Mérida, il suo teatro romano è uno dei meglio conservati dell’Impero ma sono tante le storie che racconta

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Eugenio Serlupini, Madrid

Il suo teatro romano è uno dei meglio conservati dell’Impero tanto che ora oggi è il palcoscenico principale del Festival Internazionale del Teatro Classico, decàno dei festival del Paese. Del resto, il complesso archeologico della città è stato proclamato Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco: qui quotidianità e passato convivono insieme, con scorci e spazi che risentono della monumentalità ereditata da culture diverse come quella visigota, andalusa o cristiana medievale. Questa è Mérida, in Estremadura, Spagna.

 

(TurismoItaliaNews) A ben guardare Mérida è l’insieme di una serie di sovrapposizioni storiche che documentano le tante fasi storiche che ha vissuto la città. “Fondata da Augusto, la colonia romana è diventata la capitale della Lusitania, la provincia più occidentale dell'Impero Romano e, già nel IV secolo, era la città da cui si amministrava l’intera penisola iberica e i territori dell’odierno Marocco. Nei secoli successivi, questa romanità sopravvisse cristianizzata, unita al simbolo di Santa Eulalia, patrona della città e patrona di tutta la Hispania durante le prime fasi del Medioevo” spiega José Luis Mosquera Müller, cronista oficial de la Ciudad de Mérida, nel presentare il francobollo stampato in versione foglietto emesso dalla Spagna nel 2024 sul tema “Conjuntos Urbanos Patrimonio de la Humanidad” e incentrata proprio su Mérida.

Mérida, il suo teatro romano è uno dei meglio conservati dell’Impero ma sono tante le storie che racconta

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Romana, sveva, visigota, andalusa, cristiana medievale: sono davvero tanti gli aspetti che rivela Mérida. “Le rovine si sono fuse con importanti edifici dell’architettura contemporanea, con il Museo Nazionale di Arte Romana in prima linea – aggiunge José Luis Mosquera Müller - ma sono senza dubbio le zone archeologiche dell’antica Augusta Emerita ad aver spinto l’Unesco a formalizzare questa dichiarazione”. Testimonianze materiali impressionanti: “Sono vestigia viventi, poiché alcune sorgenti che alimentavano i loro acquedotti continuano a funzionare, alcune case padronali del XIX e dell'inizio del XX secolo continuano a far defluire gli scarichi nelle antiche fogne romane, si possono percorrere alcune delle strade e dei ponti della colonia, una martire cristiana viene venerata nello stesso luogo dove fu sepolta più di milleottocento anni fa oppure si può assistere ad un evento culturale in templi, case, terme o in un teatro romano come quello rappresentato su questo nuovo francobollo spagnolo”./p>

La storia racconta che la fondazione dell’antica Mérida, ovvero la colonia di Augusta Emerita è avvenuta nel 25 a.C. come modello idealizzato di Roma, alla fine della campagna spagnola, per poi diventare la capitale della Lusitania. Tra i luoghi meglio conservati della città vecchia si possono vedere un grande ponte sul Guadiana, l’anfiteatro, il teatro, un vasto circo e un eccezionale sistema di approvvigionamento idrico. Tra gli edifici religiosi, il Tempio di Diana e quello di Marte; e poi eccellenti esempi di architettura privata, come la Casa dell’Anfiteatro, la Casa Basilica o Casa del Mitreo, che documentano la vita quotidiana. La maggior parte dei resti archeologici si trova all’interno dell’area murata della colonia romana, ma alcuni sono al di fuori delle sue mura, come le dighe, gli acquedotti o i bagni termali di Alange, in un ambiente naturale e un paesaggio che è pressoché lo stesso dell’epoca romana.

Mérida, il suo teatro romano è uno dei meglio conservati dell’Impero ma sono tante le storie che racconta

In seguito alla riforma di Diocleziano, la città ha funzionato come capitale della diocesi di Hispania, è stata anche temporaneamente la sede reale di due popoli germanici, gli Svevi e i Visigoti, e sotto il dominio arabo, Mérida è stata una delle tre capitali di confine di Al-Andalus, insieme a Toledo e Saragozza, assicurando il controllo della parte occidentale della penisola iberica. L’evoluzione storica può essere ripercorsa in edifici rappresentativi di altri periodi importanti della storia, come le mura rinforzate dell’epoca visigota, le basiliche paleocristiane di Santa Eulalia e Casa Herrera o Santa Lucia del Trampal, e l'Alcazaba (fortezza) e la sua straordinaria aljibe (cisterna) dell'epoca musulmana.

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