UMBRIA | Turismo con numeri da record nel 2025: “Ora nuove sfide per autunno e Natale”, allarme sui collegamenti ferroviari
Nel secondo trimestre dell’anno arrivi e presenze in forte crescita. Spinta dai mercati esteri, ma allarme sui collegamenti ferroviari con Roma. L’Umbria conferma il suo momento d’oro sul fronte turistico. I dati ufficiali del secondo trimestre 2025 parlano chiaro: la regione verde d’Italia ha registrato 930.206 arrivi e 2.247.114 presenze, con un incremento rispettivamente dell’11,2% e del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un trend positivo che coinvolge sia il turismo nazionale che quello internazionale e che spinge l’assessorato regionale al Turismo a guardare con ottimismo alle prossime stagioni.
(TurismoItaliaNews) A sottolineare l’importanza del risultato è Simona Meloni, assessora al Turismo della Regione Umbria, che parla di “dati eccezionali” e di una strategia che comincia a dare i suoi frutti: «Questi numeri ci dicono una cosa chiara: l’Umbria piace, emoziona, coinvolge. La campagna “Scopri l’Umbria in tutti i suoi sensi” ha saputo raccontare in modo autentico e immersivo l’identità della nostra terra, conquistando viaggiatori italiani e stranieri”.
A trainare i flussi sono in particolare alcune destinazioni iconiche del turismo umbro: Assisi, Perugia, Orvieto, Todi e Spoleto restano in cima alle preferenze, ma cresce anche il fascino dei territori lacustri come Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago. Tra i mercati esteri, spiccano Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Polonia e Paesi Bassi, ma si registra anche una significativa ripresa della domanda dalla Cina, segnale di una rinnovata apertura ai mercati asiatici. Altro dato incoraggiante è quello della permanenza media, salita a 2,4 giorni (+1,6%), indice di una maggiore capacità del territorio di trattenere i visitatori offrendo esperienze variegate e di qualità.
Autunno e inverno al centro della nuova sfida
Nonostante l’ottimismo, la Regione guarda avanti, puntando su destagionalizzazione e valorizzazione delle aree interne. “Siamo soddisfatti – prosegue Meloni – ma vogliamo consolidare questi risultati anche nei mesi meno frequentati. L’Umbria è una destinazione perfetta anche d’autunno e d’inverno”. A novembre partirà infatti una nuova campagna promozionale orientata proprio sulle stagioni fredde, con un format innovativo pensato per le piattaforme digitali e i media nazionali. Netflix sarà per la prima volta tra i canali di diffusione. Il progetto coinvolgerà influencer, creator e testimonial locali per raccontare le città umbre, i borghi e le esperienze autentiche dell’entroterra, con un focus particolare sul periodo natalizio. “Il Natale in Umbria – sottolinea l’assessora – sarà uno dei fulcri della nuova narrazione: un’occasione per vivere l’atmosfera magica dei nostri centri storici tra presepi, mercatini, eventi e degustazioni. Un modo per rafforzare l’attrattività della regione anche nei mesi più freddi e meno turistici”.
Un ostacolo sul percorso: i collegamenti ferroviari con Roma
Nel quadro di una strategia ambiziosa, non mancano però le criticità. Tra le più urgenti, i disagi annunciati per i collegamenti ferroviari tra l’Umbria e la Capitale, con uno stop parziale della linea per un intero mese tra agosto e settembre a causa di lavori infrastrutturali. “È motivo di seria preoccupazione – avverte Meloni – perché da Roma arriva una quota consistente di turisti, anche stranieri. Un’interruzione così prolungata rischia di penalizzare pesantemente le nostre strutture e i nostri territori. Chiederemo con forza l’attivazione di servizi sostitutivi e integrativi, per minimizzare i disagi sia per i turisti che per i pendolari umbri”.
Uno scenario in evoluzione
Il turismo in Umbria, forte di una reputazione sempre più solida sul piano nazionale e internazionale, sta attraversando una fase di riposizionamento strategico. I risultati di quest’anno dimostrano la capacità della Regione di rispondere alle sfide del mercato con offerte esperienziali, narrazioni coinvolgenti e una governance turistica integrata. Ma il futuro – tra nuovi investimenti, infrastrutture da potenziare e territori da includere – si giocherà sulla capacità di rendere questa crescita non solo costante, ma anche sostenibile, partecipata e diffusa.






