LAZIO | La Memoria dell’Acqua: viaggio tra archeologia e arte contemporanea dal Gran Carro di Bolsena all’Isola Bisentina

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Isola Bisentina e Bolsena riscoprono la loro storia sommersa con una mostra che intreccia memoria, ricerca archeologica e visione artistica. Fino al 2 novembre “La Memoria dell’Acqua. Nuove scoperte archeologiche dal Gran Carro di Bolsena” propone un’esposizione inedita che invita i visitatori a immergersi – letteralmente – nel tempo profondo delle civiltà protostoriche, custodite nelle acque del Lago di Bolsena.

 

(TurismoItaliaNews) La mostra si articola in un duplice percorso espositivo: da un lato il Museo territoriale del Lago di Bolsena, allestito all’interno dell’imponente Palazzo Monaldeschi della Cervara, dall’altro l’incantevole Isola Bisentina, dove la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, recentemente restaurata, accoglie reperti e installazioni che narrano un passato lontano ma sorprendentemente vivo.

La Memoria dell’Acqua: viaggio tra archeologia e arte contemporanea dal Gran Carro di Bolsena all’Isola Bisentina

La Memoria dell’Acqua: viaggio tra archeologia e arte contemporanea dal Gran Carro di Bolsena all’Isola Bisentina

Un insediamento protostorico sommerso

Fulcro del progetto è il Gran Carro di Bolsena, un eccezionale sito archeologico subacqueo situato a circa cento metri dall’attuale linea di costa. Scoperto nel 1959 e oggetto di nuove campagne di studio da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Gran Carro rappresenta una rarissima testimonianza di insediamento umano rimasto intatto grazie alla sommersione avvenuta in epoche antiche. Databile tra la media Età del Bronzo (XVI secolo a.C.) e la prima Età del Ferro (fine X – inizio IX secolo a.C.), il sito restituisce un quadro vivido della vita quotidiana, sacra e materiale dell’epoca. Oggetti rituali, strumenti d’uso domestico, vasellame e decorazioni parlano di un mondo organizzato e simbolicamente ricco. L'acqua, elemento di vita e di custodia, ha protetto nei secoli questi frammenti di umanità, ora restituiti allo sguardo contemporaneo.

La mostra sull’Isola: un ponte tra epoche

La sezione allestita sulla suggestiva Isola Bisentina – proprietà della famiglia Rovati dal 2017 – rappresenta il cuore simbolico della mostra. In particolare, la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, riaperta al pubblico nel 2024 dopo un accurato restauro, ospita quattro aree tematiche che raccontano aspetti diversi della cultura materiale dell’epoca:
-Il mondo femminile, con ornamenti come fibule e spilloni, testimoni della cura del corpo e della sartoria antica;
-Il sacro, attraverso oggetti decorati con motivi solari e figure ornitomorfe, probabili emblemi cultuali;
-La vita quotidiana, ricostruita con contenitori per alimenti e bevande – anfore, olle, boccali – talvolta ornati con plastiche e incisioni;
-Il viaggio, con ceramiche d’importazione e un rarissimo vaso-modellino a forma di barca, simbolo degli scambi commerciali e culturali che attraversavano il lago.

La Memoria dell’Acqua: viaggio tra archeologia e arte contemporanea dal Gran Carro di Bolsena all’Isola Bisentina

La Memoria dell’Acqua: viaggio tra archeologia e arte contemporanea dal Gran Carro di Bolsena all’Isola Bisentina

Arte contemporanea: il tempo come sedimentazione

In un affascinante dialogo tra passato e presente, il percorso espositivo sull’Isola è arricchito da interventi site-specific di artisti contemporanei. Le opere si inseriscono con delicatezza e rispetto nei luoghi simbolici dell’isola:
-Alex Cecchetti (1973), con i suoi lavori su carta, evoca paesaggi sommersi e memorie liquide nella Chiesa restaurata;
-Lisa Dalfino (1987) abita la Malta dei Papi, antica cavità ipogea forse di origine etrusca, con fragili vetri che rievocano ex voto e riti dimenticati;
-Namsal Siedlecki (1986) popola l’Oratorio di Monte Calvario e la darsena liberty con sculture che richiamano pratiche alchemiche e riti propiziatori.
L’interazione tra resti archeologici e creazione artistica contemporanea restituisce un senso pieno di continuità tra epoche, memorie e linguaggi.

Un patrimonio restituito

Il restauro della Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, voluto dalla famiglia Rovati, ha reso nuovamente fruibile uno dei luoghi più emblematici dell’isola. L’edificio sorge su un precedente mausoleo voluto da Ranuccio Farnese il Vecchio, poi trasformato tra il 1588 e il 1603 in una vera chiesa monumentale per volontà del Cardinale Alessandro Farnese il Giovane, su progetto di Giovanni Antonio Garzoni da Viggiù.

L’intera iniziativa è il frutto di una collaborazione tra Ministero della Cultura, Fondazione Luigi Rovati, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e Isola Bisentina. A Bolsena, nel prestigioso Palazzo Monaldeschi, la mostra si concentra invece sugli esiti degli scavi più recenti legati alla cultura villanoviana, ritenuta la matrice della futura civiltà etrusca. Oggetti rituali e domestici, esposti in dialogo con le ricche collezioni del Sistema Museale del Lago di Bolsena (SiMuLaBo), completano un percorso espositivo che abbraccia l’arco di più millenni.

Informazioni e prenotazioni

📅 Fino al 2 novembre 2025
🌐 www.isolabisentina.org
📍 Mostra allestita tra:
-Museo Territoriale del Lago di Bolsena – Palazzo Monaldeschi della Cervara
-Isola Bisentina – Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, Malta dei Papi, Oratorio del Monte Calvario

 

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