Lungo le Vie della Seta, dalle Grotte di Longmen (Cina) a Safranbolu (Turchia), c’è un inestimabile Patrimonio Unesco

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Eugenio Serlupini, Roma

Una rete di percorsi interconnessi tra loro che mettevano in comunicazione le antiche società dell'Asia, del subcontinente indiano, dell'Asia centrale e occidentale e del Vicino Oriente, e che hanno contribuito allo sviluppo di molte tra le maggiori civiltà della storia umana. Sono le Vie della Seta, lungo le quali si susseguono straordinari Patrimoni dell’Umanità. Che ora approdano sui francobolli dell’Onu.

 

(TurismoItaliaNews) L’Unesco - acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura – non ha certo bisogno di presentazione. Il suo ruolo e la sua presenza nel mondo, soprattutto negli angoli più reconditi del pianeta, servono ad incoraggiare l'identificazione, la protezione e la tutela del patrimonio culturale e naturale di enorme valore per l'umanità. Un proposito che si concretizza in un trattato internazionale, la Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale, adottato dall'Unesco nel 1972 e che trova anche nei francobolli messi in circolazione dell’Onu una vetrina per richiamare l’attenzione su luoghi di fondamentale importanza per la storia dell’Uomo.

Come nel caso delle Vie della Seta, dichiarate Patrimonio Mondiale culturale nel 2014. Questi itinerari servivano prevalentemente per gli scambi di materie prime, cibo e beni di lusso: tuttavia consentirono ben più che il semplice commercio di merci preziose. Il costante movimento di persone, mercanti e beni lungo queste strade condusse infatti anche alla trasmissione e allo scambio di conoscenze e idee, di culture e di credenze, che ebbe un impatto profondo sulla storia e sulle civiltà dei popoli dell'Eurasia. Il 3 agosto 2017 l’amministrazione postale delle Nazioni Unite mette in circolazione sei francobolli, stampati anche in versione foglietto, dedicati proprio a luoghi simbolo lungo le Vie della Seta, impaginati da Sergio Baradat e con le consuete valute delle sedi Onu: dollari statunitensi (New York), franchi svizzera (Ginevra) ed euro (Vienna). Dalle Grotte di Longmen, in Cina, alla Montagna sacra di Sulaiman-Too, in Kirghizistan, i dentelli postali spaziano anche sul centro storico di Bukhara in Uzbekistan; Kunya-Urgench in Turkmenistan, il complesso storico del bazar di Tabriz in Iran e la città di Safranbolu in Turchia.

Ecco allora nel dettaglio le sei località e i singoli francobolli.

Grotte di Longmen, Cina ($ 0,49)

Le grotte e le nicchie di Longmen raccolgono la più vasta e straordinaria collezione di arte cinese risalente alla tarda dinastia Wei settentrionale e alla dinastia Tang. Queste opere, interamente dedicate alla religione buddista, rappresentano il vertice della scultura rupestre in Cina. Le grotte di Longmen sono situate su entrambe le rive del fiume Yi, a sud dell'antica capitale Luoyang, nella provincia di Henan. Il complesso rupestre è formato da oltre 2300 grotte e nicchie scavate in ripide pareti calcaree, e distribuite su una distanza di circa un chilometro. Le prime cavità, realizzate verso la fine del V e all'inizio del VI secolo, comprendono la grotta di Guyangdong e le tre grotte di Binyang, tutte contenenti grandi figure del Buddha. Nella grotta di Yaofangdong vi sono 140 iscrizioni che descrivono i trattamenti per varie malattie. Il lavoro sulle sculture presenti in questa grotta è continuato per un periodo di 150 anni, il che permette di seguire l'evoluzione dello stile artistico. Il sito è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale nel 2000.

