Italia-Tunisia: al Museo Nazionale del Bardo di Tunisi la grande mostra “Magna Mater tra Zama e Roma”

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Tra le sale del Museo Nazionale del Bardo di Tunisi si apre una nuova stagione di dialogo culturale tra le sponde del Mediterraneo. Con l’inaugurazione della mostra Magna Mater tra Zama e Roma prende forma un articolato progetto di cooperazione internazionale dedicato alla tutela, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio archeologico tunisino. Al centro dell’esposizione, trenta sculture finora inedite, datate tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., rinvenute nel sito di Zama e restituite alla fruizione pubblica dopo un lungo e complesso intervento conservativo.

 

(TurismoItaliaNews) Il percorso espositivo è il risultato di un lavoro condiviso tra restauratori italiani e tunisini, realizzato in Italia con il sostegno del Parco archeologico del Colosseo, che ha messo a disposizione competenze, laboratori e know-how specialistico. Prima di tornare a Tunisi, le opere sono state protagoniste di una prestigiosa tappa romana: dal 6 giugno al 5 novembre 2025 sono state esposte al Parco archeologico del Colosseo, il sito museale più visitato d’Europa, attirando quasi tre milioni di visitatori. Una vetrina internazionale che ha proiettato i tesori archeologici della Tunisia al centro del circuito culturale globale, confermando come il restauro e la cooperazione possano diventare strumenti strategici di diplomazia culturale e di valorizzazione condivisa della storia mediterranea.

Al cuore del percorso espositivo si trova la figura della Magna Mater – la Grande Madre, divinità antica dalle molteplici identità (Kubaba, Cibele, Kybele, Meter Theon), venerata per oltre un millennio in Anatolia, in Grecia e a Roma. Essa incarna un potente simbolo delle profonde e durature relazioni culturali tra le due sponde del Mediterraneo, che la mostra mette in luce attraverso le opere restaurate e innovativi dispositivi multimediali, con un focus sullo straordinario santuario di Zama. La mostra costituisce uno dei capitoli dell’intensa e proficua attività di diplomazia culturale condotta congiuntamente dal Ministero degli Affari Culturali della Tunisia – Istituto Nazionale del Patrimonio e dal Ministero italiano della Cultura – Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, anche in attuazione dei protocolli di cooperazione firmati a Tunisi nel 2024 tra l’Inp e il Parco archeologico del Colosseo, che hanno reso possibili il restauro e la presentazione delle opere.

Italia-Tunisia: al Museo Nazionale del Bardo di Tunisi la grande mostra “Magna Mater tra Zama e Roma”

Tale cooperazione prevede inoltre l’impegno dell’Italia in un progetto di ricerca, restauro e valorizzazione del grande santuario della Magna Mater e di Attis a Zama, nonché del sito di El-Jem (l’antica Thysdrus), attraverso azioni concrete quali la realizzazione di un ascensore, sul modello di quello inaugurato nel 2023 al Colosseo di Roma, e la messa in sicurezza dei mosaici delle domus della città antica. L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa del Presidente della Repubblica tunisina, Kaïs Saïed, e del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, Giorgia Meloni, di rafforzare la dimensione culturale del Partenariato tra Italia e Tunisia. In tale contesto, la cooperazione bilaterale nel settore archeologico consente di valorizzare le nostre radici comuni, nonché l’eccezionale patrimonio tunisino, anche come leva strategica per lo sviluppo turistico della Tunisia.

Il percorso espositivo è il risultato di un lavoro condiviso tra restauratori italiani e tunisini, realizzato in Italia con il sostegno del Parco archeologico del Colosseo, che ha messo a disposizione competenze, laboratori e know-how specialistico. Prima di tornare a Tunisi, le opere sono state protagoniste di una prestigiosa tappa romana: dal 6 giugno al 5 novembre 2025 sono state esposte al Parco archeologico del Colosseo, il sito museale più visitato d’Europa, attirando quasi tre milioni di visitatori. Una vetrina internazionale che ha proiettato i tesori archeologici della Tunisia al centro del circuito culturale globale, confermando come il restauro e la cooperazione possano diventare strumenti strategici di diplomazia culturale e di valorizzazione condivisa della storia mediterranea.

Con l’inaugurazione della mostra Magna Mater tra Zama e Roma prende forma un articolato progetto di cooperazione internazionale dedicato alla tutela, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio archeologico tunisino. Al centro dell’esposizione, trenta sculture finora inedite, datate tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C., rinvenute nel sito di Zama e restituite alla fruizione pubblica dopo un lungo e complesso intervento conservativo. La Tunisia è erede di una antica civiltà e custode di un patrimonio culturale ricchissimo, che il governo sta tutelando e valorizzando a livello internazionale. Vogliamo collaborare con il governo tunisino in questo suo obiettivo strategico, attraverso la condivisione di esperienze, competenze e tecnologie che è il tratto distintivo del partenariato tra i nostri Stati, nel quadro del Piano Mattei. Un partenariato da pari a pari, per la moltiplicazione delle opportunità di sviluppo condiviso.

La mostra è realizzata congiuntamente dal Ministero degli Affari Culturali della Tunisia, dal Ministero italiano della Cultura, dall’Istituto Nazionale del Patrimonio tunisino (Inp) e dal Parco archeologico del Colosseo, sotto la direzione di Tarek Baccouche, Sondès Douggui-Roux, Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, con Aura Picchione e Angelica Pujia, e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi.

 

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