Spagna segreta: viaggio nei Pueblos con Encanto tra borghi fortificati, spiagge atlantiche e città della letteratura
Dalle mura di Maiorca ai paesaggi della Castiglia fino all’oceano andaluso: itinerario tra località che custodiscono storia, natura e identità autentiche
di Eugenio Serlupini, Madrid
Antiche fortezze, lagune popolate da fenicotteri, villaggi di pescatori battuti dal vento atlantico e cittadine che sembrano uscite dalle pagine del Don Chisciotte compongono un itinerario sorprendente attraverso la Spagna meno prevedibile. Alcúdia, Puebla de Sanabria, Villanueva de los Infantes e Zahara de los Atunes raccontano quattro anime diverse del Paese iberico: il fascino romano e mediterraneo delle Baleari, la memoria medievale della Castiglia, l’eredità letteraria del Siglo de Oro e la tradizione marinara della Costa de la Luz. Sono loro, per il 2026, i Pueblos con Encanto, ovvero borghi imperdibili ai quali le Poste spagnole, il Correos, dedicano le cartoline postali con francobollo applicato, come ulteriore opportunità di promozione turistica.
(TurismoItaliaNews) Un viaggio che attraversa spiagge turchesi, castelli, piazze seicentesche e paesaggi naturali di straordinaria bellezza, seguendo percorsi ancora profondamente legati alla storia e alle tradizioni locali.
Alcúdia, la città murata di Maiorca tra fenicotteri, rovine romane e mare turchese
Fra bastioni antichi, lagune popolate da centinaia di specie di uccelli e spiagge che cambiano volto a ogni curva della costa, Alcúdia racconta una delle anime più sorprendenti delle Baleari. Questa cittadina affacciata sul nord-est di Maiorca custodisce infatti un patrimonio storico e naturalistico che rende il viaggio molto più di una semplice vacanza balneare.
Fondata come villa nel 1325 dal re Jaume II, Alcúdia conserva ancora oggi il fascino delle grandi città fortificate del Mediterraneo. Le mura medievali, insieme alla successiva cinta rinascimentale voluta in epoca imperiale, disegnano un profilo urbano scenografico e perfettamente riconoscibile. Delle antiche porte restano ancora la Porta de Xara e la Porta de Palma, mentre il bastione di Sant Ferran continua a dominare parte dell’antico sistema difensivo. Passeggiando tra le vie del centro storico emergono palazzi signorili impreziositi da stemmi nobiliari e finestre rinascimentali, testimonianze di una lunga stagione di prosperità commerciale e strategica.
L’atmosfera cambia completamente appena si raggiungono i dintorni della città. Il territorio comunale si sviluppa infatti su una penisola di oltre sessanta chilometri quadrati stretta tra due baie, alternando lunghi arenili dorati, piccole calette dall’acqua trasparente, pinete profumate e tratti costieri più selvaggi, modellati da rocce e falesie battute dal vento.
Fra le esperienze più affascinanti spicca la visita a Parc Natural de s'Albufera de Mallorca, area protetta istituita nel 1988 e considerata uno dei più importanti ecosistemi umidi dell’arcipelago. Gli appassionati di birdwatching trovano qui un autentico paradiso naturalistico: oltre duecento specie di uccelli frequentano la laguna durante tutto l’anno, trasformando ogni stagione in uno spettacolo diverso fatto di voli, migrazioni e riflessi sull’acqua.
A poca distanza dalle mura cittadine riaffiora invece l’eredità dell’antica Roma con il sito archeologico di Città romana di Pollèntia, tra le testimonianze storiche più importanti dell’isola. Resti di abitazioni, il foro e il teatro romano permettono di immaginare la vitalità dell’antica Pollèntia, considerata il principale insediamento romano delle Baleari. Non mancano le architetture religiose, come la chiesa di Sant Jaume, la cappella barocca di Sant Crist con il prezioso Cristo ligneo del XV secolo e il santuario della Mare de Déu de la Victòria, affacciato su panorami spettacolari della costa maiorchina. A completare il viaggio contribuisce una gastronomia profondamente legata al territorio, fatta di sapori mediterranei, pesce fresco, olio d’oliva, mandorle e ricette tradizionali che raccontano l’identità più autentica di Maiorca. Alcúdia riesce così a unire storia, paesaggi naturali e cultura locale in un equilibrio raro, regalando ai visitatori una delle esperienze più complete e suggestive delle Baleari.
