TURCHIA | Mohács 1526, il giorno di Solimano: cinquecento anni dopo la battaglia che sconvolse l’Europa

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Solimano il Magnifico avanza a cavallo, davanti alle tende e alle truppe ottomane: è l’immagine scelta dalla Turchia per celebrare i cinquecento anni della battaglia di Mohács. Il 29 agosto 1526 l’esercito ungherese fu travolto e re Luigi II perse la vita. Una vittoria destinata a segnare profondamente gli equilibri dell’Europa centro-orientale

 

di Euegnio Serlupini

Solimano il Magnifico domina la scena a cavallo. Alle sue spalle si allineano tende e truppe, sulla destra infuria lo scontro. Cinquecento anni sembrano scomparire in un’immagine che riporta al 29 agosto 1526, alla pianura di Mohács e a una battaglia destinata a cambiare gli equilibri dell’Europa centro-orientale. La Turchia celebra mezzo millennio da uno degli episodi più importanti dell’espansione ottomana nell’Europa centrale e affida anche alla filatelia il racconto di quella vittoria.

 

(TurismoItaliaNews) La celebrazione è affidata anche al collezionismo, la filatelia più esattamente: un maxi-francobollo in versione foglietto, costruito secondo il linguaggio figurativo delle miniature ottomane, trasforma la campagna militare guidata dal sultano in una potente sequenza storico-celebrativa.

Quel giorno, nella pianura presso Mohács, nell’attuale Ungheria meridionale, si affrontarono l’esercito del Regno d’Ungheria, comandato dal re Luigi II d’Ungheria e Boemia, e quello dell’Impero ottomano, guidato da Solimano I. Il risultato fu netto. L’esercito ungherese, numericamente inferiore e privo del sostegno di gran parte degli alleati attesi, venne rapidamente sconfitto dalle forze ottomane. Luigi II morì durante la fuga dal campo di battaglia.

La marcia di Solimano verso Mohács

Le forze di Solimano erano avanzate attraversando i fiumi Sava e Drava durante la marcia verso il Regno d’Ungheria. Di fronte avevano un esercito che si preparava allo scontro in condizioni di inferiorità numerica e senza poter contare sull’arrivo di buona parte degli alleati attesi. Mohács si trasformò così in una disfatta dalle conseguenze ben più profonde della semplice sconfitta sul campo. La morte di Luigi II e il collasso della monarchia ungherese aprirono una lunga fase di crisi politica e militare nell’Europa centro-orientale. La battaglia del 29 agosto 1526 è diventata così uno degli episodi più significativi dell’espansione ottomana nell’Europa centrale e, cinque secoli più tardi, la Turchia ne celebra l’anniversario riportando al centro della narrazione proprio la figura di Solimano.

Cinquecento anni dopo, Istanbul ricorda Mohács

Tra le iniziative delle celebrazioni di Istanbul figura dunque anche l’emissione filatelica di forte impatto visivo: un maxi-francobollo in versione foglietto, entrato in circolazione il 29 agosto 2026, esattamente cinquecento anni dopo lo scontro. Il valore facciale è di 45 lire turche e nella parte superiore compare la scritta “Mohaç Meydan Muharebesi’nin 500. Yıl Dönümü”, ovvero “500° anniversario della Battaglia di Mohács”. L’immagine va però ben oltre il semplice richiamo alla ricorrenza. La composizione recupera volutamente il linguaggio delle miniature ottomane e costruisce una vera scena narrativa.

Solimano a cavallo, la battaglia sullo sfondo

Il protagonista è Solimano il Magnifico. Il sultano appare a cavallo davanti alle tende e alle truppe, mentre sulla destra si sviluppa la rappresentazione dello scontro. L’accampamento, i soldati e la battaglia concorrono a trasformare l’intero foglietto in una piccola raffigurazione storico-celebrativa della campagna di Mohács. Non un semplice ritratto, dunque, ma una scena pensata per condensare visivamente il significato attribuito all’anniversario. Solimano occupa il centro del racconto e tutt’intorno prende forma l’avvenimento militare che il 29 agosto 1526 consegnò all’Impero ottomano una vittoria decisiva. Il linguaggio delle miniature diventa così il ponte grafico tra il 1526 e il 2026. Una scelta che riporta lo sguardo sulla dimensione storica della campagna e restituisce alla celebrazione una precisa identità figurativa.

Mohács, mezzo millennio dopo

Sono trascorsi cinquecento anni da quella giornata nella pianura ungherese. Restano la portata della vittoria ottomana, la morte di Luigi II, il collasso della monarchia ungherese e l’apertura di una lunga fase di crisi politica e militare nell’Europa centro-orientale. Nel 2026 la Turchia torna a raccontare quella pagina attraverso l’immagine di un sovrano a cavallo e di un esercito schierato per la battaglia. Solimano avanza ancora verso Mohács, almeno nella rappresentazione scelta per il cinquecentenario: una scena sospesa tra memoria, celebrazione e racconto storico, capace di riportare al centro dell’attenzione uno degli scontri decisivi della guerra ottomano-ungherese.

 

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