Azzorre, 50 anni di autogoverno: la lunga rotta dell’autonomia che ha cambiato il volto dell’arcipelago portoghese
Dal riconoscimento costituzionale del 1976 a oggi, un percorso di identità, sviluppo e responsabilità politica che ha rafforzato il ruolo delle isole nell’Atlantico e in Europa
di Eugenio Serlupini
Cinquant’anni di autonomia costituzionale rappresentano molto più di un anniversario istituzionale per le Azzorre. Raccontano una storia di partecipazione democratica, di consapevolezza identitaria e di progressiva assunzione di responsabilità politica da parte di un popolo che, nel corso del Novecento, ha saputo trasformare la propria condizione geografica in un elemento di forza e di crescita. Tutto in un arcipelago da sogno.
(TurismoItaliaNews) Il 2026 segna il cinquantesimo anniversario dell’Autonomia Costituzionale delle Azzorre, una delle conquiste politiche più significative ottenute dall’arcipelago nel secolo scorso. Un traguardo che affonda le proprie radici nel desiderio degli azzorriani di partecipare in modo diretto alle decisioni riguardanti il proprio futuro, valorizzando le peculiarità culturali, storiche e territoriali che definiscono il concetto stesso di açorianidade, “azzorrianità”.
L’aspirazione all’autonomia era presente da tempo nella società insulare, ma è stato il ritorno della democrazia in Portogallo dopo la Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974 a creare le condizioni politiche necessarie per trasformare quella richiesta in un progetto concreto. In un contesto nazionale profondamente rinnovato, le Azzorre iniziarono a rivendicare con maggiore determinazione il diritto all’autogoverno e alla gestione delle proprie specificità. Nel 1975 è stata istituita la Junta Regional dos Açores, organismo transitorio incaricato di amministrare gli affari dell’arcipelago e di preparare il futuro assetto autonomistico. E’ stato questo il primo passo verso una nuova fase storica destinata a modificare profondamente il rapporto tra le isole e lo Stato portoghese.
La svolta è arrivata il 2 aprile 1976, quando la nuova Costituzione della Portogallo ha riconosciuto ufficialmente l’esistenza delle Regioni Autonome delle Azzorre e di Madeira. Per la prima volta nella storia del Paese veniva sancita la presenza di organi di governo propri per i territori insulari, dotati di competenze legislative, politiche ed esecutive all’interno dell’unità dello Stato.
“L’Autonomia Costituzionale rappresenta una delle più importanti conquiste del popolo azzorriano - ricordano le istituzioni regionali - nasce dalla volontà di valorizzare la nostra identità e dalla consapevolezza che le decisioni più efficaci sono quelle prese conoscendo direttamente la realtà delle isole”.
Poche settimane dopo l’approvazione della Costituzione, il 30 aprile 1976, il varo dello Statuto Provvisorio della Regione Autonoma delle Azzorre ha creato le condizioni necessarie per l’avvio del nuovo sistema politico. Il 27 giugno dello stesso anno gli elettori sono stati chiamati alle urne per eleggere la prima Assemblea Regionale attraverso un voto libero, diretto e universale. La sessione costitutiva si è svolta il 20 e 21 luglio nella città di Horta. Uno dei momenti più simbolici dell’intero percorso si è avuta il 4 settembre 1976, quando ad Horta si è tenuta l’apertura solenne dell’Assemblea Regionale. La presenza delle più alte cariche dello Stato ha conferito alla cerimonia un forte valore politico e istituzionale, sancendo definitivamente l’ingresso delle Azzorre in una nuova stagione democratica.
Pochi giorni più tardi, l’8 settembre, si è insediato il primo Governo Regionale guidato da João Bosco Mota Amaral, figura destinata a diventare uno dei protagonisti della storia politica contemporanea dell’arcipelago. La costruzione dell’autonomia non si è tuttavia fermata a quel momento fondativo. Nel 1980 è stato approvato lo Statuto politico-amministrativo della Regione Autonoma delle Azzorre, documento che ha definito in modo organico le competenze legislative, esecutive, finanziarie e fiscali della Regione. Da allora il testo è stato più volte aggiornato per adeguarlo all’evoluzione delle esigenze dell’arcipelago e per rafforzarne il ruolo sia nei rapporti con la Repubblica portoghese sia nelle relazioni con le istituzioni europee.
“L’Autonomia è un processo dinamico che si è sviluppato nel tempo - sottolineano dalla Comissão Organizadora dos 50 Anos da Autonomia dos Açores - ogni revisione dello Statuto ha avuto l’obiettivo di ampliare le competenze regionali e di migliorare la capacità delle Azzorre di affrontare le proprie sfide economiche e sociali”. Gli effetti di questo percorso sono visibili in numerosi ambiti della vita quotidiana. Negli ultimi decenni le Azzorre hanno conosciuto una significativa modernizzazione delle infrastrutture, delle comunicazioni, del sistema educativo e dei servizi sanitari. Parallelamente è cresciuta l’attenzione verso la tutela del patrimonio naturale e culturale, oggi considerato una delle principali risorse strategiche dell’arcipelago.
L’autonomia ha inoltre favorito una maggiore presenza delle Azzorre nei contesti internazionali. Le isole hanno rafforzato i rapporti con altre regioni europee, consolidato il dialogo con la vasta diaspora azzorriana diffusa in diversi continenti e acquisito una posizione sempre più riconoscibile all’interno dell’Unione Europea. Questo percorso ha contribuito anche alla crescita del turismo, settore che negli ultimi anni ha trovato nella valorizzazione dell’identità locale uno dei suoi principali punti di forza. La capacità di preservare tradizioni, paesaggi, cultura e peculiarità territoriali si intreccia infatti con il modello di sviluppo costruito grazie all’autogoverno regionale.
A cinquant’anni dal riconoscimento costituzionale, l’autonomia continua a essere percepita dagli abitanti dell’arcipelago non soltanto come un sistema amministrativo, ma come una manifestazione concreta della propria identità collettiva. “Più che un modello politico, l’Autonomia Costituzionale è l’espressione della responsabilità di governare con conoscenza diretta della realtà insulare e della volontà condivisa di costruire un futuro migliore”, ribadiscono le istituzioni azzorriane. Un principio che, mezzo secolo dopo la sua nascita, continua a rappresentare uno degli elementi fondamentali della vita politica, sociale e culturale delle Azzorre, ponte naturale tra Europa, America e Atlantico.
Un anniversario così importante non può sfuggire ad una sottolineature filatelica: dal 27 giugno le Poste di Lisbona, Cct, mandano in pista tre francobolli ed un foglietto che raffigurano i luoghi emblematici del cammino verso l’autonomia amministrativa: l’edifício dell’Assembleia Legislativa da Região Autónoma dos Açores (€ 0,73, Arquivo Fotográfico da Alraa); il Palácio da Conceição, sede del Governo Regional da Região Autónoma dos Açores, Ponta Delgada, ilha de São Miguel (€ 1,30,ph Presidência do Governo dos Açores); il Palácio de Sant’Ana, sede della Presidência do Governo Regional da Região Autónoma dos Açores; Ponta Delgada, ilha de São Miguel (€ 1,45, ph Presidência do Governo dos Açores); foglietto: Sala do Plenário no Edifício da Assembleia Legislativa da Região Autónoma dos Açores, Horta, ilha do Faial (ph Arquivo Fotográfico da Alraa).







