Da Don Chisciotte a Raskolnikov, dal Grande Nord al Grande Sud: vent’anni di itinerari diventano un racconto di terre, letteratura, incontri e ritorni, in cui partire significa soprattutto imparare a guardare
Viaggiare per attraversare una frontiera, inseguire le tracce di un personaggio letterario, entrare in una città già conosciuta attraverso le pagine di un romanzo. Viaggiare anche per tornare, riconoscere, misurare il cambiamento dei paesaggi e quello di noi stessi. È questa la dimensione che attraversa “L’Infinito Viaggiare” di Claudio Magris, pubblicato da Mondadori, un libro costruito lungo vent’anni di percorsi, incontri, osservazioni e deviazioni, capace di trasformare la geografia in materia narrativa.