NAPOLI | Tornano fruibili l'antico atrio del Platano dell'Archivio di Stato e l'ex sala del Capitolo che custodisce il Catasto Onciario

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E' la prima parte del più ampio progetto di valorizzazione del complesso – nel monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio al centro di Napoli – che sarà concluso entro la fine dell'anno. Restituiti alla città l'antico atrio del Platano dell'Archivio di Stato, e l'ex sala del Capitolo che custodisce i volumi del catasto onciario di età settecentesca.

 

(TurismoItaliaNews) Ambientazioni suggestive tornano restaurate alla fruizione pubblica: l'atrio ospita il prezioso ciclo di affreschi rinascimentali con le storie benedettine di Antonio Solario detto lo Zingaro, nella Sala Catasti tornano alla luce anche gli affreschi del pittore greco Belisario Corenzio rinvenuti asportando antiche scaffalature. Il restauro è realizzato nell'ambito dei lavori Unesco del Grande Progetto Centro Storico di Napoli curati dalla Soprintendenza. “Il completamento dei lavori dell'Archivio di Stato consente di restituire alla frizione pubblica un luogo che è stato chiuso per decenni e che adesso potrà essere valorizzato e utilizzato da parte dei turisti ma anche dei cittadini - ha sottolineato il sindaco Gaetano Manfredi - è anche un polmone verde all'interno di un luogo densamente abitato del centro storico ed un grande patrimonio che viene restituito alla città”.

Tornano fruibili a Napoli l'antico atrio del Platano dell'Archivio di Stato e l'ex sala del Capitolo che custodisce i volumi del Catasto Onciario

Tornano fruibili a Napoli l'antico atrio del Platano dell'Archivio di Stato e l'ex sala del Capitolo che custodisce i volumi del Catasto Onciario

Tornano fruibili a Napoli l'antico atrio del Platano dell'Archivio di Stato e l'ex sala del Capitolo che custodisce i volumi del Catasto Onciario

E intanto c'è stata la visita di rappresentanti della Commissione europea nella Cappella Pignatelli di piazzetta Nilo riaperta al pubblico grazie ai lavori di restauro. L'amministrazione candida il sito quale porta d'accesso per il Grande Progetto Centro storico Unesco. L'iniziativa si inserisce nella visione strategica del Comune che sta operando in sinergia con le Università e la Regione Campania "al fine di dare nuovo slancio alle attività culturali e turistiche per la valorizzazione del centro storico di Napoli". Proprio in un'ottica di continuità, l'Università Suor Orsola Benincasa, proprietaria dell'immobile donato dalla famiglia Pignatelli, con propri fondi ha recentemente ulteriormente potenziato il sito dal punto di vista tecnologico. Il fine è valorizzare ulteriormente i tanti percorsi che partendo da qui possono attraversare la città, mostrandone la sua straordinaria tradizione artistica e culturale.

L'amministrazione vuole dare rinnovato impulso all'avanzamento dei 27 interventi che sono programmati nell'ambito del Grande Progetto Unesco Centro storico di Napoli e, a seguito di una costante attività di monitoraggio e coordinamento degli interventi, si è data un'accelerazione sia per la conclusione degli interventi ancora aperti, come il Complesso dei Santi Severino e Sossio, sia per i lavori sospesi e ripresi quest'anno tra cui il Complesso dei Girolamini. Inoltre, l'amministrazione sta rinnovando le convenzioni in essere per la fruibilità dei siti i cui lavori sono già conclusi, che vedono coinvolti il Comune quale beneficiario del finanziamento e gli enti proprietari dei beni.

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