Paganini Rockstar: a Palazzo Ducale di Genova un percorso nella musica tra il virtuoso del violino e la stella del rock Jimi Hendrix

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Giovanni Bosi, Genova

Cos’hanno in comune Niccolò Paganini e Jimi Hendrix? Perché Paganini non replica? Cosa trasforma un musicista in una rockstar? E qual è il segreto del successo? E’ una mostra da vedere e soprattutto da ascoltare, in un percorso insolito anche per la location e per questo ancor più intrigante (se non fosse già per l’originalissimo accostamento) quella che fino al 10 marzo 2019 viene proposta nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Genova. “Paganini Rockstar” appunto.

 

(TurismoItaliaNews) “In due parole, non basta saper suonare, ma bisogna sapersi produrre nel mondo, che è quanto dire saper vivere…”: parole di quel fenomeno che era Niccolò Paganini (Genova, 1782 – 1840), cui fa da contraltare un’altra considerazione, stavolta di un altro big della musica, vissuto in tutt’altro periodo e in tutt’altro contesto: “Qualche volta tu vorrai rinunciare a suonare la chitarra, tu odierai la chitarra. Ma se le sarai fedele, lei ti ricompenserà”. Jimi Hendrix, Seattle 27 novembre 1942 – Londra 18 settembre 1970.

E’ un vero e proprio percorso nella musica quello della mostra in corso a Palazzo Ducale, prendendo le mosse dal violinista e compositore genovese, che si scopre essere “una vera e propria rockstar, in tempi in cui il rock neppure esisteva. È il musicista del passato che più di tutti si può accostare, senza esitazioni, alle stelle del rock della nostra epoca: Jimi Hendrix, appunto, fra tutte". Dire che questa mostra (che in effetti è quasi improprio definire tale, perché è una sorta di esperienza sensoriale) è insolita e originale è dire poco, si potrebbe definire ardita, ma forse l’aggettivo più adatto è “fantastica”. La mostra è curata da Roberto Grisley, Raffaele Mellace e Ivano Fossati con l’allestimento di Neo Narrative Environments Opera di Milano. E oltre ai contenuti, è anche l’allestimento a fare la differenza.

“C’è un prima e dopo Hendrix nella storia della chitarra, e c’è stato un prima e un dopo Paganini nella storia del violino: il rapporto con lo strumento, il virtuosismo, le spettacolari performances in pubblico, i concerti affollati, sono solo alcune delle affinità tra i due, che in tempi diversi e con la stessa straordinaria potenza hanno rivoluzionato la musica – spiegano gli organizzatori - attraverso una narrazione originale e multimediale, la mostra mette in scena l’artista Paganini, e, come da dietro le quinte di un teatro, ricrea la magia dello spettacolo, rivela la costruzione del mito e ne lascia emergere tutta l’attualità”.

In effetti Paganini e rockstar sono due parole ardite da accostare, sembrano appartenere a due universi molto distanti tra loro, due storie lontane – nel tempo e nello spazio – che difficilmente possono intrecciarsi. Eppure Niccolò Paganini, avvolto tutt’oggi nelle nubi fumose di leggende, luoghi comuni e misteri, è un musicista rock, laddove rock vuol dire rivoluzione. Ciò che Paganini realizzò, nella prima metà dell’Ottocento, fu rivoluzionario: non soltanto sfidò, superandoli, i limiti di ciò che fino ad allora si poteva fare con il violino, ma ridefinì il significato stesso dell’essere musicista.

“La scoperta del talento, il virtuosismo, le performance, il look, i tour, la fama, lo scatenamento di fantasie ed entusiasmi del pubblico sono tutti elementi rintracciabili nella vicenda artistica e biografica di Paganini – sottolineano ancora i curatori - e, allo stesso tempo, sono tutte storie ricorrenti anche nelle vite delle rockstar di oggi. Paganini e Hendrix non sono due universi poi così distanti: entrambi furono dei virtuosi, entrambi osannati dalle folle, entrambi legati al proprio strumento – il celebre Cannone e la Fender Stratocaster, considerati in mostra come dei veri e propri oggetti magici – che era di fatto prolungamento della loro anima oltreché del loro corpo”. Le loro storie dunque si intrecciano, ma non solo: la mostra, unendo ai manoscritti originali di Paganini e ai costumi di scena di Hendrix un impianto multimediale di forte impatto, si apre anche alla nostra contemporaneità, chiamando a partecipare le star di oggi. La performance inedita di Roberto Bolle, realizzata in esclusiva sul Capriccio 24, è la chiave di volta della mostra, la resa visiva del concetto stesso di virtuosismo in una sala immersiva molto suggestiva. Morgan, Salvatore Accardo, Gianna Nannini e Ivano Fossati sono gli altri testimonial d’eccezione che arricchiscono il racconto della mostra con i loro contributi video. Un racconto che stupisce, conduce dietro le quinte di un teatro e da lì mostra la messa in scena dell’artista, la costruzione del mito.

Quali sono, insomma, gli ingredienti necessari? Cosa trasforma un musicista in una rockstar? Alcuni testimonial d’eccezione hanno accettato la sfida, e proveranno a rispondere a queste domande nelle diverse sezioni tematiche in cui è articolata la mostra, raccontando il proprio rapporto con la musica. Se è vero che una componente fondamentale è il talento, è vero anche che il talento, da solo, non basta: servono anche la fama, la notorietà, l’essere riconoscibili nella massa. L’immagine, e il rapporto tra fama e immagine è al centro dell’intervento video di Morgan, che racconta come un musicista possa diventare un vero e proprio personaggio, per lo stile, il look e i comportamenti in pubblico. La mostra propone dunque diverse chiavi di lettura attraverso le quali conoscere la figura di Niccolò Paganini, diversi percorsi che ne lasciano emergere tutta l’attualità, senza dimenticare la componente umana del far musica, perché alla fine è lì che sta la vera magia.

Per saperne di più
www.palazzoducale.genova.it
www.paganinirockstar.it

Dove mangiare a Genova
Ristorante Soul Kitchen
Piazza dell'Agnello, 41/r
tel. +39 010-8623196
www.soulkitchengenova.it

Trattoria "Al Veliero"
Via Ponte Calvi, 10/r
tel. +39 010-2465773
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Ristorante "I Tre Merli"
Calata Cattaneo 17 - Porto Antico
tel. +39 010-2464416
www.itremerli.it

 

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