Riserva naturale dello Zingaro e Costa degli Etruschi: i francobolli 2020 della serie “Patrimonio naturale e paesaggistico” parlano di loro
Eugenio Serlupini, Roma
Due luoghi simbolo dell’Italia più bella: la Riserva naturale dello Zingaro e la Costa degli Etruschi. Per la prima il 2020 è stato terribile a causa di un incendio appiccato da mani criminali che il 29 agosto, alimentato da un fortissimo vento di scirocco, ha attraversato tutta la riserva risparmiando molto poco. Tuttavia la natura riesce a riprendere e a ricostruire ciò che la follia umana distrugge. Così il francobollo che l’Italia dedica proprio quest’anno alla Riserva siciliana diventa un auspicio positivo per il futuro. L’emissione del 25 settembre fa parte della serie “il Patrimonio naturale e paesaggistico” e contempla anche un secondo francobollo per la fascia toscana della Costa degli Etruschi.
(TurismoItaliaNews) Firmato da Isabella Castellana, il bozzetto del francobollo per la Riserva naturale dello Zingaro raffigura Cala Marinella, una delle più incantevoli calette del territorio, su cui si staglia, in primo piano una palma nana, comunemente nota anche come palma di San Pietro, tipica della riserva stessa; in basso una cartina con il profilo della Sicilia evidenzia l’area geografica di riferimento. “Una fascia costiera incontaminata lunga sette chilometri, un paesaggio mozzafiato fatto di falesie a strapiombo sul mare e sette meravigliose calette con un mare splendido: basterebbero queste poche parole per descrivere la Riserva naturale dello Zingaro, tra Scopello e San Vito Lo Capo in provincia di Trapani - sottolineano Valerio Cimino, vice governatore del Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International, e Girolamo Culmone, vice presidente della commissione distrettuale sull’Ambiente - ma lo Zingaro è molto di più: è il simbolo della tutela degli ambienti naturali in Sicilia. Un percorso iniziato proprio qui quaranta anni fa, il 18 maggio 1980, quando un gruppo di ambientalisti organizzò una marcia per impedire la realizzazione di una strada litoranea che avrebbe deturpato questo lembo di natura incontaminata. Fu un grande successo grazie alla partecipazione di duemila persone”.
E’ stato grazie alla “marcia dello Zingaro” che è stata avviata la stagione della tutela del territorio: il 6 maggio 1981 lo Zingaro è diventato la prima riserva naturale dell’Isola e l’Assemblea Regionale Siciliana ha emanato la legge n.98 che ha istituito la rete dei parchi e delle riserve regionali, con dieci anni di anticipo sulla legge nazionale. Per ricordare questo evento il Distretto 2110 Sicilia e Malta del Rotary International ed il Rotary Club di Alcamo hanno proposto l’emissione di questo francobollo inserito nella serie ordinaria tematica “il Patrimonio naturale e paesaggistico”.
Il paesaggio della Riserva è caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea con la Palma nana che è diventata il simbolo della Riserva e il Frassino da cui, fino a pochi decenni fa, si otteneva la preziosa manna. Presente anche l’Olivastro, la Quercia da sughero, alcune edere secolari. A partire dal mese di marzo vi è un’esplosione di colori grazie alla fioritura di diverse piante tra cui spiccano oltre venti specie di preziose orchidee selvatiche. All’interno della Riserva è possibile osservare l’Aquila del Bonelli, l’Aquila reale, il Falco pellegrino, il Passero solitario, il Gracchio corallino, la Testuggine di Hermann ed una ricca fauna tipica della macchia mediterranea. Lungo la costa si trova il tipico marciapiede (“trottoir”) a vermeti. Il paesaggio sottomarino è di particolare bellezza: alle alghe brune e rosse, seguono gli anemoni, le rose di mare, le spugne e il raro corallo rosso. La gestione dell’area protetta è curata dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana che tutela e valorizza questo angolo di paradiso visitato da oltre 300.000 persone l'anno. La maggior parte di loro si limita a godere della bellezza del mare a cui si accede attraverso sentieri che scendono ripidi verso le calette, l’ultima delle quali è Tonnarella dell’Uzzo. Gli amanti della natura e del trekking, percorrono i diversi sentieri che attraversano la Riserva; un sentiero si snoda a mezza costa fino a raggiungere l’antico Borgo Cusenza, più impegnativo è il sentiero “alto” che giunge a Pizzo dell’Aquila e alle falde di Monte Speziale, la vetta più alta della Riserva (912 metri di quota).
