Ouranoupolis, l’ultimo avamposto “laico” del Monte Athos: mille storie, un mare stupendo e una Torre che fa ancora la guardia
Giovanni Bosi, Ouranoupolis / Penisola Calcidica
Se ne parla per la prima volta in un documento del 1344, ma le sue fattezze fanno pensare che sia ben più antica. Di certo ancora oggi la Torre svetta sul tratto di costa della Penisola Calcidica che introduce a Monte Athos, l’antica repubblica dei monasteri. Siamo in Grecia e questo è il punto di cerniera tra mille storie. Ce n’è abbastanza per venire da queste parti: un mare stupendo innanzitutto e poi una serie di scoperte da fare. Anche a tavola.
(TurismoItaliaNews) Un grande cartello posizionato sul confine sbarrato da rete metallica e un muro di cemento avverte: “Confine della Montagna Santa. Attraversare il confine è illegale”. Benvenuti a Ouranoupolis, il porto sull’Egeo in cui ci si imbarca per raggiungere le decine di monasteri disseminati sulla penisola del Monte Athos o per vederli da lontano. L’ammissione al territorio autonomo è molto difficile e la maggior parte dei turisti devono “accontentarsi” della crociera in mare. In realtà anche questa è un’esperienza da fare, perché suggestiva ed attraente.
| Dopo la distruzione dell’Asia minore, i rifugiati dalle isole Marmara in Propontida hanno raggiunto questa zona trovando riparo nella Torre, nei suoi edifici attiguo e nelle tende. Nel 1926 una società tedesca ha costruito le prime case del villaggio, alcuni dei quali oggi sono ancora in piedi. Più tardi gli abitanti costruirono la chiesa, la scuola e così ha cominciato a prendere corpo la comunità organizzata con il nome Prosforion. Più tardi il paese ha preso il nome Pirgos che significa "torre" finché intorno al 1960, ha assunto il suo nome definitivo Ouranoupolis. Nel 1928 è arrivata dall’Australia la coppia Lock unendosi alla vita del villaggio: i due vivevano nella torre e in collaborazione con i residenti che conoscevano l’arte della tessitura dei tappeti hanno utilizzato disegni copiati da codici monastici mettendo le basi per una produzione locale che ha dato lavoro e reddito a molte famiglie. |
Ma quando si arriva ad Ouranoupolis non si può fare a meno di godersi questo villaggio che ha conosciuto il turismo soltanto a partire dagli anni Sessanta del Novecento e che oggi è una tappa obbligatoria. Già da lontano la sua antica torre è visibile e in effetti è proprio questo a solleticare la curiosità di ammirarla da vicino. La parte inferiore è la più antica, mentre le due porzioni superiori (e una terza che è stata demolita nel tempo) risalgono alla prima dominazione ottomana; le parti in legno degli interni e il tetto risalgono alla ricostruzione del XIX secolo, terminato intorno al 1862. Il barbakas (recinto fortificato) - edificio datato ai primi secoli dopo la caduta di Costantinopoli (1453) - è unito alla parte est della torre, mentre sul lato a nord-ovest si trova l’arsanas (cantiere navale, (1865), il cui molo oggi non è più esistente. Fino al 1924 il complesso della Torre di Ouranoupolis è appartenuto al monastero di Vatopedi come Prosphorion Metochion, ovvero una dipendenza.
E questo è il primo approccio, inevitabile, con Ouranoupolis, il cui abitato si trova ad appena un chilometro prima del confine della Montagna Sacra ed è qui che ogni giorno, dal porticciolo all’ombra della Torre, si vedono le barche sulle quali salgono i pellegrini (dopo aver preventivamente acquisito il passaggio del visto di cui avranno bisogno per entrare) diretti verso la Repubblica monastica. Il villaggio è considerato ormai una delle località più importanti del nord Halkidiki: sono sorti molti ristoranti ed alberghi che offrono i piatti della tradizione marinara locale e un soggiorno confortevole Durante i mesi estivi dal porto si possono compiere crociere giornaliere al Monte Athos: un autentico must per chi sceglie questo villaggio e la possibilità di vedere uno per uno tutti i monasteri che sorgono sul lato occidentale. Così ci si gode il mare e vede un tratto di costa decisamente bello (se si è fortunati accompagnati dai delfini) oppure si può anche arrivare di fronte alle isole chiamate Drenia, con Ammouliani a fare da regina.
Peraltro è intrigante anche l’origine del nome di Ouranoupolis, che deriva da quello della città di Alessandria, fondata nel 315 a.C. da Alexarhos, figlio di Antipatro e fratello di Kassandros. Questa città è stata costruita sopra i resti della colonia Sanis Andrian, che Phillipos II aveva precedentemente distrutto dalle fondamenta. Da queste parti sono state ritrovate antiche monete antiche con il simbolo "Ouranio Poleos", che significa “città nel cielo”, con la raffigurazione di Ouranio Afrodite seduto su una sfera da una parte e il sole che splende con otto raggi dall’altra. Secondo la mitologia greca, Afrodite, dea dell’amore, è figlia di Urano nata con un concepimento particolare: ha avuto origine dalla schiuma bianca prodotta dai genitali tagliati di suo padre da parte di Crono.
