GENOVA | Edipo: io contagio, scena e parola in mostra nella Tebe dei Re: mostra nel Sottoporticato di Palazzo Ducale
Prorogata fino al 19 marzo 2021 l’apertura della mostra “ Edipo: io contagio, scena e parola in mostra nella Tebe dei Re” allestita nel Sottoporticato di Palazzo Ducale di Genova. Un percorso straordinario fatto di parole, imponenti elementi scenografici, frammenti di tragedia, performer dentro teche di cristallo. Nato da un’idea di Davide Livermore accolta con entusiasmo da Luca Bizzarri, presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova che ha offerto i propri spazi per la realizzazione, il progetto “Edipo: io contagio” riflette sulla pandemia partendo da una delle più famose tragedie greche, l’Edipo Re di Sofocle.
(TurismoItaliaNews) Il protagonista si interroga sulla terribile pestilenza che ha colpito la città da lui governata, Tebe, e su come provare ad arrestare il contagio. La tragedia di Sofocle offre uno specchio implacabile al periodo storico che stiamo vivendo, ma la mostra performativa voluta da Davide Livermore – allestita a novembre nel Sottoporticato di Palazzo Ducale e poi “congelata”, fruibile durante questi mesi attraverso una serie di video – risponde soprattutto all’urgenza di riaffermare l’importanza della cultura teatrale in tempo di crisi e all’esigenza di proteggere e tutelare l’occupazione di artisti e maestranze.
Curata dallo stesso Davide Livermore insieme a Margherita Rubino e Andrea Porcheddu, la mostra si articola in sei stanze. Avvolti dalle musiche inquietanti di Andrea Chenna, i visitatori si imbattono in maestosi cavalli, tappeti di sangue, una jeep esplosa, bestie macellate, mentre i performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, recitano brevi estratti dal primo atto dell’opera di Sofocle, evocando una comunità che si interroga sulle responsabilità dell’uomo nel disastro, in un crudele gioco del destino in cui si è ora vittime, ora colpevoli.
Gli spettacolari elementi scenografici in mostra sono stati messi a disposizione dal Teatro alla Scala e provengono da quattro diversi allestimenti: Elektra del 1994, regia di Luca Ronconi e scene di Gae Aulenti; Tamerlano con la regia di Davide Livermore e le scene dello stesso Livermore e di Giò Forma (2017); Giovanna d’Arco con la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier e le scene di Christian Fenouillat (2016); Giulio Cesare in Egitto con la regia di Robert Carsen e le scene di Gideon Davy (2019). Ambientata in una Tebe devastata da un’inarrestabile pestilenza, la tragedia di Sofocle riflette in maniera implacabile il periodo storico che stiamo vivendo.
Per le prenotazioni
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