Da Padova a Capracotta la natura è protagonista con l'Orto botanico e il Giardino della Flora Appenninica
Uno a nord, l’altro a sud. L’elemento in comune è la natura, l’anello di congiunzione è l’Università. Insieme rappresentano due luoghi della nostra bella Italia da conoscere e, in fondo, anche da tutelare. Sono l’Orto Botanico di Padova e il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta (Isernia). Entrambi sono i testimonial del paesaggio, per il 2011 accomunati dalla serie tematica di francobolli “Parchi, giardini ed orti botanici d’Italia”.
(TurismoItaliaNews) L’Orto Botanico di Padova ha un autentico primato: fondato nel 1545 su delibera del Senato della Repubblica Veneta, è infatti il più antico Orto universitario del mondo che abbia conservato nei secoli l’ubicazione originaria e, nonostante alcune modifiche di inizio Settecento, anche le principali caratteristiche scientifiche e architettoniche. Il valore è straordinario, se si considera poi che questo complesso dallo straordinario valore scientifico, storico, artistico e naturalistico è ubicato nel mezzo del centro storico di Padova, tra le grandi basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina, in un’area urbana che annovera nelle immediate vicinanze complessi di grande valore storico e artistico come il Prato della Valle, la Loggia e l’Odeo Cornaro, la porta Pontecorvo e la cinta muraria cinquecentesca, a poca distanza dalla sede storica dell’Università – Palazzo Bo – e dai più importanti monumenti cittadini (Cappella degli Scrovegni, Palazzo della Ragione, complesso delle Piazze e Battistero).
Il suo carattere eccezionale deriva da un lato dal suo elevato interesse scientifico in termini di sperimentazione, attività didattica e collezionismo botanico, e dall’altra dalla singolarità delle caratteristiche architettoniche, che nei secoli ne hanno fatto un modello per istituzioni analoghe in Italia e nel mondo: da Leida a Lisbona, passando per Uppsala e Bratislava.
Altrettanto interessante è il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, a quota 1525 metri sul livello del mare e dunque uno tra i più alti d’Italia. Costituito nel 1963 su idea di Valerio Giacomini e realizzato da Paolo Pizzolongo si estende per oltre dieci ettari fino ai margini di una foresta di abete bianco - estremo lascito dell’era quaternaria - che riveste il versante settentrionale di Monte Campo. Il Giardino è un orto botanico naturale, in cui vengono conservate e tutelate le specie vegetali della flora autoctona dell’Appennino centro-meridionale. Grazie alle diverse caratteristiche del terreno, ospita numerosi habitat naturali, dal palustre al rupicolo, dalla faggeta all’arbusteto.
Il Consorzio, costituito nel 2003, tra l’Università degli Studi del Molise, il Comune di Capracotta, la Comunità Montana dell’Alto Molise, la Provincia d’Isernia e la Regione Molise, ne assicura la promozione e la gestione attraverso il Dipartimento S.T.A.T. della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi del Molise con sede a Pesche. Il Giardino è impegnato in diversi progetti di ricerca e di conservazione della biodiversità. Il Giardino, che rappresenta un inestimabile bene per la comunità e il territorio dell’Alto Molise un’opportunità straordinaria di conoscenza del mondo delle piante, promuove l’educazione ambientale e il turismo naturalistico attraverso la realizzazione di percorsi didattici, visite guidate, eventi di divulgazione scientifica e il potenziamento della propria ricettività e fruibilità.
All’Orto Botanico di Padova e al Giardino della Flora Appenninica di Capracotta l’Italia dedica due francobolli da 0,60 euro in circolazione dal 4 luglio 2011. La tiratura è di un milione e cinquecentomila esemplari per ciascun francobollo, articolati in fogli da venticinque. Le vignette raffigurano, rispettivamente, una veduta dell’Orto patavino e del Giardino di Capracotta; ciascuna vignetta è delimitata a sinistra da una banda verticale che riporta elementi floreali. L’impaginazione è a cura di Rita Morena.
A commento dell’emissione c'è il bollettino illustrativo con articoli a firma dei professori Giorgio Casadoro e Antonella Miola, docenti di botanica dell’Università di Padova, e del professor Giuseppe Zaccaria, rettore dell’Università di Padova; dei professori Maria Antonietta Conti, Marco Marchetti, G.Stefania Scippa e Giovanni Pelino, rispettivamente presidente, direttore, responsabile scientifico e curatore del Consorzio del giardino della Flora Appenninica di Capracotta.




