TOSCANA | Federalismo demaniale: porzione del complesso di Sant’Antonio trasferita al Comune di Capraia Isola
Una porzione del Complesso di Sant’Antonio, di proprietà dello Stato, è stata trasferita al Comune di Capraia Isola dall’Agenzia del Demanio grazie al federalismo demaniale. Gli edifici, che ospitavano la colonia penale dal 1873, entrano nella disponibilità del Comune che ha delineato un piano di recupero dell’intero complesso immobiliare articolato in un ambizioso progetto per la realizzazione di una scuola di alta formazione professionale per la Blue e Green economy.
(TurismoItaliaNews) Il compendio comprende alloggi attualmente abitati da residenti dell’isola, vecchie officine e magazzini interamente da recuperare e ristrutturare e la parte più antica con il Convento francescano del 1600 e la Chiesa di Sant’Antonio, già di proprietà del Comune ed oggetto di importanti opere di restauro tramite finanziamenti della Regione Toscana. Previsto anche il passaggio di proprietà del Convento che dovrà seguire la strada del federalismo culturale, essendo un bene vincolato di grande pregio storico e artistico. L’idea progettuale del Comune è quella di realizzare un Campus per giovani che vogliano investire nelle sfide del futuro in termini di ambiente e sostenibilità. L’isola ambisce, infatti, a rappresentare un esempio di protezione ambientale e valorizzazione naturalistica.
Sempre in Toscana l’Agenzia del Demanio ha trasferito l’Antico Spedale di Sant’Antonio in proprietà al Comune di Lastra a Signa attraverso lo strumento del federalismo culturale. Questo passaggio segue l’accordo di valorizzazione recentemente firmato dal segretariato regionale Mic, dall’ Agenzia, dal Comune di Lastra a Signa e dalla Soprintendenza per i Beni e Attività Culturali. Si tratta di un bene dal particolare valore storico e architettonico che risale al 1400 e deve la sua realizzazione ai Consoli dell’Arte della Seta di Firenze con funzione di accoglienza di pellegrini e viandanti che percorrevano la via Pisana. Il progetto presentato dall’amministrazione comunale prevede il recupero strutturale e funzionale del bene ma anche la valorizzazione culturale dell’Antico Spedale, per restituire alla collettività un bene ad oggi non del tutto fruibile.