Azzorre, l’Europa che nessuno immagina: nove isole dove l’Atlantico riscrive il significato del viaggio
Fra crateri vulcanici, ortensie in fiore e panorami sconfinati, l’arcipelago portoghese sorprende con una natura straordinaria in mezzo all’oceano
di Margherita Moretti, Isole Azzorre / Oceano Atlantico
Basta mettere piede su una qualsiasi delle nove isole per capire che le Azzorre non sono una semplice meta di vacanza, ma un’esperienza capace di cambiare il modo di osservare il paesaggio. È la destinazione di chi cerca silenzio, aria limpida e una natura che sembra aver conservato intatta la propria autenticità. I verdi dei pascoli, delle foreste e dei versanti vulcanici si rincorrono in infinite sfumature, tanto da rendere difficile persino immaginare una tavolozza capace di contenerle tutte.
(TurismoItaliaNews) La domanda che più di frequente mi è stata posta nell’ultimo periodo riguarda uno dei miei viaggi: dove si trovano le Azzorre? Le nove isole che insieme compongono l’arcipelago delle Azzorre si trovano nell’Oceano Atlantico, fanno parte dell’Unione Europea, qui si paga in euro e non si pescano più le balene grazie ad un Regolamento della stessa Unione. Le Azzorre sono distanti da Roma, tanto quanto lo sono da Boston. Per un cittadino europeo che abita alle Azzorre andare a Toronto o a Roma equivale più o meno a percorrere la stessa distanza. Esplorando le varie isole, mi sono resa conto che qui viene chi ama respirare per davvero, innamorarsi di quei panorami che vengono scelti per gli sfondi dei PC e forse pensandoci bene nemmeno questo paragone è sufficiente a esprimere la meraviglia e lo stupore per i suoi infiniti toni di verde. Se un pittore dovesse dipingere le Azzorre potrebbe allo stesso modo affermare che tutti i tipi di verde visti qui si somigliano e differiscono.
I filari di ortensie crescono e fioriscono semplicemente perché si trovano nelle isole, in una gara di bellezza senza fine. Le ortensie dei terrazzi di Roma, dove vivo, vengono curate dai loro proprietari? A questa domanda non credo darò mai una risposta o meglio non mi interessa darla, perché questi sono i fiori delle Azzorre e quello è il loro posto, fisicamente e nel mio ricordo. Non partite per le Azzorre senza perdere di vista alcune parole chiave: farol, pico, piscina, serra, moinho, gruta e faja. I miradouri poi sono tutti invasi e conditi da un wow effect imperdibile, quindi fermatevi!
Sono scesa nell’algar do carvao a Terceira in una giornata di pioggia e ho guardato in alto. Come può un gesto così banale come guardare le gocce che cadono diventare un’esperienza unica. If you know, you know, e se poi dovesse continuare a piovere, si potrebbe sempre trovare ristoro davanti a un pastel de nata o bevendo birra, cercando di capire se si preferisca la super bock o la sagres.
Nel mio viaggio ho conosciuto molti delfini, un capodoglio, molti fiori, azalee e ortensie colorate, la vite che cresce libera all’interno di muri di pietra lavica che la proteggono dal vento. Ho conosciuto i calzini di muschio simili al velluto che circondano alberi secolari e ho ammirato, senza cercare di perderne nessuna, le felci.
Chi vive alle Azzorre non si preoccupa del tempo, sia delle condizioni metereologiche che del tempo che scorre. Ho conosciuto Mario, driver ad Horta, isola di Faial, felice in assenza dei turisti di badare alle mucche. Ho conosciuto Rui ad Angra do Heroísmo, isola di Terceira, che ha talmente tanti interessi e una vita talmente intensa con le sue vecchie Land Rover che non so nemmeno come faccia a rispondere al telefono e a dare un senso a tutte le richieste dei viaggiatori.
Nonostante le persone ospitali e disponibili che hanno guidato per me, sono fermamente convinta che alle Azzorre si debba camminare sentieri e sentieri, strade ripide, coraggiose e avventurose. Le Azzorre sono un compagno di vita che non dimenticherò mai, di quelli a cui si dice “ciao” e “a presto”.
Tornerò, perché quel Pico che per tre lunghi giorni si è nascosto tra la nebbia e il vento mi aspetta, tanto quanto io aspetto ancora lui.
In questo viaggio ho imparato dalla mia Amica Dorine che è un’antropologa, ma voleva fare la geologa che le persone fanno le cose in modo differente, principalmente perché avevano o hanno a disposizione cose differenti. Alle Azzorre hanno l’acqua, i venti, i vulcani, tutto secondo la forza e la grandezza della loro posizione, nel mezzo del nulla e nel mezzo del tutto.




