Innsbruck, sei luoghi da non perdere tra tesori imperiali, montagne e sapori del Tirolo

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di Angelo Benedetti, Innsbruck / Austria

Un tettuccio rivestito da 2.657 tegole dorate, una torre medievale affacciata sulle Alpi, 28 enigmatiche statue di bronzo, il trampolino firmato Zaha Hadid. E ancora un tram che attraversa boschi e villaggi e una grande tavola dedicata alla convivialità. Innsbruck si racconta attraverso sei esperienze capaci di riunire storia, paesaggio, architettura e gusto. E notte il fascino aumenta…

 

(TurismoItaliaNews) Innsbruck ha costruito buona parte della propria seduzione su un contrasto che appare naturale: palazzi, chiese e testimonianze imperiali convivono con montagne che sembrano entrare direttamente nella scena urbana. Il capoluogo del Tirolo austriaco è il punto di riferimento di una regione che comprende anche 40 località limitrofe e propone uno stile di vita sospeso tra dimensione alpina e vocazione cittadina.

Innsbruck, sei luoghi da non perdere tra tesori imperiali, montagne e sapori del Tirolo

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La cultura, la storia e la natura si incontrano così in una destinazione che ha conservato importanti testimonianze medievali e che continua a richiamare visitatori da tutto il mondo. A renderla particolarmente attrattiva contribuiscono la vasta offerta sportiva, la posizione tra i monti tirolesi e gli edifici legati all'epoca dell'imperatore Massimiliano I. Per scoprirne identità e carattere si può partire da sei esperienze molto diverse tra loro. Alcune conducono indietro di cinque secoli, altre portano in quota oppure fuori dal centro abitato. L'ultima invita semplicemente a sedersi a tavola e a condividere una serata con persone mai incontrate prima.

1. Il Tettuccio d'Oro, 2.657 tegole simbolo di Innsbruck

È probabilmente l'immagine che più di ogni altra identifica Innsbruck oltre i confini dell'Austria. Il Tettuccio d'Oro continua ad attirare migliaia di visitatori ogni giorno, oltre cinquecento anni dopo la sua realizzazione. Il celebre bovindo del centro storico, impreziosito da 2.657 tegole di rame dorato e da ricche decorazioni ad affresco e a rilievo, fu fatto costruire dall'imperatore Massimiliano I tra il 1497 e il 1500. Il capomastro fu Nikolaus Türing il Vecchio, mentre la decorazione ad affresco è attribuita a Jörg Kölderer, pittore di corte dell'imperatore. Un'attenzione particolare meritano i diciotto rilievi scolpiti nell'arenaria. Testimoniano il passaggio stilistico dal tardo Gotico al primo Rinascimento e, per qualità artistica e ricchezza dei motivi, sono considerati tra le opere d'arte più importanti del Tirolo. Quelli osservabili all'esterno non sono però gli originali. Nel 1952, per proteggerli dai danneggiamenti, furono sostituiti da copie. Sei rilievi autentici, completamente restaurati, possono essere osservati da vicino nel museo. Un dettaglio che trasforma la visita al monumento più fotografato della città anche in un'occasione per andare oltre la sua celebre facciata.

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2. Torre Civica, 133 scalini per conquistare Innsbruck dall'alto

Pochi minuti possono cambiare completamente la prospettiva sulla città. Basta affrontare i 133 scalini della Torre Civica e raggiungere la piattaforma panoramica posta a 31 metri di altezza. Da lassù Innsbruck mostra contemporaneamente le sue due anime: sotto si dispiega il reticolo dei vicoli medievali, più lontano compaiono le vette del Bergisel, del Patscherkofel e della Nordkette. Per quasi 450 anni questa posizione privilegiata ebbe una funzione decisamente meno turistica. Le guardie restavano di vedetta sulla torre, pronte ad avvertire la popolazione in caso d'incendio o di altri pericoli, mentre i piani inferiori venivano utilizzati come prigioni.