Montagna sacra di Sulaiman-Too, Kirghizistan ($ 1,15)

La montagna sacra di Sulaiman-Too nel Kirghizistan domina il paesaggio circostante della valle di Fergana, e costituisce lo sfondo su cui si staglia la città di Osh. Nel Medioevo Osh era una delle città più grandi della fertile vallata di Fergana, all'incrocio di percorsi importanti nel sistema delle Vie della Seta dell'Asia centrale. Per più di quindici secoli il Sulaiman è stato un punto di riferimento per i viaggiatori, e veniva venerato come una montagna sacra. Le sue cinque vette e le sue pendici sono disseminate di caverne contenenti petroglifi e di numerosi antichi luoghi di culto, tutti collegati da una rete di antichi sentieri; sono presenti anche moschee di epoca più recente. Si ritiene che il sito rappresenti l'esempio più completo di montagna sacra in tutta l'Asia centrale, venerato per oltre un millennio. È stato inserito nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale nel 2009.

Centro storico di Bukhara, Uzbekistan (CHF 1,00)

Il centro storico di Bukhara, situato sulle Vie della Seta, risale a oltre duemila anni fa. Si tratta dell'esempio più completo di città medievale in Asia centrale, e il suo tessuto urbano è in gran parte intatto. Tra i monumenti di maggiore interesse vi sono la famosa tomba di Ismail Samani, un capolavoro dell'architettura islamica del X secolo, e un gran numero di madrase risalenti al XVII secolo. Per lungo tempo Bukhara ha rappresentato un importante centro economico e culturale dell'Asia centrale. L'antica città persiana è stata tra i maggiori poli di sviluppo della cultura islamica per molti secoli e divenne uno dei principali centri culturali del Califfato nell'VIII secolo. La vera importanza di Bukhara non sta nei singoli edifici ma nel complesso del suo paesaggio urbano, che dimostra il livello costantemente elevato della pianificazione urbana e dell'architettura che ha avuto inizio con la dinastia degli Shaybanidi. È stato inserito nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale nel 1993.

Kunya-Urgench, Turkmenistan (CHF 1,50)

Kunya-Urgench si trova nella parte nordoccidentale del Turkmenistan, sulla riva sinistra del fiume Amu Darya. Urgench era la capitale della regione della Corasmia, appartenente all'impero achemenide. L'antica città contiene una serie di monumenti che risalgono prevalentemente al periodo tra l'XI e il XVI secolo, tra cui una moschea, le porte di un caravanserraglio, alcune fortezze, mausolei e un minareto alto 60 metri. Questi monumenti testimoniano una notevole maestria in campo architettonico e artigianale, che si propagò fino in Iran e in Afghanistan e che, più tardi, ebbe un influsso anche sull'architettura dell'impero Moghul nell'India del XVI secolo. Il sito è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale nel 2005.

Complesso storico del bazar di Tabriz, Iran (€ 0,80)

Tabriz è stato un luogo di scambi culturali fin dall'antichità e il complesso storico del suo bazar è uno degli empori commerciali più importanti lungo la Via della Seta. Il complesso storico del bazar di Tabriz è costituito da una serie di edifici e strutture in mattoni, passaggi coperti e spazi circoscritti, tutti collegati fra loro e destinati a diverse funzioni. Tabriz e il suo bazar erano già fiorenti e famosi nel XIII secolo, quando la città, nella provincia dell'Azerbaigian orientale, divenne la capitale dell'impero safavide. Tabriz perse lo status di capitale nel XVI secolo, ma conservò la sua importanza come emporio commerciale fino alla fine del XVIII secolo, con l'espansione del regno ottomano. Si tratta di uno degli esempi più completi del tradizionale sistema commerciale e culturale dell'Iran. È stato inserito nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale nel 2010.

Città di Safranbolu, Turchia (€ 1,70)

Safranbolu è una tipica città ottomana che giocò un ruolo chiave nel commercio carovaniero per molti secoli. L'insediamento si sviluppò come centro commerciale dopo la conquista a opera dei Turchi nell'XI secolo, e già nel XIII secolo era diventato una stazione importante per le carovane. Dal XIII secolo e fino all'avvento della ferrovia all'inizio del XX secolo, Safranbolu ha continuato ad essere un punto di rilievo lungo la principale rotta commerciale tra l'Oriente e l'Occidente. La Moschea vecchia, il Bagno vecchio e la Madrassa di Süleyman Pasha sono stati costruiti nel 1322. Al suo apogeo nel XVII secolo, l'architettura di Safranbolu ebbe un influsso sullo sviluppo urbano in gran parte dell'impero ottomano. È stata inserita nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale nel 1994.

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