A un chilometro dalla Torre, percorrendo una strada bianca che segue l’andamento della costa, si arriva al confine dello Stato monastico e qui si trovano due antiche strutture di grande interesse: il primo è un monastero-avamposto che si affaccia direttamente sul mare, il secondo è quanto resta del Monastero di Zygou, dedicato al profeta Elia e rimasto al di fuori dei confini di Monte Athos. Il primo riferimento conosciuto per Zygou si ha in un documento del 942 e nel 958 San Athanasios l’Athonita di Trapesunta (fondatore della vita cenobiale) ha iniziato qui la sua formazione come apprendista di un eremita locale. Questo monastero è un esempio unico di un grande monastero athonita, la cui architettura (per quel che ne resta) e l'uso ai fini del culto possono essere studiate grazie all’assenza di fasi edilizie successive. La fortificazione è rinforzata da undici torri e comprende una superficie di circa 5.500 metri quadrati; il castello è stato costruito in almeno cinque fasi prima del 1211 e la ricerca archeologica ha portato alla luce i resti datati dal IV secolo a.C. fino al VI secolo d.C.
Il complesso monastico è costituito dalla parte vecchia (ovest), che è stata poi ampliata in direzione est. La costruzione della chiesa principale (katholikon) è iniziata nella prima metà dell’XI secolo con quattro fasi di costruzione: nella prima fase il katholikon è stato costruito con un nartece stretto (è la struttura tipica delle basiliche dei primi 6-7 secoli del Cristianesimo); in una seconda fase è stata aggiunta la cappella nord insieme con la tomba del fondatore; in una terza fase è stato aggiunto il nartece esterno e nel quarto gradualmente la cappella con cupola a sud e la tomba di uno dei fondatori. Le pareti della katholikon sono conservate per un’altezza di 2-4 metri: la maggior parte dei suoi elaborati elementi architettonici in marmo sono stati in parte saccheggiati in una fase molto precoce e il resto sono sopravvissuti in frantumi.
Parti di una grande pittura murale dell’Annunciazione e alcune croci sopravvivono nel nartece, mentre due strati di pitture murali con la stessa rappresentazione (e probabilmente San Nicola) sono stati rinvenuti nell'abside della cappella sud; i pavimenti della cappella nord sono pavimentate con marmo ad intarsio, probabilmente dell’XI secolo. Un frantoio è stato installato nel nartece nel XVI - XVII secolo, quando il katholikon era già rovinato. Sono numerosi i piccoli reperti raccolti nel sito, tra i quali alcuni sigilli di piombo dell’XI secolo, una medaglia d’oro placcato con la raffigurazione di San Paraskevi, un sigillo con la rappresentazione dell’Arcangelo Michele, molte tesserine provenienti da una parete-mosaico, aghi in bronzo e ditali, coltelli, monete dell’XI e XII secolo), ceramiche e vasi in vetro satinato. Alcuni di questi reperti sono esposti nella Torre di Ouranoupolis, insieme a vasi di sepoltura della necropoli della prima età del ferro (1100-1000 a.C.), due elmi di rame, reperti delle guerre persiane (492-449 a.C.). Il carattere degli insediamenti in Calcidica è delineato da alcune iscrizioni, molte monete, vasi in ceramica di uso quotidiano, così come gioielli e altre offerte di sepoltura di tombe risalenti al periodo paleocristiano fino all'epoca post-bizantina. Nel disegno sopra, la ricostruzione dell'antico assetto del monastero
| Dopo la distruzione dell’Asia minore, i rifugiati dalle isole Marmara in Propontida hanno raggiunto questa zona trovando riparo nella Torre, nei suoi edifici attiguo e nelle tende. Nel 1926 una società tedesca ha costruito le prime case del villaggio, alcuni dei quali oggi sono ancora in piedi. Più tardi gli abitanti costruirono la chiesa, la scuola e così ha cominciato a prendere corpo la comunità organizzata con il nome Prosforion. Più tardi il paese ha preso il nome Pirgos che significa "torre" finché intorno al 1960, ha assunto il suo nome definitivo Ouranoupolis. Nel 1928 è arrivata dall’Australia la coppia Lock unendosi alla vita del villaggio: i due vivevano nella torre e in collaborazione con i residenti che conoscevano l’arte della tessitura dei tappeti hanno utilizzato disegni copiati da codici monastici mettendo le basi per una produzione locale che ha dato lavoro e reddito a molte famiglie. |
Il monastero al confine del territorio monastico di Monte Athos
Dunque tanti buoni motivi per visitare Ouranoupolis, ben più che una tappa obbligata nella penisola Calcidica.
Per saperne di più
Il sito dell’Ente del turismo ellenico
Il sito di Mount Athos Area
La pagina Facebook dell’Ente del Turismo greco (in italiano)
Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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