Al Ain, l’oasi lussureggiante nel deserto: ad Abu Dhabi uno dei più antichi insediamenti umani Patrimonio dell’umanità

Un tempo importante e lussureggiante oasi sul cammino delle carovane che si spostavano dagli Emirati all’Oman, Al Ain (in italiano “la primavera”) è il cuore del patrimonio storico dell’Emirato di Abu Dhabi, uno dei più antichi insediamenti costantemente abitati al mondo e sito Unesco Patrimonio dell’umanità.

 

(TurismoItaliaNews) Tombe circolari in pietra risalenti al 2.500 avanti Cristo circa, diversi pozzi e una grande varietà di costruzioni dette “adobe”, ovvero edifici adibiti a residenza e uffici amministrativi, torri e palazzi. Sono le straordinarie vestigia di Al Ain, conosciuta storicamente come l'oasi di Buraymi, che l’Unesco ha reso patrimonio dell’umanità: sei oasi e i siti archeologici di Bida bint Saud, Hafeet e Hili, luoghi che testimoniano la presenza di occupazioni umane sedentarie in una regione desertica sin dal Neolitico grazie alle numerose testimonianze della presenza di civiltà preistoriche.

Hili, peraltro, è caratterizzata da uno dei più antichi prototipi di un sofisticato sistema di irrigazione arabo, il falaj, risalente all'età del ferro. E del resto le vestigia di Al Ain rappresentano un’importante testimonianza del passaggio in questa regione di due civiltà: la civiltà nomade fondata sulla caccia e quella sedentaria basata sulla coltivazione della terra. Non si può dunque mancare una visita al Al-‘Ayn National Museum, che nella sezione archeologica conserva armi, gioielli, monete e ceramiche scavate nelle tombe della vicine Al Hili e Umm Al Nar, mentre le gallerie etnografiche forniscono un focus sui vari aspetti della vita quotidiana dei beduini e degli stanziali, come l'istruzione, il matrimonio e l'agricoltura. Da vedere gioielli in argento, costumi tradizionali e persino alcuni strumenti chirurgici che venivano utilizzati.

 

La peculiarità culturale oltre che scenografia dei luoghi di Al Ain, con le loro varie componenti e il contesto regionale in cui i siti sono situati, offrono la testimonianza dell’antica occupazione umana sedentaria in una regione desertica. Occupata ininterrottamente dal Neolitico, la regione presenta vestigia di numerose culture preistoriche, in particolare dell'età del bronzo e dell'età del ferro. Al Ain si trova al crocevia di antiche rotte terrestri tra l'Oman, nella penisola arabica, il Golfo Persico e la Mesopotamia. Le suggestioni che fa vivere la visita di questi luoghi è difficile da descrivere, compresa l’emozione che si prova davanti ai resti delle antiche tombe circolari di pietra, i resti degli insediamenti di epoca Hafit e Hili, i pozzi e i sistemi do irrigazione Falaj parzialmente interrati, oasi e costruzioni in mattoni di fango pensati per scopi difensivi. Questa esperienza nella costruzione e gestione delle risorse idriche ha permesso lo sviluppo precoce dell’agricoltura per cinque millenni, fino ai giorni nostri.

I siti preistorici di Al Ain, e in particolare i gruppi Hafit e Hili, mantengono intatta l’autenticità, anche sin dalla loro scoperta nella seconda metà del ventesimo secolo c'è stata una tendenza a ricostruire alcune tombe circolari nel tentativo di consentirne una più facile lettura, soprattutto dal punto di vista della consistenza e della funzionalità. Il Falaj di Al Ain (la cui funzionalità ha continuano a registrare aggiunge ed innovazioni nel corso dei secoli e dunque anche ben dopo l'Età del Ferro) continua ad essere oggetto di studi che hanno colmato alcune lacune nella continuità del sistema. Ulteriori sforzi verso una documentazione più sistematica saranno di aiuto per una valutazione della loro autenticità come un sistema alla base della oasi di oggi.

 

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