Dolomiti Bellunesi, l’inverno tutto da vivere: il Veneto svela la montagna che non ti aspetti, tra borghi, tradizioni e vallate [ VIDEO ]

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Dalle grandi destinazioni dello sci agli itinerari meno conosciuti, l'inverno 2026-2027 racconta un territorio dalle mille identità. L'eredità olimpica diventa un'occasione per esplorare le Dolomiti #fuoridailuoghicomuni

Le Dolomiti più sorprendenti potrebbero essere proprio quelle ancora tutte da scoprire. Non soltanto le piste celebri di Cortina d'Ampezzo, Arabba, Alleghe, Falcade e Auronzo, ma anche vallate appartate, borghi ricchi di identità, botteghe artigiane, musei, sapori della tradizione e paesaggi che invitano a vivere la montagna senza necessariamente indossare gli sci. È il Veneto delle Dolomiti Bellunesi, una destinazione che sceglie di raccontarsi attraverso la straordinaria varietà dei suoi territori, trasformando la notorietà delle località più affermate in un'opportunità per accendere i riflettori su un patrimonio turistico molto più ampio.

 

(TurismoItaliaNews) Per l'inverno 2026-2027 la parola d'ordine è andare oltre le mete consuete, lasciandosi conquistare da un mosaico di esperienze che unisce il fascino delle grandi montagne alla scoperta di realtà meno frequentate, ma altrettanto capaci di sorprendere. Il territorio bellunese propone tante interpretazioni diverse della vacanza invernale. Splendide località oggi alleate attraverso il marchio territoriale “Dolomiti Bellunesi”, con cui la Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi lavora per valorizzare le singole identità locali e costruire un'immagine riconoscibile e condivisa della destinazione. Una strategia che non punta a uniformare le differenze, ma a farne il principale elemento di attrattività, offrendo al visitatore la possibilità di comporre itinerari personalizzati tra sport, cultura, gastronomia, artigianato e attività all'aria aperta.

Belluno con l'ansa del fiume Piave

Comelico Padola

La Ski Area Arabba Marmolada

Cortina, Tofana di Roze

In questa prospettiva, la notorietà internazionale di Cortina d'Ampezzo e l'eredità olimpica diventano il punto di partenza, non il traguardo, di un nuovo modo di esplorare la montagna veneta. L'obiettivo è accompagnare i viaggiatori oltre le immagini più conosciute, distribuire l'interesse verso altre vallate e dimostrare che una vacanza sulle Dolomiti può regalare esperienze coinvolgenti anche lontano dagli impianti di risalita. Un invito a cambiare prospettiva, seguire la curiosità e scoprire un Veneto alpino capace di sorprendere proprio perché ancora, in parte, fuori dai luoghi comuni.

“Il brand Dolomiti Bellunesi riunisce tutte le realtà delle montagne bellunesi valorizzando le peculiarità dei singoli territori e il rapporto con le comunità che li abitano – evidenzia Elisa Calcamuggi, responsabile marketing e comunicazione della Fondazione - molte delle località montane più conosciute appartengono a un'unica destinazione: le Dolomiti Bellunesi. Oltre a queste, ci sono vette, vallate e borghi da scoprire, dove il rapporto tra visitatori e comunità locale permette di vivere un'esperienza genuina, lontano dai luoghi più affollati".

The Mountains of Venice

Il posizionamento “Le montagne di Venezia” richiama un rapporto geografico e culturale. Nelle giornate particolarmente limpide le cime dolomitiche si distinguono chiaramente dalla laguna di Venezia: il fenomeno è conosciuto come stravedamento. È un’immagine che rende visibile la vicinanza tra due paesaggi e due storie legati da secoli di scambi. Il legname proveniente dal Cadore, dal Cansiglio e dagli altri boschi bellunesi è stato utilizzato per costruire le fondamenta stesse di Venezia, oltre che i magnifici palazzi, e la potente flotta che ha permesso alla Serenissima di diventare la regina dell’Adriatico. Tiziano Vecellio, nato a Pieve di Cadore, è tra le figure che collegano la storia artistica della montagna a quella di Venezia. Il patrimonio di Feltre e Belluno, le ville venete e le tradizioni e la gastronomia offrono ulteriori chiavi di lettura di questo rapporto. All’influenza veneziana si affiancano le radici linguistiche e culturali ladine, nelle aeree dell’Agordino, del Cadore, del Comelico e di Zoldo.

