VENETO | Padova si candida a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028: laboratorio di futuro e cittadinanza
“Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”: chiave di lettura del presente e strumento per immaginare il domani
Padova sceglie l’arte contemporanea come chiave di lettura del presente e strumento per immaginare il domani. Con il progetto dal titolo evocativo “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”, la città ha ufficialmente presentato al Ministero della Cultura la propria candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028, entrando nella competizione per uno dei riconoscimenti più significativi istituiti negli ultimi anni dal MiC per valorizzare la creatività contemporanea e il ruolo delle città come motori di innovazione culturale.
(TurismoItaliaNews) Il titolo nasce con l’obiettivo di sostenere progetti capaci di promuovere la produzione artistica contemporanea, favorire la partecipazione delle comunità e rafforzare il dialogo tra cultura, territorio e sviluppo sostenibile. Dopo l’assegnazione a Gibellina per il 2026 e a Alba per il 2027, la sfida per il 2028 si annuncia particolarmente significativa per Padova, città che da secoli rappresenta uno dei principali centri culturali italiani. La candidatura padovana non è il risultato di un’iniziativa isolata, ma l’esito di un articolato percorso partecipativo che ha coinvolto istituzioni pubbliche, associazioni culturali, organizzazioni del terzo settore, professionisti, artisti, università, cittadini e numerose realtà attive sul territorio. Un processo condiviso che ha individuato nell’arte contemporanea non soltanto una forma espressiva, ma uno strumento di confronto critico, inclusione sociale e costruzione di nuove visioni collettive.
Il titolo scelto per il dossier, “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”, richiama la celebre frase attribuita a Francisco Goya e propone una riflessione sul valore della conoscenza come percorso continuo, aperto e mai concluso. L’idea di dissidenza non viene interpretata come contrapposizione, ma come capacità di interrogarsi, mettere in discussione certezze consolidate e sviluppare nuove prospettive attraverso il linguaggio dell’arte.
La candidatura punta a valorizzare la tradizione culturale di Padova mettendola in dialogo con le sfide del presente. Una città conosciuta a livello internazionale per il suo patrimonio storico, scientifico e universitario sceglie così di affermarsi anche come luogo di sperimentazione artistica e di produzione culturale contemporanea, capace di attrarre creativi, studiosi e visitatori interessati ai linguaggi più innovativi dell’arte. Il progetto si inserisce inoltre in una strategia più ampia che mira a rafforzare il ruolo della cultura come elemento centrale della qualità della vita urbana e dello sviluppo territoriale. Attraverso mostre, installazioni, residenze artistiche, attività educative e percorsi partecipativi, la candidatura intende coinvolgere attivamente la cittadinanza e trasformare l’arte in un’esperienza diffusa, accessibile e condivisa.
La sfida per il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 rappresenta dunque un’opportunità per consolidare l’identità culturale della città e per proporre un modello in cui creatività, innovazione e partecipazione civica possano procedere insieme. Un percorso che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici e che affida all’arte il compito di stimolare domande, generare dialogo e immaginare nuove possibilità per la comunità. Con “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”, Padova lancia così la propria candidatura non soltanto come aspirante capitale dell’arte contemporanea, ma come città che intende fare della cultura uno spazio aperto di confronto, crescita e trasformazione collettiva.
Alla regia del Comune di Padova, con il patrocinio della Regione Veneto, si affiancano la collaborazione strategica dell'Università di Padova, della Diocesi di Padova e delle tre fondazioni private operanti in città – Fondazione Alberto Peruzzo, Fondazione Chiara e Francesco Carraro e Fondazione Bano – e il coinvolgimento di numerose realtà del terzo settore, associazioni, cooperative. Un ruolo particolarmente rilevante è inoltre svolto dalle organizzazioni del mondo economico, produttivo e turistico padovano.
Tra gli obiettivi strategici della candidatura figurano la rigenerazione e l'attivazione di nuovi spazi per il contemporaneo, l'ampliamento dell'accesso alla cultura, il coinvolgimento delle giovani generazioni attraverso programmi educativi, di formazione, ricerca e produzione culturale, il rafforzamento delle reti tra istituzioni pubbliche e private, la cooperazione internazionale e la costruzione di un'eredità culturale stabile e misurabile nel tempo. In questa prospettiva la candidatura assume l'arte contemporanea non come settore specialistico, ma come strumento capace di mettere in relazione saperi, comunità, luoghi e processi di trasformazione urbana, sociale e culturale.
A guidare il progetto saranno Maurizio Cattelan, artista padovano riconosciuto a livello globale per una ricerca fondata sulla messa in discussione dei codici, delle gerarchie e delle narrazioni consolidate; Marta Papini, curatrice che ha sviluppato una pratica profondamente radicata nei territori e nelle comunità, con particolare attenzione all'arte pubblica, ai processi partecipativi e agli spazi non convenzionali; Myriam Ben Salah, curatrice franco-tunisina e direttrice della Renaissance Society di Chicago – storica istituzione universitaria dedicata alla sperimentazione artistica e alla ricerca contemporanea – e attualmente curatrice del Padiglione francese alla Biennale Arte 2026. A supporto della Direzione Artistica opera, inoltre, un Comitato Scientifico composto da figure di primo piano del panorama culturale e accademico internazionale: Cecilia Alemani, curatrice e già direttrice artistica della Biennale Arte di Venezia 2022; il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione della Santa Sede; Daniela Mapelli, Rettrice dell'Università di Padova; e Renzo Piano, architetto e senatore a vita.

