Reggio Emilia, una città da scoprire: arte, storia, educazione, diritti e fotografia, anche nei rinnovati Musei Civici

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Qui la cultura non sta al suo posto. Sono tanti i motivi per una visita a Reggio Emilia, dove ora la fotografia invade gli spazi del Palazzo dei Musei grazie al riallestimento del secondo piano, a cura dell’architetto Italo Rota. Una sezione permanente è dedicata a Luigi Ghirri. Ecco allora perché andare e cosa c'è da vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Percorrendo la storica via Emilia, tra la pianura e le colline preappenniniche si incontra una città così ricca di storia, cultura e tradizione che basta passeggiare per le vie del centro, accompagnati dall’inconfondibile profumo di erbazzone, per immergersi completamente nella sua realtà: si tratta di Reggio Emilia. Così denominata da Cicerone nel 77 a.C., Reggio Emilia vanta numerosi pregi: è considerata leader nell’ambito dei servizi per l’infanzia per l’innovativo approccio educativo famoso in tutto il mondo, il Reggio Emilia Approach. Inoltre, il forte spirito di comunità e la particolare attenzione verso i diritti civili costituiscono il cuore dell’identità reggiana. Nel 1797, proprio a Reggio Emilia, i rappresentanti della città, insieme a quelli di Modena, Bologna e Ferrara, proclamarono i colori bianco, rosso e verde come vessillo della Repubblica Cispadana; nacque così la bandiera italiana. All’interno del Palazzo del Comune si trova il Museo del Tricolore, una visita obbligatoria per chiunque voglia comprendere lo spirito che anima questa città.

Reggio Emilia, i chiostri di San Pietro

Visitando Reggio Emilia è possibile ammirare piazze ricche di storia, opere d’arte contemporanea ed edifici antichi, anche solo passeggiando senza meta. Attraversando la storica piazza dei Martiri del 7 luglio per arrivare ai caratteristici leoni di piazza San Prospero fino alla verde Piazza Fontanesi: che sia un’imponente chiesa come quella del Duomo o uno stretto vicolo soleggiato c’è sempre qualcosa che incuriosisce lo sguardo e intriga il visitatore attento. Fiore all’occhiello della città sono i Musei Civici di Reggio Emilia, storici contenitori di cultura e meraviglia, in cui è stato da poco inaugurato il riallestimento del secondo piano, a cura dell’architetto Italo Rota. Il nuovo allestimento restituisce un’inedita e arricchita dimensione all’archeologia, alla paleontologia, alle scienze, alla pittura e soprattutto alla fotografia, a cui è stata dedicata un’attenzione particolare.

Oltre all’inserimento di fotografie provenienti da importanti collezioni come quella della Fototeca della Biblioteca Panizzi, del festival di Fotografia Europea e dei Musei Civici stessi, posizionate in un intreccio, lungo tutto il percorso espositivo, con gli oggetti delle collezioni del Museo e le immagini esposte – secondo una vera e propria “Photo Affection” – sono state create due nuove sezioni permanenti. La prima è dedicata a Luigi Ghirri. La ricerca dell’artista reggiano, tra i più influenti fotografi contemporanei, si concentra su questioni quali la percezione, la rappresentazione e lo statuto dell’immagine e si apre a contaminazioni provenienti dalla letteratura, dalla filosofia, dalla musica e dall’arte. Lo spazio a lui dedicato, pensato in collaborazione con l’Archivio Eredi Luigi Ghirri, si propone di offrire nuovi spunti di riflessione attraverso contributi e prospettive inedite, seguendo le parole dello stesso Ghirri secondo il quale la fotografia “rinnova quotidianamente lo stupore”. A rinnovarsi saranno anche le opere esposte che, per rendere conto della sua articolata e ricca produzione, ruoteranno con cadenza annuale.