Il secondo francobollo emesso è per la Costa degli Etruschi, terra di Toscana distesa tra spiagge dorate e verdi colline punteggiate di antichi borghi dai vicoli tortuosi. Il mare, dagli splendidi fondali, è popolato da un tesoro di flora e fauna da ammirare; i litorali vengono scelti dalle tartarughe per depositare le loro uova e dagli uomini per surfare sulle onde o veleggiare accompagnati da cetacei e delfini. “La sua silhouette è perfetta – sottolinea il sindaco di San Vincenzo, Alessandro Bandini - con un profilo costiero modellato da dune e tomboli, segnato da scogliere e promontori, punteggiato da baie riparate, calette e porti. Immensi spazi stimolano l’immaginazione: folte pinete che dal mare vanno a fondersi col verde della macchia mediterranea, in un percorso fatto di campi coltivati, filari di viti, ulivi secolari e file di cipressi. Nella parte più intima e protetta si custodiscono piccoli borghi medievali. Viuzze lastricate in pietra e piazze racchiuse nello scrigno delle mura dove il tempo è dilatato, scandito solo dal suono dei passi o di una campana, animato da voci e attività umane delle botteghe artigianali”.
Il territorio è caratterizzano da calde acque terapeutiche conosciute sin dall'antichità, prima dagli Etruschi e poi dai Romani. Gli angoli termali della Costa degli Etruschi, immersi in una natura incontaminata, offrono a corpo e spirito momenti di relax tra vapore, calore e silenti paesaggi. L'antica e colta civiltà etrusca ha scelto proprio questa zona nel IX secolo a.C. per fondare Populonia, la sua unica città costiera, e gelosamente se ne conservano ancor vive le tracce in un museo a cielo aperto: dall’acropoli, ai templi, alla città bassa fino al porto, ogni passo è un viaggio nella memoria di questo grande popolo. Oltre che di storia, il territorio è ricco di arte e di cultura: ha visto nascere e fiorire importanti talenti, musicisti come Mascagni e pittori come Modigliani, qui si è affermata la famosa scuola dei Macchiaioli.
Non da meno l’arte culinaria, che rispecchia il carattere della zona: deciso, genuino, creativo. Si usano prodotti semplici tra tradizione e innovazione, si offrono sapori di mare con piatti come il cacciucco, il tonno briao o la palamita e sapori di terra con cacciagione come il cinghiale in dolce forte o il capriolo in umido. Tra i percorsi sensoriali per arrivare alla mia anima ce n'è uno veramente divino: è la Strada del Vino Costa degli Etruschi, oltre 150 km di produzioni di altissima qualità di cui Bolgheri, patria del Sassicaia, è un simbolo apprezzato in tutto il mondo.
Il francobollo per la Costa degli Etruschi è firmato da Tiziana Trinca e raffigura uno scorcio con in primo piano una bottiglia di vino, a rappresentare uno dei più caratteristici prodotti enogastronomici della zona; in alto una cartina con il profilo della Toscana evidenzia l’area geografica di riferimento.
I due valori postali hanno un valore relativo alla tariffa B pari a 1,10 euro; la tiratura annunciata è di quattrocentomila esemplari per ciascun francobollo in fogli da quarantacinque, stampati dall’Ipzs di Roma.
Per saperne di più
www.riservanaturalezingaro.com
www.costadeglietruschi.eu


