Canarie, il volto diverso dell’arcipelago a settembre e ottobre: l’autunno verde di La Palma, La Gomera ed El Hierro
Settembre e ottobre svelano un volto diverso dell’arcipelago: feste popolari illuminate dal fuoco, foreste di laurisilva, vigneti vulcanici, skyrunning, borghi sull’Atlantico e antiche tradizioni. Tre isole da vivere seguendo il ritmo della natura e delle comunità locali
L’estate può continuare anche dopo agosto. Alle Isole Canarie settembre e ottobre conservano temperature miti, molte ore di sole e lunghe giornate all’aria aperta, trasformando l’inizio dell’autunno in una stagione particolarmente interessante per esplorare La Palma, La Gomera ed El Hierro, le tre isole più verdi dell’arcipelago.
(TurismoItaliaNews) Non si tratta soltanto di prolungare il piacere dell’oceano mentre in gran parte d’Europa le temperature cominciano a scendere. L’autunno canario ha una propria identità: le feste tornano ad animare piazze e piccoli centri, le prime piogge ridestano le antiche foreste di laurisilva e il territorio invita a rallentare. Tradizioni, natura e attività all’aria aperta diventano così le coordinate di un viaggio capace di raccontare queste isole da una prospettiva più vicina alla loro cultura.
A La Palma l’autunno si accende di fuoco
Paesaggi vulcanici, vigneti, campagne e centri rurali fanno da scenario a settembre ad alcune delle celebrazioni più caratteristiche di La Palma. Feste nelle quali la partecipazione popolare conserva un ruolo centrale e il folklore diventa spettacolo. Nella notte tra il 7 e l’8 settembre Tijarafe ospita la centenaria Danza del Diablo. Una grande figura del Diavolo irrompe nella piazza circondata da fuochi d’artificio, musica e danze, coinvolgendo la folla fino all’esplosione conclusiva, simbolo della vittoria del bene sul male.
Il 29 settembre la scena si sposta a Tazacorte per le Fiestas de San Miguel. Protagonisti sono i Caballos Fufos, cavalli di cartapesta danzanti legati a una tradizione arrivata da Cuba oltre un secolo fa. Il calendario del folklore prosegue poi in ottobre a Villa de Mazo con il Borrachito Fogatero, altra celebrazione capace di portare nelle strade fuoco, ironia e partecipazione. La stagione racconta anche il rapporto secolare tra La Palma e la viticoltura. I vigneti crescono su terreni vulcanici e conservano varietà presenti sull’isola da secoli, molte delle quali precedenti alla diffusione della fillossera. Fra le produzioni più caratteristiche figura il Vino de Tea, il cui nome deriva dalle botti utilizzate per l’affinamento, realizzate con il legno resinoso del pino delle Canarie.
La Gomera, dalla memoria di Colombo alla sfida dello skyrunning
A La Gomera settembre intreccia storia e contemporaneità. Le Jornadas Colombinas ricordano il rapporto dell’isola con Cristoforo Colombo, che nel 1492 vi compì la sua ultima sosta prima di proseguire la traversata dell’Atlantico verso il Nuovo Mondo. Mostre, concerti, incontri, spettacoli teatrali e appuntamenti sportivi coinvolgono diversi comuni per tutto il mese. Dal 18 al 20 settembre l’attenzione si sposta sulle montagne. Per la prima volta le Canarie ospitano i Campionati Mondiali di Skyrunning, inseriti nel Gomera Paradise Trail. La particolare geografia dell’isola diventa parte integrante della competizione: profondi barrancos e forti dislivelli accompagnano percorsi che partono dal livello del mare per risalire verso l’interno. Per tre giorni alcuni dei migliori atleti internazionali si confrontano con un territorio che trasforma la corsa in una sfida continua tra Atlantico e montagna.
Le prime piogge regalano intanto nuove tonalità al Parco Nazionale di Garajonay. La laurisilva torna a mostrare verdi più intensi e i sentieri attraversano una vegetazione antichissima, testimonianza delle foreste subtropicali che milioni di anni fa ricoprivano parte dell’area mediterranea. Proprio la complessa morfologia di La Gomera ha contribuito alla nascita di una delle espressioni culturali più sorprendenti dell’isola. Il Silbo Gomero è un linguaggio fischiato elaborato per comunicare da un versante all’altro, superando valli e barrancos. Attraverso differenti modulazioni del fischio era possibile trasmettere messaggi anche a grande distanza.