Puebla de Sanabria, la fortezza medievale che custodisce il più grande lago glaciale della Spagna
Antiche mura, dimore nobiliari, torri difensive e un lago modellato dai ghiacciai raccontano l’anima più autentica della Castiglia nord-occidentale. Puebla de Sanabria, riconosciuta complesso storico-artistico, appare oggi come una delle località più affascinanti della provincia di Zamora, capace di unire memoria medievale, paesaggi naturali e tradizioni popolari ancora profondamente radicate. La cittadina si sviluppa in posizione strategica su un’altura a circa 960 metri di altitudine, protetta dall’incontro dei fiumi Tera e Castro. Per secoli questa collocazione trasformò Puebla de Sanabria in teatro di battaglie e contese territoriali, lasciando in eredità un’imponente struttura difensiva che ancora domina il panorama urbano.
Simbolo assoluto della località è il magnifico Castillo de los Condes de Benavente, edificato nella seconda metà del XV secolo. La fortezza rappresenta uno degli esempi meglio conservati di architettura militare medievale della regione. La sua struttura regolare, le mura poderose e il gigantesco mastio centrale restituiscono immediatamente l’immagine di un baluardo pensato per controllare il territorio circostante. Oggi il castello è diventato uno dei principali poli culturali e turistici dell’area, ospitando spazi museali e iniziative dedicate alla storia locale.
Passeggiare tra le ripide stradine acciottolate significa attraversare secoli di storia. Le case blasonate appartenute alle famiglie Losada, Ossorio e Aguilar conservano ancora stemmi nobiliari scolpiti nella pietra, mentre la facciata isabellina del municipio illumina Plaza Mayor con eleganza rinascimentale. Al tramonto, l’illuminazione artistica amplifica il fascino del borgo, trasformando mura e torri in uno scenario suggestivo e teatrale.
Fra gli edifici religiosi spicca la Iglesia de Nuestra Señora del Azogue, costruita tra XII e XIII secolo. Le sue porte romaniche e l’antica fonte battesimale scolpita testimoniano l’importanza storica della comunità locale. Poco distante si trova anche l’Ermita de San Cayetano, raffinato esempio di architettura neoclassica. La tradizione popolare continua invece a vivere nel Museo de Gigantes y Cabezudos, che custodisce i celebri giganti e cabezudos protagonisti delle feste delle Victorias sin dalla metà dell’Ottocento. Figure colorate, ironiche e spettacolari che ancora oggi animano le strade del borgo durante le celebrazioni tradizionali.
L’esperienza di viaggio si completa con l’ambiente naturale che circonda Puebla de Sanabria. A breve distanza si apre infatti il Parque Natural del Lago de Sanabria, uno degli scenari naturalistici più sorprendenti della Spagna. Il Lago di Sanabria, con i suoi 368 ettari di superficie e oltre cinquanta metri di profondità, rappresenta il più grande lago glaciale del Paese. Acque tranquille, foreste, sentieri e piccoli villaggi montani regalano panorami ideali per escursioni, fotografia naturalistica e turismo lento.
Puebla de Sanabria riesce così a fondere il fascino delle antiche città fortificate con la forza scenografica della natura iberica, offrendo un viaggio che alterna cultura, paesaggi e tradizioni senza perdere mai autenticità e carattere.
Villanueva de los Infantes, la Mancia che custodisce l’ombra di Don Chisciotte e gli ultimi versi di Quevedo
Pietra dorata, palazzi aristocratici, stemmi scolpiti e piazze seicentesche accompagnano il viaggio nella più elegante espressione della Mancia storica. Villanueva de los Infantes, dichiarata Monumento Storico-Artistico nel 1974, conserva ancora oggi l’impianto urbano del Siglo de Oro spagnolo e viene considerata uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale e barocca dell’intera regione.
Situata nel Campo de Montiel, di cui è capitale storica fin dal XVI secolo, la cittadina sorprende per l’armonia delle sue strade e per la straordinaria quantità di edifici monumentali perfettamente conservati. Oltre duecentocinquanta stemmi nobiliari decorano ancora facciate, cortili e palazzi, raccontando la ricchezza e il prestigio raggiunti da Villanueva de los Infantes nei secoli d’oro della monarchia spagnola. La vita cittadina ruota attorno alla spettacolare Plaza Mayor de Villanueva de los Infantes, realizzata agli inizi del XVII secolo. Porticati, archi in pietra e facciate solenni creano uno degli scenari urbani più raffinati della Castiglia-La Mancia. Da qui si dipana un tessuto urbano sorprendentemente simmetrico, punteggiato da palazzi signorili, conventi e dimore storiche.
Fra gli edifici religiosi emerge la maestosa Iglesia de San Andrés, costruita nel XVI secolo e custode di cappelle di grande pregio artistico. All’interno riposa anche Francisco de Quevedo, una delle figure più celebri della letteratura spagnola, morto qui l’8 settembre 1645 nel convento di Santo Domingo. Ancora oggi è possibile visitare la cella in cui compose i suoi ultimi versi, trasformata in meta di pellegrinaggio culturale per appassionati di letteratura e storia.
