Biblioteca Alexandrina, il mito dell’Egitto culturale: dalla mitica raccolta alla grande struttura voluta dall’Unesco

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Giovanni Bosi, Alessandria d'Egitto

Per chi va ad Alessandria d’Egitto è inevitabile una visita alla modernissima Biblioteca Alexandrina che rievoca i fasti della mitica raccolta reale istituita in epoca tolemaica e andata distrutta nell’antichità. Quella che era la più grande e ricca del mondo antico ed uno dei principali poli culturali ellenistici, trova oggi una degna continuazione nella grande struttura voluta dall’Unesco che nel 1988 ha indetto un concorso internazionale che ha visto la partecipazione di oltre 1.400 progettisti e vinto da uno studio norvegese.  

 

(TurismoIitaliaNews) L’effetto è notevole già dall’esterno, dove domina una sorta di “disco solare” (che poi rappresenta la copertura della Biblioteca) circondato da acqua, mentre sul prospetto principale domina una grande parete rivestita di pietra su cui sono incisi gli alfabeti conosciuti del mondo, compresi quelli caduti in disuso.

L’impatto è di grande suggestione e l’apprezzamento cresce una volta che si entra, dove gli ampi spazi dominati dalla grande luminosità rievocano i pilastri dei templi di Luxor. Inaugurata nel 2002, la Biblioteca ormai funziona a pieno regime: per ultimarla si sono spesi 220 milioni di dollari, soldi arrivati da ogni parte del mondo. Ed ormai è tra i maggiori centri di cultura dell’area del Mediterraneo, grazie anche ad un sistema multimediale che trova nel sito internet un efficacissimo strumento di consultazione anche per chi si trova all’altro capo del mondo.

Non solo: inevitabilmente la Biblioteca è divenuta attrazione turistica e sono milioni le presenze che conta ogni anno, sia di chi arriva per curiosità, sia di chi la sceglie per studio. Alessandria – venti milioni di abitanti, è la seconda città dell’Egitto e principale porto egiziano - di per sé è sempre stata una meta turistica, grazie al fatto di affacciarsi sul Mediterraneo.

Ma di certo il fortissimo sviluppo che sta conoscendo la fascia costiera di Marsa Matrouh, ha finito con l’influire positivamente. Di fatto, tra storia e turismo l’Egitto di oggi si mette in vetrina proponendosi con nuove mete che non sono più legate solo al mar Rosso o alle Piramidi, ma che spingono a scoprire anche il versante mediterraneo, dove si affacciano la stessa Alessandria o appunto località come Marsa Matrouh e la baia di Almaza, le cui radici storiche trovano nuova linfa nella valorizzazione turistica, non solo egiziana ma ormai internazionale.

Famosa anche per il celebre Faro, una delle sette meraviglie del mondo antico, crollata probabilmente a causa di un terremoto, Alessandria sta accarezzando l’ambiziosa idea di ricostruirla là dove dal quindicesimo secolo sorge un forte. La struttura del faro aveva un’altezza stimata in ben 135 metri visibile a 50 km di distanza. Numerosissimi blocchi ed elementi architettonici sono stati recuperati in mare, insieme alle colossali statue di Tolomeo II e della moglie, rappresentata come Iside. Ma da vedere ad Alessandria d’Egitto ci sono anche le belle catacombe di Kom el-Suqafa, casualmente ritrovate mentre si cercava di salvare un asino caduto in un pozzo; e poi la Colonna di Pompeo, eretta in realtà in onore di Diocleziano. Alta circa 30 metri e costruita con granito rosso di Assuan, fu scambiata dai Crociati come il segnale del luogo di sepoltura del rivale di Giulio Cesare, il generale romano Pompeo, assassinato in Egitto nel 48 avanti Cristo.

 

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