Palazzo dei Musei, la sezione dedicata a Luigi Ghirri

La sezione è stata inaugurata con una selezione di 40 immagini tratte da Paesaggi di cartone, un album rilegato a mano dallo stesso Ghirri contenente 111 fotografie realizzate nei primi anni Settanta. L’album, pervenuto al MoMa nel 1975, è stato dimenticato per quasi quarant’anni fino a quando, nel 2020, Quentin Bajac, curatore del dipartimento di fotografia, lo rintraccia assieme ad altri materiali dell’autore e, nello stesso anno, il Museo decide di pubblicarlo in edizione integrale facsimile. Le fotografie che compongono l’album sono principalmente scatti di poster, delle vetrine dei negozi e delle insegne pubblicitarie liberamente “organizzati” in categorie: donne, uomini, coppie, bambini, animali e natura assieme ad immagini che raccontano dell’utilizzo sempre più frequente della fotografia in quegli anni: dalle fototessere alle comunioni, dalle immagini dei tagli di capelli nelle vetrine dei parrucchieri ai matrimoni.

La città di Reggio Emilia custodisce nella Fototeca della Biblioteca Panizzi il fondo dei negativi e delle diapositive a colori e di diverso formato di Luigi Ghirri ed è costituito da più di 180.000 pezzi. “La trama del visibile”, seconda sezione, prende avvio dalla collezione di Fotografia Europea per costruire un percorso in evoluzione che, attraverso chiavi di lettura ogni volta differenti, si interroga sulla fotografia e sul futuro delle immagini. Grazie a richieste di prestiti e committenze specifiche, la sezione è spunto per una ricerca più ampia che cerca di attualizzare e approfondire le problematiche affrontate da autori come: Luigi Veronesi, Nino Migliori, Franco Vaccari, Paolo Gioli, Davide Mosconi, Aldo Tagliaferro, Franco Vimercati, Marina Ballo Charmet, Paola Di Bello, Paola de Pietri, Joan Fontcuberta, Patrizio Esposito, Bernard Plossu, Mario Dondero, Klavdij Sluban, Sarah Moon, Seba Kurtis, Arianna Arcara, Luca Santese, Batia Suter, Simone Schiesari e Lorenzo Vitturi. La mostra rimarrà visitabile fino al 31 dicembre 2021. Arricchiscono l’esposizione anche “Esplorazioni sulla via Emilia - Scritture nel paesaggio”, una selezione di scatti provenienti dallo storico progetto del 1986, mentre “Ersatz Lights”, di Olivo Barbieri, comprende un cospicuo nucleo di opere in cui i paesaggi, immortalati in tutto il mondo, al centro di una riflessione sulla luce.

Palazzo dei Musei, "La Trama del Visibile"

I Musei Civici sono visitabili, secondo l’orario estivo valido fino a fine agosto, dal martedì al giovedì dalle 20 – 22 e nel fine settimana e festivi, dal venerdì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. L’ingresso è gratuito, per le visite guidate è necessario prenotare sul sito di Eventbrite oppure telefonando al numero 0522456816.

Reggio Emilia vanta anche una lunga e ricca tradizione enogastronomica: che sia colazione, pranzo, aperitivo o cena sono molti i locali in cui potrete gustarvi alcune delizie locali: dal classico erbazzone, a gnocco e chizze fino ad arrivare ai tradizionali tortelli, verdi o di zucca; ce n’è per tutti i gusti. Un altro importante aspetto della città è la sua vasta proposta culturale. A Reggio si trovano, ad esempio, diversi teatri storici, come il Teatro Romolo Valli e il Teatro Ariosto, che propongono una fitta programmazione, spesso affiancata dagli spettacoli dell’ex Fonderia Lombardini, ora sede della Fondazione Nazionale della Danza. I suggestivi chiostri di San Pietro si prestano, tra le altre cose, come cornice a spettacoli, eventi, conferenze e festival: il complesso è infatti tra le sedi del festival primaverile di Fotografia Europea e scenario di numerosi eventi del programma “Restate”.

L'opera di Robert Morris

Per quanto riguarda l’arte, grazie al progetto “Invito a..”, è possibile ammirare in alcuni luoghi pubblici della città, opere d’arte contemporanea realizzate da artisti quali Sol LeWitt, Luciano Fabro, Richard Morris e Eliseo Mattiacci. Recentemente è anche stata inaugurata l’opera che l’artista reggiana Elena Mazzi ha realizzato per sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne “Parole, Parole, Parole”, diffusa in vari luoghi della città come la biblioteca Panizzi e della provincia.

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