L’atmosfera letteraria accompagna ogni passeggiata. Da queste strade passarono infatti Lope de Vega, Bartolomé Jiménez Patón e probabilmente anche Miguel de Cervantes. Proprio Villanueva de los Infantes viene spesso indicata da studiosi e ricercatori come il possibile “borgo della Mancia” citato nell’incipit del Don Chisciotte, ipotesi che continua ad alimentare fascino, curiosità e itinerari letterari dedicati al celebre cavaliere errante.
Il patrimonio monumentale comprende anche l’antica Alhóndiga, mercato dei cereali poi trasformato in carcere, la Casa de los Estudios, il palazzo dei Bustos, il palazzo del marchese di Melgarejo e numerose dimore nobiliari ornate da portali monumentali e balconi in ferro battuto. Particolarmente suggestiva è anche la Casa del Caballero del Verde Gabán, figura direttamente collegata all’universo cervantino. Le chiese conventuali di Santo Domingo, dell’Encarnación e delle francescane aggiungono ulteriore ricchezza artistica a una cittadina che riesce a trasformare ogni scorcio in un frammento di storia spagnola. Di sera, l’illuminazione valorizza facciate, loggiati e campanili, regalando un’atmosfera quasi teatrale.
Villanueva de los Infantes offre così un viaggio raffinato nella Spagna del Siglo de Oro, tra letteratura, architettura e memoria storica, mantenendo intatto quel carattere colto e aristocratico che ancora oggi la rende una delle località più affascinanti della Castiglia-La Mancia.
Zahara de los Atunes, il villaggio andaluso che profuma di mare, vento e tonno rosso
Lunghe distese di sabbia dorata, case bianche affacciate sull’Atlantico e una tradizione marinara rimasta autentica fanno di Zahara de los Atunes una delle località più affascinanti della Costa de la Luz. Questo antico borgo di pescatori, situato lungo la costa della provincia di Cadice, conserva ancora oggi un’identità profondamente legata al mare, alle almadrabas e al celebre tonno rosso che ha reso famosa la sua gastronomia in tutta la Spagna. La grande protagonista della cittadina è la spettacolare Playa de Zahara de los Atunes, considerata una delle spiagge più belle dell’Andalusia atlantica. Chilometri di sabbia fine accompagnano un litorale ampio e luminoso che si allunga fino a Cabo de Plata. Le acque limpide e tranquille invitano a lunghe nuotate e passeggiate sul bagnasciuga, mentre i venti oceanici attirano appassionati di vela, windsurf e sport acquatici.
Durante l’estate la località si anima di locali, terrazze e ristoranti affacciati sul mare, senza però perdere quel carattere semplice e genuino tipico dei paesi marinari andalusi. Le abitazioni imbiancate a calce, le piccole strade e l’atmosfera rilassata restituiscono infatti l’immagine di una Spagna costiera ancora profondamente legata alle proprie tradizioni.
Il legame con il tonno rosso rappresenta uno degli elementi più identitari di Zahara de los Atunes. La pesca attraverso il sistema tradizionale dell’almadraba viene praticata da secoli e continua a scandire la vita locale. Nei ristoranti del paese il tonno viene proposto in numerose varianti, dalle preparazioni più antiche alle interpretazioni gastronomiche contemporanee, trasformando la destinazione in una meta molto amata anche dagli appassionati di turismo enogastronomico. Fra le testimonianze storiche più significative emerge il Castillo de las Almadrabas, costruito dai Duchi di Medina Sidonia e legato proprio alle attività di pesca e lavorazione del tonno. L’antico complesso fortificato, insieme ai resti delle mura, ricorda l’importanza economica e strategica raggiunta dalla località nei secoli passati.
Accanto al castello si trova anche la Iglesia del Carmen, edificata tra XVI e XVII secolo e dedicata alla Virgen del Carmen, patrona dei pescatori. La sua origine è direttamente collegata alla vita dell’almadraba: un’antica salina venne trasformata in cappella privata per permettere ai Duchi e alla loro corte di assistere quotidianamente alla messa durante la stagione estiva della pesca. Fra tramonti atlantici, profumo di salsedine e cucina marinara, Zahara de los Atunes riesce così a unire spiagge spettacolari, memoria storica e sapori autentici. Una destinazione che conserva il fascino discreto dei villaggi di mare andalusi, regalando un’esperienza fatta di luce, vento e tradizioni antiche ancora vive.



