Il fascino eterno dell’Egitto, un viaggio tra mito e immortalità: a Conegliano una porta d’accesso a un mondo perduto

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La mostra “Egitto. Viaggio verso l’immortalità”, ospitata a Palazzo Sarcinelli di Conegliano, non è solo un’esposizione di arte e storia, ma una porta d’accesso a un mondo perduto. Un mondo dove la vita e la morte non erano che tappe di un unico, infinito cammino verso l’eternità. Attraverso oltre 100 reperti, i visitatori potranno immergersi nella realtà misteriosa degli antichi egizi, scoprirne i segreti e seguire l’ultimo viaggio delle anime verso i Campi di Iaru, il paradiso egizio. Fino al 6 aprile 2025.

 

(TurismoItaliaNews) Immaginate di trovarvi al cospetto di maestose piramidi che sfidano il tempo, o di scorgere le ombre di antichi faraoni che si stagliano contro il cielo d’oro del deserto. Il mistero dell’antico Egitto ha attraversato millenni, affascinando imperatori, studiosi e poeti. Le storie dei suoi dèi, delle sue regine e dei suoi immortali sovrani hanno plasmato l’immaginario collettivo, nutrendosi di miti che ancora oggi sembrano sospesi tra realtà e leggenda. Ma quanto conosciamo davvero di questo popolo straordinario? Cosa celano le loro elaborate tombe, i corredi sontuosi e i corpi mummificati?

Il fascino eterno dell’Egitto, un viaggio tra mito e immortalità: a Conegliano una porta d’accesso a un mondo perduto

In questa mostra il visitatore viene esortato a viverte un’esperienza che va oltre la mera contemplazione di reperti: un incontro ravvicinato con le credenze, i riti e la spiritualità di un popolo che ha fatto della vita eterna la propria missione. Non è solo storia, è un invito a camminare fianco a fianco con l’immortalità. “Egitto. Viaggio verso l’immortalità” è curata dall’egittologa Maria Cristina Guidotti e organizzata da Artika e Contemporanea Progetti in collaborazione con il Comune di Conegliano: un’occasione imperdibile per immergersi nel misterioso mondo dei faraoni, dei riti funerari e della loro complessa visione dell’aldilà.

Con oltre 100 opere, tra cui mummie, sculture e corredi funerari, l’esposizione racconta il viaggio verso l’immortalità degli antichi egizi, esplorando le loro pratiche di imbalsamazione e i rituali funerari. Ampio spazio è dedicato al corredo funerario, che accompagnava il defunto nel suo percorso verso i Campi di Iaru, l’equivalente egizio dei Campi Elisi, garantendo la continuità della vita nell’aldilà. Gli oggetti esposti provengono dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, uno dei più importanti musei egizi d’Italia, e arrivano a Conegliano dopo una tappa internazionale in Danimarca. Tra i reperti esposti, figurano alcuni scoperti durante le spedizioni guidate da Jean-François Champollion e Ippolito Rosellini, padre dell’egittologia italiana.

Statua di Ptah-Sokar-Osiride, legno stuccato e dipinto, Epoca Tarda (656 - 332 a.C)

Una visione rigorosamente scientifica e suggestiva
La mostra non si limita a esporre oggetti, ma invita il visitatore a comprendere le credenze religiose che guidavano gli egizi nella loro ricerca dell’immortalità. Gli antichi egizi credevano che la morte fosse solo un passaggio verso una nuova vita, e che l’anima del defunto dovesse reincarnarsi nel proprio corpo per continuare a esistere nell’aldilà. Questo rendeva indispensabile la conservazione del corpo attraverso complessi processi di imbalsamazione. La mostra si sviluppa attraverso cinque sezioni, che esplorano questo viaggio millenario con un’accuratezza scientifica capace di affascinare tanto i visitatori esperti quanto quelli curiosi di scoprire il lato più mistico della civiltà egizia.

Miti e realtà: tra religione e superstizione
Attraverso una narrazione storica che copre oltre 2.000 anni, dal Medio Regno (fine III millennio a.C.) fino all’epoca greco-romana, la mostra sfida le comuni percezioni del pubblico, spesso attratto esclusivamente da un misto di mistero e orrore. Le mummie, lungi dall’essere una fonte di paura, rappresentano l’aspirazione all’immortalità degli egizi, mentre le figure divine come Anubi, Osiride, Iside e Horus offrono uno spaccato delle credenze religiose che pervadono tutta la mostra.

In apertura: cassa canopica, legno stuccato e dipinto, Nuovo Regno - Terzo Periodo Intermedio (1550 - 656 a.C)

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