La tradizione è stata tramandata di generazione in generazione e continua a essere insegnata nelle scuole dell’isola. Il Silbo Gomero è riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, testimonianza di un rapporto fra comunità e territorio capace di trasformare persino gli ostacoli geografici in un elemento identitario.
El Hierro, lanterne sui sentieri e oceano all’orizzonte
El Hierro propone un autunno dal passo ancora più lento. Le Fiestas de La Paz di El Pinar scandiscono il calendario di settembre, mentre le temperature continuano a favorire giornate all’aperto e attività legate al mare. La tradizione torna protagonista nella notte tra il 23 e il 24 settembre con la Fiesta de los Faroles, che apre le celebrazioni dedicate alla Nuestra Señora de Los Reyes, patrona dell’isola. Le lanterne illuminano i sentieri e accompagnano i pellegrini verso il Santuario della Virgen de Los Reyes, a La Dehesa, per la veglia.
Lungo la costa, Pozo de Las Calcosas racconta un altro volto di El Hierro. Il piccolo borgo affacciato sull’Atlantico conserva le tradizionali abitazioni in pietra vulcanica con tetti di paglia di segale, accanto alle piscine naturali formate tra le rocce. Più a sud, le acque riparate di Mar de las Calmas rappresentano un punto privilegiato per esplorare i fondali dell’Atlantico. Spostandosi nell’entroterra, il paesaggio cambia ancora: a El Sabinar i ginepri piegati dagli alisei assumono forme spettacolari, con tronchi e rami modellati quasi orizzontalmente dalla forza costante del vento.
Un balcone a 700 metri sopra l’Atlantico
Un’altra prospettiva sull’isola arriva dal Mirador de La Peña, a circa 700 metri di altitudine. Da qui lo sguardo si apre sulla Valle de El Golfo, fra pareti ricoperte di vegetazione, vigneti, frutteti e la distesa dell’Atlantico. Il belvedere progettato dall’artista canario César Manrique interpreta il paesaggio attraverso pietra, legno e vegetazione, integrando la struttura nell’ambiente circostante. È una filosofia che sembra trovare un riflesso anche nell’ospitalità più raccolta dell’isola. Costruito sopra una lingua di lava protesa sul mare, l’Hotel Puntagrande entrò nel Guinness dei primati come hotel più piccolo del mondo. Oggi dispone di appena cinque camere ed è insignito di una Chiave Michelin. La sua posizione rende l’oceano una presenza continua: più che affacciato sull’acqua, l’edificio appare quasi circondato dall’Atlantico.
Tre isole per cambiare prospettiva sull’autunno
La Palma, La Gomera ed El Hierro mostrano così quanto settembre e ottobre possano essere qualcosa di diverso da una semplice coda dell’estate. Il clima mite consente di continuare a vivere spiagge e oceano, ma sono soprattutto feste, foreste, vigneti, sentieri e piccoli centri a definire il carattere della stagione. Le tre isole si inseriscono nella più ampia proposta delle Canarie, una delle principali destinazioni turistiche europee, apprezzata per la stabilità climatica durante l’anno, la varietà dei paesaggi vulcanici e le spiagge. Oltre il 40% del territorio delle otto isole dell’arcipelago è sottoposto a tutela ambientale.
Escursionismo, sport acquatici, astroturismo e osservazione della fauna marina convivono con patrimonio storico, identità culturale, prodotti locali e vini a denominazione di origine. A questa offerta si aggiungono infrastrutture di alto livello e una buona connettività aerea, elementi che contribuiscono al posizionamento delle Canarie anche nel turismo congressuale e degli eventi. Ma sulle tre isole più verdi, tra settembre e ottobre, il viaggio può assumere soprattutto un’altra dimensione. Una lanterna accesa lungo un sentiero di El Hierro, un fischio che attraversa un barranco di La Gomera, un Diavolo avvolto dai fuochi nella piazza di Tijarafe: l’autunno alle Canarie cambia ritmo, e racconta tutta un’altra storia.
Per saperne di più
www.ciaoisolecanarie.com
www.turismodecanarias.com