La Torre Civica fu costruita accanto al vecchio municipio nel 1450, mezzo secolo prima del Tettuccio d'Oro. I suoi 51 metri possono sembrare oggi una misura contenuta rispetto alle architetture contemporanee, ma all'epoca rappresentavano un'altezza considerevole e soprattutto una dichiarazione dell'orgoglio degli abitanti di Innsbruck. Cento anni più tardi arrivò il caratteristico tetto a cipolla. Oggi la torre conserva la propria imponenza tra gli edifici della città vecchia e offre uno dei punti di osservazione più suggestivi per comprendere la geografia urbana di Innsbruck e il rapporto strettissimo che la lega alle montagne.

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3. Hofkirche, il cenotafio vuoto sorvegliato dai 28 “uomini neri”

Sono ventotto, monumentali e scuri. Per questo la Chiesa di Corte di Innsbruck, la Hofkirche, viene comunemente chiamata “la chiesa degli uomini neri”. Le grandi figure di bronzo non sorvegliano tuttavia l'edificio religioso: circondano il cenotafio dell'imperatore Massimiliano I. La storia riserva almeno due sorprese. Otto dei cosiddetti “uomini neri” sono in realtà donne e il sarcofago che domina la chiesa è vuoto. Massimiliano I riposa infatti a Wiener Neustadt. Le mura e le fondamenta della chiesa non erano sufficientemente stabili per sostenere il peso dell'imponente apparato che avrebbe dovuto accompagnarne la sepoltura. Lo stesso imperatore aveva pianificato minuziosamente la realizzazione delle statue prima della morte, anche se l'opera sarebbe stata completata soltanto tre decenni dopo la sua scomparsa.

A vegliare simbolicamente su di lui sono antenati e personaggi considerati virtuosi ed eroici. Tra questi figurano le sue mogli Maria di Borgogna e Maria Sforza, Sigismondo arciduca del Tirolo, Ferdinando re del Portogallo e persino il leggendario re Artù. Il grande monumento funebre occupa la parte centrale della chiesa, ma la Hofkirche custodisce anche altre pagine della storia tirolese. Qui si trova la tomba di Andreas Hofer, il patriota che nel 1809 guidò migliaia di tirolesi sul Bergisel contro le truppe napoleoniche, nonostante la loro schiacciante superiorità numerica. Giustiziato successivamente a Mantova, continua a essere onorato a Innsbruck come un eroe. Nella chiesa riposano anche i suoi compagni di lotta Josef Speckbacher, Joachim Haspinger e Kajetan Sweth.

La visita prosegue nella Cappella d'argento, la Silberne Kapelle, legata all'arciduca Ferdinando II e alla moglie Filippina Welser. La figura di Filippina ha alimentato racconti e curiosità: esperta di erboristeria, amante dei bagni e celebrata per il proprio fascino, fu persino associata alla stregoneria dalle malelingue dell'epoca. A dominare la cappella è uno sfarzoso altare d'argento con la Madonna di Giovanni Lucchese, costruttore di corte. Particolare anche l'organo, dotato di canne realizzate interamente in legno. Gli appassionati di musica hanno altri due motivi per entrare nella Hofkirche. Nell'aula si conserva l'organo rinascimentale più antico e meglio conservato dell'Austria, costruito da Jörg Ebert quasi cinquecento anni fa; sul matroneo si trova invece quello realizzato nel 1900 da Hans Mauracher.

4. Bergisel, il salto con gli sci diventa architettura

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Sport olimpico e architettura contemporanea si incontrano al trampolino del Bergisel, una delle strutture più riconoscibili della Innsbruck moderna. Ricostruito nel 2001, il trampolino olimpionico del salto con gli sci combina differenti discipline costruttive: l'architettura dei ponti nel tratto di rincorsa, l'edilizia del soprassuolo nella torre e la carpenteria in acciaio nella sua parte superiore. A firmare il progetto è stata Zaha Hadid, architetta di origine irachena vissuta e attiva a Londra, autrice anche del Tomigaya Zaha Building a Tokyo, del Rosenthal Center for Contemporary Art a Cincinnati e dell'ampliamento del Reina Sofia Museum a Madrid.

