente non manca neppure la festa del Cappello, in calendario ogni anno nell’ultimo weekend di luglio.

Le tante curiosità creative del "Cappellaio Matto" di Montappone. Sotto: l'imprenditore Attilio Sorbatti

Ma di certo, in un momento storico come l’attuale, è il lavoro il risvolto più emblematico. Il cappellificio e berrettificio Sorbatti a Montappone è un fiore all’occhiello: dal 1922 tramanda l’intuizione di Attilio Sorbatti e di sua moglie Ester. A dirigere l’azienda che fattura 4 milioni di euro, ci sono oggi Attilio “junior” e Marco Sorbatti, imprenditori di quarta generazione che danno lavoro a 40 operai oltre all’indotto, producono con il proprio brand e per griffe prestigiose cappelli in tessuto, lana, feltro ed ovviamente paglia, per uomo e donna, estivi ed invernali, su un mercato che per il 75% è estero e che ovviamente danno grande attenzione alla Jervicella. “Abbiamo ripreso a produrre il cappello tradizionale, che i contadini indossavano quando andavano a mietere il grano, fresco e pratico, per il quale occorrono 12-13 metri di treccia” ci dice Attilio Sorbatti; il costo si aggira sui 120 euro. Elevata professionalità, flessibilità operativa e dinamismo sono i punti di forza su cui la Sorbatti fonda la propria filosofia di produttore, in un perfetto connubio tra tradizione e innovazione, artigianalità e tecnologia, passione e competenza. Le aziende che lavorano in questo settore sono riunite nel Consorzio Cappeldoc, costituitosi nel 1994 per favorire l’attività promozionale dei prodotti dei consorziati che operano all’interno del distretto industriale del cappello nei comuni di Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone.

Non solo fashion però, perché qui la Jervicella si mangia pure, insieme alle tante altre tipicità delle Marche. Per gustarle al meglio, a Montappone in cima al colle su cui è adagiato il paese c’è Palazzo Riccucci, storica residenza tornata all’antico splendore grazie ai due giovani fratelli Cristiano e Maicol Riccucci che, con sacrificio ed impegno, hanno voluto compiere un investimento per la loro vita implementando l’attività dei genitori Franco e Gabriella. La loro è una famiglia di osti, che ha scelto la strada dell’enogastronomia di grande qualità in una struttura di grande fascino (che è pure una “residenza di charme” con una piscina terrazzata che spazia a 360 gradi sulle colline marchigiane) in cui la tradizione incontra l’innovazione, con i piatti e gli ingredienti tipici delle Marche che si alternano alle migliori ricette della cucina nazionale e internazionale. Ed ecco allora i Maccheroncini di Campofilone alla Jervicella proposti con diverse consistenze di funghi porcini e tartufo, tanto per citare una specialità.

Cristiano Riccucci nel ristorante ricavato nell'antico Palazzo

Per saperne di più
www.comune.montappone.fm.it
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www.ilcappellodipaglia.it
http://museodelcappellomontappone.it
www.terracinquenodi.it
Il sito del Consorzio del Cappello 

Sorbatti
via Leopardi 18 – Montappone
tel. +39 0734-760982
www.sorbatti.it
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Palazzo Riccucci Resort
Via Palazzo, 36 – 63835 Montappone (Fm)
Tel. 0734 – 761175
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www.palazzoriccucci.com

Come arrivare a Montappone
Provenendo da nord, uscita autostrada A-14 Civitanova Marche, imboccare la superstrada direzione Macerata – Tolentino fino all'uscita di Corridonia, attraversare Mogliano, Massa Fermana e proseguire per Montappone.
Provenendo da sud, uscita autostrada A-14 Porto San Giorgio, seguire le indicazioni per Ippodromo San Paolo di Montegiorgio, attraversare Montegiorgio, Monte Vidon Corrado e proseguire per Montappone.

 

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