New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum of Modern Art della Grande Mela allarga i suoi orizzonti

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Angelo Benedetti, New York / Stati Uniti

L’arte moderna e contemporanea in tutti i suoi risvolti: opere d’arte, artisti ma anche spettacoli, conversazioni, laboratori. Il rinnovato MoMa di New York amplia anche fisicamente i suoi orizzonti proponendo all’unisono con nuove prospettive pittura, scultura, architettura, design, fotografia, media, performance, film e opere su carta. L’espansione, sviluppata con gli architetti Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con Gensler, aggiunge spazi per gallerie e consente al Museo di mostrare significativamente più arte in modi nuovi e interdisciplinari.

 

(TurismoItaliaNews) “ Preparatevi a scoprire nuove voci e nuove prospettive”: con questa premessa il nuovo MoMa accoglie i visitatori, invitati a tuffarsi in programmi dal vivo e spettacoli che interagiscono, mettono in discussione e sfidano le storie dell’arte moderna e l’attuale momento culturale. Un innovativo laboratorio di creatività al secondo piano per l’istruzione invita i visitatori a connettersi con l’arte che esplora nuove idee su presente, passato e futuro. Le gallerie a livello stradale, gratuite ed aperte, collegano meglio il Museo a New York City e avvicinano l’arte alle persone a quanti si muovono lungo la 53.a Strada. Basti considerare che il MoMa attrae ogni anno 3 milioni di visitatori.

New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)

New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)

New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)

L’ambizione è manifesta: concepita e installata da team di curatori intersettoriali con differenti gradi di esperienza, l’assetto mette in primo piano le relazioni complesse tra opere d’arte e sfrutta la nuova architettura per incoraggiare molti percorsi possibili attraverso le gallerie. Una nuova generazione curatoriale rinnoverà continuamente l’esperienza del Museo attraverso installazioni e mostre, commissioni di artisti e programmi che incoraggiano il dibattito e la scoperta.

Del resto l’investimento è stato notevole per un progetto avviato nel 2014 con un primo intervento di ammodernamento dell’edificio preesistente, a sua volta risultato di un ampliamento firmato nel 2004 dall’architetto giapponese Yoshio Taniguchi e completato nel 2017. Quello appena concluso in questo 2019 - progettato dallo studio Diller Scofidio+Renfro, in collaborazione con Gensler - ha messo a disposizione altri 47mila metri quadrati, cioè un incremento di quasi il 30 per cento degli spazi.

New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)

New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)

Le gallerie del secondo, quarto e quinto piano, tra cui la nuova ala David Geffen, offrono un’esperienza più profonda dell’arte attraverso tutti i mezzi e di artisti provenienti da aree geografiche e backgrounds più disparati rispetto a prima. Un fill-rouge cronologico generale unisce i tre piani e funge da pietra miliare nell’assicurare continuità ai visitatori. Le singole gallerie approfondiscono le presentazioni di arte e idee che solo la collezione del MoMa può offrire. Più spazio dunque alle opere al di fuori dell’Europa e del Nord America, ma anche alle donne.

Partendo dall’assunto che non esiste una storia singola o completa dell’arte moderna e contemporanea, il Museo ruoterà sistematicamente e reinstallerà un terzo di queste gallerie di raccolta ogni sei mesi. Entro il 2021, il MoMa avrà ri-coreografato ciascuna delle sue gallerie attraverso il quinto, il quarto e il secondo piano e rinnoverà costantemente la presentazione. Ad esempio, Marie-Josée e Henry Kravis Studio sono il nuovo spazio per la programmazione live e sperimentale: attraverso nuove commissioni, festival e residenze, oltre a presentazioni di opere emblematiche della collezione — come l’installazione sonora immersiva Rainforest V (variante 1) del pioniere della musica elettronica David Tudor — si può interagire direttamente con artisti e opere work-in-progress e comprendere le opere chiave ed emergenti nel dialogo. Il laboratorio di creatività Paula e James Crown è uno spazio sperimentale per esplorare idee, domande e processi artistici che nascono dalla collezione e dalle mostre: si può entrare in qualsiasi momento per partecipare a vivaci conversazioni, interagire con artisti, fare arte, riflettere e rilassarsi o trovare suggerimenti per esplorare il Museo.

New York, il nuovo MoMa “più aperto”: il Museum Modern Art della Grande Mela allargat i suoi orizzonti (foto The Museum of Modern Art)

Non a caso durante la presentazione dell’ultimazione della ristrutturazione, il direttore del MoMa, Glenn Lowry ha sostenuto che il principio ispiratore è stato quello di allontarsi dall’immagine di scatole sigillate che danno molti musei: “Abbiamo voluto allontanarci da questa visione traendo vantaggio dal fatto che ci troviamo in questa affascinante parte della città di New York”.

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