FEDERALBERGHI | Estate 2025: il turismo italiano cambia volto e segna una crescita nel segno della qualità
Giuseppe Botti, Roma
Oltre 36 milioni di italiani in viaggio: vacanze più brevi, distribuite su più mesi e attente al benessere. Ma una quota resta a casa per motivi economici. Un’estate 2025 all’insegna del cambiamento e della crescita per il turismo italiano. Secondo l’indagine condotta da Tecnè per Federalberghi, saranno 36,1 milioni gli italiani che partiranno nei mesi estivi, generando un giro d’affari pari a 41,3 miliardi di euro.
(TurismoItaliaNews) Una crescita dell’1,7% rispetto all’estate 2024 che racconta molto più di un semplice aumento numerico: delinea un nuovo stile di vacanza, più consapevole, sostenibile e distribuito nel tempo.
Vacanze più brevi, ma più frequenti
A colpire è soprattutto la trasformazione del comportamento dei viaggiatori. La “vacanza tipo” si accorcia leggermente – passando da 10,3 a 10 giorni in media – ma aumenta la frequenza delle partenze. Le ferie si dilatano nel calendario, uscendo dai confini di agosto, che pur resta il mese più gettonato, per abbracciare anche giugno e settembre. Un fenomeno che favorisce la destagionalizzazione della domanda e offre nuove prospettive a operatori e territori. “Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha sottolineato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – Questo è un segnale molto positivo: si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile”.
Il ritorno alla natura e la ricerca del benessere
Le mete preferite restano le località balneari, ma guadagnano terreno le destinazioni naturalistiche e meno affollate, simbolo di una rinnovata attenzione per l’ambiente, la tranquillità e il benessere personale. A scegliere l’Italia sarà l’88% dei vacanzieri, mentre il restante 12% opterà per mete estere, anche in questo caso prevalentemente balneari.
Il turismo, oggi, non è più solo soggiorno: è esperienza, emozione, benessere. “Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire – ha spiegato Bocca – La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. È una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.
Famiglie protagoniste: più bambini, meno adulti
Altro segnale interessante rilevato dalla ricerca è il ritorno della vacanza in chiave familiare: aumentano i viaggi con bambini e diminuiscono quelli composti da soli adulti. Questo conferma un trend che vede le famiglie italiane rivalutare l’importanza del tempo condiviso, scegliendo formule di vacanza più flessibili e personalizzate.
Non per tutti: resta una quota esclusa dalle ferie
Accanto alla crescita generale, emerge un dato meno rassicurante: una parte della popolazione rinuncerà alle vacanze per motivi economici. “È un dato che non può lasciarci indifferenti – ha concluso Bocca – e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, capace di offrire occasioni di benessere per tutti”.
Il metodo dell’indagine
La rilevazione è stata effettuata da Tecnè Srl tra il 14 e il 19 luglio 2025, su un campione probabilistico di 4.028 italiani maggiorenni, rappresentativo della popolazione per regione e ampiezza demografica dei comuni. La metodologia ha previsto l’uso del sistema mixed mode: Cati (53%), Cami (12%) e Cawi (35%). Le variabili di controllo includevano età, titolo di studio e occupazione.
L’estate 2025 si sta dunque configurando come una stagione di transizione e rinnovamento per il turismo italiano. Un comparto che, pur nelle sue criticità, continua a rappresentare una leva economica e sociale cruciale per il Paese. La sfida, ora, è rendere questo cambiamento strutturale e inclusivo.
I dati dell’indagine di Federalberghi
Quanti in vacanza – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.
Per quanto tempo – Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.
Le mete preferite – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 - l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%). Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.
Spesa media e giro d’affari – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.
Distribuzione della spesa – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).
Dove dormire – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i b&b (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).
La prenotazione – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.
Mesi più gettonati – I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.
Scelta della destinazione – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.
Attività in vacanza – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).
Gli spostamenti – Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno. Chi resta a casa – Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.