Nel 2004 Hadid avrebbe ricevuto il Premio Pritzker, prima donna a conquistare il prestigioso riconoscimento. Al Bergisel la sua visione ha trasformato elementi apparentemente lontani – trampolino, caffè e tratto di rincorsa – in un'unica composizione. Il risultato è allo stesso tempo infrastruttura sportiva, edificio e scultura utilizzabile: un segno contemporaneo che dialoga con la tradizione olimpica di Innsbruck.

5. Tram con vista, tra boschi, prati e villaggi tirolesi

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Per allontanarsi dalla dimensione urbana non è indispensabile prendere l'auto. A Innsbruck basta salire su un tram. La linea 6 collega la città con le località situate a sud, risalendo dolcemente i primi crinali del Patscherkofel. Poco dopo aver lasciato il tessuto cittadino il panorama cambia: il convoglio serpeggia tra boschi ombreggiati e piccoli paesi, costeggia prati popolati da mucche e pecore e, di tanto in tanto, lascia riapparire Innsbruck in lontananza sotto una prospettiva completamente diversa.

La linea esiste dal 1900 circa, anche se naturalmente i convogli non risalgono a quell'epoca. Gli abitanti la chiamano anche “tram della foresta”, proprio per il percorso che attraversa il paesaggio naturale. La fermata di partenza si trova presso il Mühlauer Brücke. Da qui il percorso attraversa la città passando per il Bergisel e raggiunge Igls, uno dei villaggi ai piedi del Patscherkofel legati alla storia olimpica.

Un'altra possibilità è offerta dalla ferrovia della Stubaital. La velocità moderata del trenino, simile a quella di un tram, diventa in questo caso un vantaggio: permette di osservare con calma natura e architetture tipiche del Tirolo. Il tragitto attraversa prati fioriti e località del Mittelgebirge a ovest di Innsbruck, tra cui Mutters e Natters, mantenendo le montagne costantemente sullo sfondo. Il capolinea è a Fulpmes, nella Stubaital. Più che un semplice trasferimento, il viaggio diventa così parte dell'esperienza.

6. Hoftafel, una grande tavola per incontrarsi e scoprire i sapori

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L'ultima esperienza cambia ancora registro. Niente scalini, monumenti o trampolini: protagonista è la convivialità. Il 26 settembre, dalle 18 alle 22, l'Hoftafel porta cucina e socialità negli ambienti del Canisianum Innsbruck. Gli ospiti possono assaggiare le specialità regionali preparate da Thomas e Daniel Penz, ma l'idea dell'evento va oltre la proposta gastronomica. Al centro della serata c'è infatti l'incontro tra i commensali. Sedersi in un ambiente mai sperimentato prima, condividere la tavola con persone sconosciute, conversare e trasformare la cena in un'esperienza collettiva: è questo il principio che caratterizza l'Hoftafel.

Una formula che completa idealmente il viaggio attraverso Innsbruck. Dopo aver incontrato imperatori e patrioti, osservato la città dall'alto, seguito le tracce dell'architettura contemporanea e attraversato in tram il paesaggio tirolese, resta spazio per una tavola capace di raccontare il territorio attraverso i sapori e soprattutto attraverso le persone.

Welcome Card e Innsbruck Card per organizzare il soggiorno

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Per muoversi e programmare le visite sono disponibili due differenti formule. La Welcome Card viene offerta gratuitamente dagli esercizi partner a partire da un soggiorno minimo di due pernottamenti. Comprende sconti e riduzioni per numerose attrazioni e consente di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico all'interno della regione di Innsbruck. La Innsbruck Card, invece, è una tessera turistica acquistabile con validità di 24, 48 oppure 72 ore. Comprende numerose attrazioni e impianti di risalita, oltre all'utilizzo dei trasporti pubblici nell'area urbana. Due possibilità differenti che confermano una delle caratteristiche più interessanti della destinazione: a Innsbruck monumenti imperiali, testimonianze medievali, montagne, villaggi e architetture contemporanee appartengono allo stesso viaggio.

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