SPETTACOLI | Umbria: Jazz-World Music Festival 2022 a Trevi, il tema portante è “Musica per l’orizzonte”

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La musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza. Una citazione di Hermann Hesse per lanciare l’edizione 2022 del Jazz-World Music Festival in cartellone a Trevi, in provincia di Perugia, per il 9 e il 10 settembre al Teatro Clitunno. “Musica per l’orizzonte” è il tema portante della kermesse ideata dal direttore artistico Vito Trombetta e promossa dal Comune di Trevi.

 

(TurismoItaliaNews) “Il programma di quest’anno è dedicato alla musica popolare di ampia provenienza geografica – ci spiega il direttore artistico Vito Trombetta – dall’Italia ai Paesi dell’Est europeo. Klezmer, zigana, musica strumentale, eseguita da musicisti che sono anche ricercatori, studiosi e compositori… Non a caso il tema è ‘Musica per l’orizzonte’, un po’ di respiro internazionale e novità assolute per l’Umbria”. Una figura leggendaria, anche se molto meno nota, è quella di Mishka Ziganoff, fisarmonicista zingaro, cristiano, di lingua yiddish, nato a Odessa, emigrato all’inizio del ‘900 a New York dove lavorò come musicista jazz e klezmer. Oltre che per il suo virtuosismo Ziganoff è noto per la sua incisione nel 1919 del brano “Koilen”, considerato un prototipo melodico di “Bella ciao”. Una figura emblematica dunque, che rappresenta un ideale fil rouge non solo fra la musica klezmer, il jazz e lo swing manouche, ma anche con le nostre stesse radici musicali. Dal klezmer al jazz lungo la route tzigane. Un inedito incrocio fra la musica klezmer, il primo jazz, e lo swing zingaro “manouche”. Un itinerario musicale che - attraverso la “route tzigane” – riscopre i legami perduti fra antiche melodie dell’Europa centro-orientale e il jazz delle origini. Un’originale contaminazione fra standard jazzistici del primo dixieland e gli stilemi dei Klezmorin (suonatori ebrei itineranti attraverso territori e lingue di tre imperi: austro-ungarico, zarista, ottomano).

Il Teatro Clitunno di Trevi

Il Teatro Clitunno di Trevi

Un incontro singolare fra due mondi musicali diversi che riescono a fondersi in un’unica proposta musicale-culturale attraverso la mediazione della tradizione musicale zingara manouche (sinti francesi). Due mondi, in partenza molto diversi fra loro, ma che - dopo una partenza distante “su binari paralleli” - riescono progressivamente ad avvicinarsi, fino alla fusione finale (sui temi “simili” di “Koilen-Silberne Khasene” - Bella Ciao). Un intrigante fil rouge in grado di legare in crescendo l’early jazz e lo swing manouche con i repertori musicali popolari di quelle comunità ebraico-zingare dell’Europa centro-orientale che – assieme al Trentino-Alto Adige – facevano parte un tempo della stessa area culturale, molto variegata ma per certi aspetti omogenea, qual era l’impero austro-ungarico.Uno stimolante viaggio musicale nel tempo e nella storia, che arricchisce la riflessione sulla varietà-complessità delle nostre radici.

Umbria: Jazz-World Music Festival 2022 a Trevi, il tema portante è “Musica per l’orizzonte”

Il 9 settembre, alle 21.30, al Teatro Clitunno sono di scena Riccardo Tesi Banditaliana Trio. E’ un quartetto che nasce nel 1992 da una felice intuizione di Tesi ed oggi costituisce uno dei gruppi italiani di World Music più noti a livello internazionale. Composizioni originali, virtuosismi strumentali, preziosi incastri ritmici ed arrangiamenti raffinati rappresentano la cifra stilistica del gruppo che, con la sua musica senza frontiere in cui fonde forme e riti della tradizione toscana, profumi mediterranei, improvvisazioni jazz e canzone d’autore, ha incantato le platee dei più importanti folk and world festival mondiali. Riccardo Tesi, compositore e organettista di fama internazionale, considerato uno dei musicisti più audaci e autorevoli della nuova scena World europea, è uno degli artefici della riscoperta dell’organetto diatonico in Italia, ed ha rivoluzionato l’immagine ed il vocabolario di questo strumento popolare, forzando i ristretti confini della musica etnica. Fin dal suo esordio nel 1992, Banditaliana è composta da Maurizio Geri, voce solista e chitarrista funambolico il cui stile fonde le tematiche legate alla musica mediterranea con l’improvvisazione swing-manouche; Claudio Carboni , sassofonista dotato di un fraseggio secco e preciso, cresciuto nella migliore tradizione del liscio e, dal 2010, Gigi “FastFoot” Biolcati, il “percussionista scalzo” che, con il suo personalissimo groove. arricchisce la musica della band.

Umbria: Jazz-World Music Festival 2022 a Trevi, il tema portante è “Musica per l’orizzonte”

Il 10 settembre, sempre alle 21.30, il palcoscenico è per Ziganoff Jazzmer Band. Formata da musicisti trentini e sudtirolesi è una delle poche formazioni a livello internazionale, che si dedica sistematicamente alla ricerca dei legami perduti fra la musica klezmer, il primo jazz, e lo swing zingaro manouche, attraverso arrangiamenti originali. Fondata dall’etnomusicologo Renato Morelli nel 2009, ha tenuto numerosi concerti, in Italia e all’estero, collaborando a programmi Rai (televisivi e radiofonici), spettacoli teatrali, colonne sonore di film.

Il Klezmer - musica popolare degli ebrei ashkenaziti dell’Europa centro-orientale - ha tramandato fino ad oggi una singolare contaminazione di repertori tradizionali romeni-polacchi-russi-ungheresi-balcanici, nonostante le vicissitudini sofferte da questa minoranza per l’ostilità di imperatori, papi e zar. I Klezmorim hanno attraversato più volte i confini di tre imperi (austro-ungarico, zarista, ottomano), condividendo spesso il destino degli zingari, compresa la tragedia della Shoah; non a caso sono due comunità che nel tempo hanno saputo creare un sodalizio umano-musicale fra i più tenaci e prolifici dell’Europa sud-orientale. Per fuggire da pogrom e persecuzioni, alcuni musicisti klezmer e zingari sono emigrati in America all’inizio del ‘900, proprio nel periodo che ha visto la nascita del primo jazz: una nuova contaminazione musicale sviluppatasi nell’ambito della comunità afromericana ma anche – come è ormai riconosciuto – con il contributo determinante di emigranti europei, compresi ebrei e zingari.

Trevi

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