Danta, Enrosadira

La Ski Area Arabba Marmolada

La Ski Area Cortina, panorama da Lagazuoi

Dopo i Giochi uno sguardo all'intera destinazione

Il primo inverno dopo i Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026 offre l'occasione per ampliare la conoscenza della destinazione. La Fondazione punta a trasformare l'attenzione internazionale verso Cortina in interesse anche per le altre vallate, collegando la notorietà dei luoghi più frequentati a itinerari, soggiorni e attività distribuiti sul territorio.

Il paesaggio oltre le Tre Cime

Le Dolomiti sono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco dal 2009. Le Dolomiti Bellunesi si estendono su un’area di 3600 km² e offrono un'incredibile varietà paesaggistica e climatica. Pelmo, Civetta, Marmolada, Tofane, Marmarole, Antelao, Monte Piana, Spalti di Toro, Gruppo del Nuvolau e del Popera e Vette Feltrine compongono una geografia di montagne maestose, che va oltre le immagini più note delle Tre Cime di Lavaredo, il cui versante meridionale svetta sopra Auronzo di Cadore e Misurina. Al tramonto, le variazioni di colore delle pareti danno vita all’enrosadira, uno dei fenomeni che caratterizzano il paesaggio dolomitico, reso possibile dalla Dolomia: un minerale presente nella roccia, fatto di carbonato di calcio e magnesio, che riflette la luce in modo unico.

Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, con i suoi 31.512 ettari, è un tesoro di biodiversità. Tra sorgenti, paludi e corsi d’acqua, i boschi di latifoglie e le foreste di conifere si alternano ad imponenti pareti rocciose, offrendo un habitat ricco e variegato. Con l'arrivo della neve, le Dolomiti Bellunesi si trasformano in un paradiso invernale. È possibile praticare lo sci e lo snowboard sugli oltre 300 km di piste del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico d'Italia e uno dei più grandi al mondo. Esteso su una superficie di circa 3.000 km² tra Alto Adige, Trentino e provincia di Belluno, all'interno delle Dolomiti, comprende in totale circa 1.200 km di piste da discesa, circa 450 impianti di risalita e oltre 400 rifugi e baite. Un unico skipass permette di accedere a 12 zone sciistiche diverse.

La Ski Area Falcade San Pellegrino

La Ski Area Falcade San Pellegrino

La Ski Area Val Comelico, pista Tre Picchi Padola

Sci alpino e sci di fondo parte centrale della proposta

L'apertura degli impianti è fissata per il 28 novembre. Venerdì 4 dicembre apre il Sellaronda. Prende il via così una nuova stagione di emozioni sulla neve con l'offerta Dolomiti Superpremière con soggiorno di 4 notti al prezzo di 3 oppure 8 al prezzo di 6 e skipass di 4 giorni al prezzo di 3 oppure 8 giorni al prezzo di 6. Il Sellaronda è l'itinerario più conosciuto del Dolomiti Superski, ma sono tante altre le proposte per esplorare il territorio sci ai piedi: la Ski Area Civetta con il Giro della Grande Guerra, a Falcade lo Ski Tour Tre Valli, in Comelico il Grande Giro delle Cime e poi la Marmolada con la Bellunese che rimane una delle discese più lunghe e iconiche delle Alpi, con i suoi 7 km di sviluppo e 1.800 metri di dislivello.

L'offerta invernale è anche ciaspole, nordic walking e sci alpinismo. Gli itinerari permettono di ammirare Pelmo, Civetta, Marmolada, Tofane, Marmarole, Antelao, Monte Piana, Spalti di Toro, Gruppo del Nuvolau e del Popera e Vette Feltrine da prospettive diverse, allargando lo sguardo oltre i panorami più conosciuti. Le iconiche Tre Cime di Lavaredo, il cui versante meridionale si trova nel territorio di Auronzo di Cadore, sono parte di questa geografia delle Dolomiti del Veneto ma intorno ci sono altri "giganti" altrettanto unici.

I sapori e le persone che raccontano il territorio

Per chi non scia, la visita ai borghi, le attività con gli animali e gli incontri con artigiani e produttori ampliano le possibilità di soggiorno. La cucina restituisce le differenze tra le vallate attraverso casunziei all'ampezzana, canederli o balote, polenta di mais sponcio con schiz e pastin. Il Piave Dop, i formaggi di malga, i legumi e il Miele delle Dolomiti Bellunesi Dop si affiancano ai vini del Feltrino e della Valbelluna e alla tradizione birraria di Pedavena. Corsi di cucina, degustazioni e visite ai produttori consentono di approfondire ingredienti e lavorazioni. Alla scoperta del territorio si affianca il progetto Montagna Consapevole, che promuove preparazione, informazione e scelta di attività adeguate alle proprie capacità e alle condizioni ambientali, attraverso contenuti dedicati all'estate e all'inverno.

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