Nella Grotta dell’Abbadessa di Pale: dopo 40 anni nella placca di travertino si riscopre un'autentica meraviglia della natura

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Giovanni Bosi, Sasso di Pale / Umbria

Per quaranta anni non è stato possibile visitarle, prima per problemi di sicurezza, poi per questioni di agibilità conseguenti al terremoto che ha interessato la zona tra il 1997 e il 1998. Adesso per le grotte di Pale, nel territorio comunale di Foligno, al centro dell’Umbria, inizia una nuova vita. Collocate al di sotto dell’abitato incastonato nel Sasso da cui prende il nome e che grazie alla ricostruzione post-sisma sta ritrovando il suo antico spolvero, le grotte tornano ad essere perfettamente fruibili. Ed è subito spettacolo della natura.

(TurismoItaliaNews) Create dal lavoro della natura in migliaia di anni nella placca di travertino, le Grotte di Pale sono una serie in gran parte censite dal catasto speleologico e delle quali soltanto per una porzione di una cinquantina di metri è facilmente accessibile grazie anche ad alcuni interventi di sistemazione da parte dell’uomo. Proprio all’indomani del sisma, per iniziativa del Comune di Foligno sono stati effettuati interventi in vista di una loro valorizzazione, tenuto conto che il Sasso di Pale è considerato un sito di importanza comunitaria, e in questo contesto è stato possibile anche superare definitivamente il problema legato alla fruizione.

Infatti delle grotte esistenti al di sotto dell’abitato, è visitabile soltanto quella conosciuta come Grotta della Abbadessa, famosa fin dal Rinascimento per essere stata visitata da Cosimo de’ Medici e dalla principessa Cristina di Svezia come ricorda una lapide commemorativa ritrovata all’interno di un edificio della frazione folignate. Questa grotta nel tempo è sempre stata ritenuta di proprietà privata, ma il Comune è riuscito a dimostrare che in quanto sottosuolo appartiene al demanio e dunque è di proprietà pubblica. Risolto questo non secondario aspetto, ora per la grotta della Abbadessa si aprono prospettive nuove nel contesto della zona del Parco naturale comunale di Pale e Sassovivo.

“La grotta – spiegano i tecnici dello Studio naturalistico Hyla che hanno redatto la relazione per la valutazione di incidenza dei lavori attuati dal Comune e seguiti dal Servizio Ambiente - è costituita almeno da tre–quattro camere interconnesse da corridoi in alcuni punti abbastanza stretti, sul cui pavimento interventi effettuati in passato, hanno permesso di ricavare dei gradini per accedere”. Alcune concrezioni presenti possono essere considerate di notevoli dimensioni, ma purtroppo vari interventi effettuati in passato all’interno della cavità ipogea senza troppa sensibilità, ne hanno distrutte alcune che sono state letteralmente segate. Ma le grotte di Pale sono importantissime anche dal punto di vista scientifico: l’entomologo Fulvio Cirocchi ha scoperto che all’interno vive un coleottero troglobio, altamente specializzato, chiamato “Duvalis Innamoratorum”, in onore della famiglia Innamorati di Pale. “La presenza di maschi – spiega lo scienziato che ha condotto uno studio specialistico - ci ha permesso di inquadrare correttamente questo taxon e di stabilire che si tratta di una specie inedita”.

Grazie alla collaborazione fra il Comune di Foligno e diversi soggetti (tra cui Comunanza agraria di Pale – Ponte Santa Lucia, Comunanza agraria di Scopoli, centro sociale, Laboratorio di scienze sperimentali di Foligno, associazione Fie, Legambiente) diventano ora possibili le visite (preferibilmente nel periodo primaverile-estivo, da maggio a settembre) nei giorni festivi e prefestivi con orario 10-12 / 16-18; contingentato il numero delle persone ammesse: gruppi composti da 6 persone con la presenza di guide e non più di 24 visitatori al giorno per non trasvolgere il delicato microcosmo interno. Il primo giorno, come era prevedibile, gran pienone e tutti in coda sotto il sole per scendere sotto terra.

“Dopo 40 anni riaprono queste straordinarie grotte di Pale – sottolinea il consigliere comunale incaricato per il Parco di Colfiorito, Paolo Gubbini - questo è un altro tassello per sviluppare ancor di più i percorsi che toccano la montagna folignate e che possono essere motore di sviluppo, anche in funzione dell’apertura del nuovo tracciato della strada statale 77. Questo territorio non rischia di essere marginalizzato ma può sviluppare ancora di più la sua vocazione ambientale".

Tra l’altro l’abitato di Pale offre molto in un incantevole scenario naturale: dall’escursione in mountain bike sui sentieri del Sasso di Pale, all’arrampicata in falesia (la seconda palestra di roccia in Italia), dal trekking alla scoperta delle cascate del Menotre all’Eremo di Santa Maria Giacobbe, alla chiesa di San Biagio dove i lavori di restauro successivi al terremoto degli anni Novanta ha consentito di recuperare le decorazioni nella sacrestia legate alla tradizione della storia del santo patrono. I fedeli si rivolgono a Dan Biagio nella sua qualità di medico, anche per la cura dei mali fisici e in particolare per la guarigione dalle malattie della gola: è tra i quattordici santi ausiliatori.

 

Guarda la mappa della Grotta dell'Abbadessa

 

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