LAZIO | Al via la seconda parte di VisiTuscia 2019 con uno sguardo allo slow tourism e al silver Tourism

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Sarà il workshop fissato per il 19 ottobre nella Biblioteca Storica del Palazzo Vescovile, all’interno del complesso monumentale del Palazzo dei Papi di Viterbo, a monopolizzare l’attenzione di buyer e seller a raccolta per il prodotto Tuscia. Nel corso della manifestazione, che durerà tre giorni (dal 18 al 20 ottobre), gli operatori saranno accompagnati in alcune visite guidate alla scoperta di siti archeologici (Gli Etruschi a Tarquinia), luoghi sacri dell’enogastronomia (il Museo Muvis di Castiglione in Teverina), la Chiesa del Miracolo Eucaristico e il lungolago a Bolsena, la città papale di Viterbo, con il quartiere San Pellegrino, e luoghi della Via Francigena.

 

Vincenzo Peparello(TurismoItaliaNews) “Anche quest’anno – sottolinea il patron Vincenzo Peparello - abbiamo voluto focalizzare l’interesse degli operatori su un prodotto specifico. Così come abbiamo fatto a partire dal 2015, quando in occasione dell’Expo, dedicammo ogni attenzione al prodotto agro-alimentare e, negli anni successivi, ai Cammini (2016), ai Borghi (2017) e al Cibo (2018), quest’anno abbiamo pensato al turismo lento o turismo slow ovvero a quel turismo che ‘promuove la qualità e l'esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo’. Una nuova modalità di viaggiare, rispettosa dell'ambiente e molto attenta alle modalità: in particolare ai tempi, ai modi, ai luoghi, alle destinazioni, alle strutture dell'ospitalità, ai mezzi di trasporto. Una filosofia insomma, perfettamente in linea con gli intendimenti del Mibact e che VisiTuscia fa propri nel rispetto di quanto il territorio offre”.

Viterbo, il Palazzo dei Papi

Tarquinia, la Necropoli dei Monterozzi

La Tuscia, la regione che oggi si identifica in massima parte con la Provincia di Viterbo, ma comprendente anche parte della provincia di Roma e zone della bassa Toscana (la cosiddetta “Etruria Meridionale”), sembra infatti, poter dare le risposte più significative a questa esigenze. E non solo perché interamente attraversata dalla Via Francigena che la percorre interamente da Proceno a Monterosi, quanto perché in possesso di tutte quelle peculiarità necessarie per la pratica di un turismo lento, nell'accezione che conosciamo: laghi (Bolsena e Vico), monti (Cimini), borghi medievali (l'elenco sarebbe infinito), riserve naturali (Selva del Lamone, Monte Rufeno, Bracciano Martignano), senza dire dei numerosi Bed and Breakfast, agriturismi, dimore storiche, piccoli alberghi, fattorie didattiche (la Tuscia è un territorio ancora a prevalente economia agricola) e alberghi diffusi. Senza dire dell'enogastronomia, una delle punte di diamante della Provincia di Viterbo e della Regione.

“Vista la particolarità del segmento e l’accordo siglato con la Fipac Confesercenti - commenta Sergio Ferrari, presidente Fipac - al workshop quest’anno sono stati invitati operatori che commercializzano questo prodotto ed altri che ben si inseriscono nella filosofia di “Visituscia un club di prodotto” quali città d’arte, cultura, ambiente, enogastronomia, sport e terme. Abbiamo quindi puntato più che alla quantità alla qualità, tanto che la durata del workshop si svolgerà nella sola mattinata, ritenendo che fosse sufficiente per soddisfare le loro esigenze ed economizzare il tempo a loro disposizione. Nel corso dell’incontro verranno presentati alcuni pacchetti turistici predisposti da alcuni operatori locali che sicuramente incontreranno il favore dei buyer presenti”.

Bolsena

Tarquinia, i Cavalli alati

Sulla bontà delle scelte degli organizzatori, che godono anche del patrocinio degli enti locali: Comuni, Regione, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio di Viterbo, Unioncamere Lazio, Associazioni di Categoria del turismo, sono intervenute quest’anno alcune indagini (commissionate dalla Fipac Confesercenti) con cifre di assoluto interesse. Basti solo pensare che il segmento, in forte crescita, raggiungerà nel 2030 in Europa i 140 milioni di turisti rispetto ai poco meno di 42 milioni di qualche anno fa.

 

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