Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

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La fine dell’estate negli alpeggi diventa una grande festa collettiva a Cogne, in Valle d’Aosta. La Devétéya accompagna il ritorno delle mandrie dai pascoli d’alta quota con bovine ornate, antichi simboli e una sfilata capace di raccontare la cultura alpina. La Féra completa il weekend tra prodotti tipici, artigianato, gastronomia, sfide goliardiche e convivialità. L'appuntamento è per il 26 e 27 settembre 2026.

 

(TurismoItaliaNews) La montagna torna a valle al passo lento delle mandrie, tra campanacci, bosquet colorati e una comunità pronta a celebrare uno dei momenti più attesi dell’anno. A Cogne la Devétéya é Féra rinnova un rito antico legato alla conclusione della stagione d’alpeggio, trasformando la demonticazione in una festa che unisce allevamento, tradizioni, gastronomia e vita del borgo. Ogni estate, in Valle d’Aosta, le mandrie raggiungono i pascoli d’alta quota. L’erba fresca e l’aria pura accompagnano mesi di lavoro intenso per gli allevatori, scanditi dai ritmi della montagna e dalla cura quotidiana degli animali. L’arrivo dell’autunno segna il momento del ritorno: la Devétéya, la discesa verso il fondovalle, chiude simbolicamente e concretamente la stagione trascorsa negli alpeggi.

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

A Cogne questo passaggio conserva tutta la forza di una tradizione vissuta. Il sabato le vie del borgo cambiano volto e si animano di colori e suoni per accogliere la sfilata delle bovine, ornate a festa e condotte davanti al pubblico. Non si tratta soltanto di una parata: il corteo restituisce l’importanza dell’allevamento nella cultura alpina e rende protagonisti animali e allevatori al termine di mesi trascorsi in quota. Ad aprire la sfilata è la Reina di cornes, immediatamente riconoscibile per il suo bosquet rosso. Dietro di lei procede la Reina di lacé, la bovina che si è distinta per la maggiore produzione di latte, impreziosita per l’occasione da un elegante bosquet bianco. Due figure simboliche che danno alla Devétéya un carattere solenne e insieme popolare, mantenendo vivo un patrimonio di gesti, consuetudini e riconoscimenti tramandato nel tempo.

Dalla Devétéya alla Féra, Cogne celebra le sue radici

Il ritorno delle mandrie non esaurisce il programma. La celebrazione prosegue con la Fiera di Cogne, rievocazione dell’antica fiera del bestiame che oggi affianca alla memoria del mondo rurale un vivace mercato dedicato ai prodotti tipici e all’artigianato locale. La giornata cambia decisamente ritmo nel pomeriggio con una delle iniziative più curiose e divertenti: la sfida delle rotoballe di fieno. La competizione a squadre introduce una nota goliardica nel programma e coinvolge grandi e piccoli, trasformando uno degli elementi più familiari del lavoro agricolo in protagonista di una prova capace di richiamare l’attenzione e strappare sorrisi. Tradizione significa anche cucina. Per tutto il weekend i ristoranti di Cogne partecipano alla festa proponendo i menu tematici “Les Saveurs de l’Alpage”, esperienze culinarie ispirate ai sapori della montagna. Un modo per trasferire a tavola il racconto degli alpeggi e completare la scoperta della cultura locale attraverso il gusto. Per chi desidera provarli, la prenotazione è consigliata.

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

La Cena della Devétéya, il grande convivio della comunità

Con la sera la dimensione comunitaria della manifestazione diventa ancora più evidente. La Cena della Devétéya, organizzata dalla Pro Loco di Cogne, trasforma la palestra comunale in un grande spazio conviviale. Tavole, incontri e sapori prolungano lo spirito della giornata, prima di lasciare spazio alla serata danzante che conclude la festa all’insegna della socialità. È proprio questa successione di momenti a raccontare il significato più profondo della Devétéya: il ritorno degli animali dagli alpeggi diventa occasione per riunire la comunità e condividere un patrimonio culturale che continua a trovare espressione nella vita contemporanea del paese.

Cogne, dal passato minerario alla vocazione turistica

Lo scenario è quello di Cogne, località valdostana situata a 1.544 metri di altitudine, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il paese si affaccia sull’ampio prato di Sant’Orso, annoverato tra le più vaste praterie di montagna in Europa, elemento fortemente caratterizzante del suo paesaggio. A dominare questo ambiente è il Gran Paradiso, che raggiunge i 4.061 metri ed è l’unico “quattromila” completamente compreso nel territorio italiano.

La storia di Cogne racconta anche un passato legato all’attività mineraria e all’estrazione del ferro. Oggi il paese è una delle Perle delle Alpi e una località turistica molto conosciuta, capace di conservare un’atmosfera tranquilla e accogliente. La sua vocazione all’ospitalità si è sviluppata puntando sulla qualità e, soprattutto, sul rispetto e sulla salvaguardia del patrimonio naturale. La Devétéya é Féra si inserisce così in un territorio che ha fatto dell’identità alpina uno dei propri tratti distintivi. Il passaggio delle mandrie addobbate tra le vie di Cogne, il mercato, la cucina, le rotoballe di fieno e la grande cena collettiva compongono un racconto fatto di lavoro e festa, memoria e quotidianità.

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

Valle d’Aosta, a Cogne ritorno delle regine: la Devétéya porta a valle l’antico rito degli alpeggi

Perché la discesa dall’alpeggio non rappresenta semplicemente la conclusione di un’estate trascorsa in quota. A Cogne diventa il momento in cui una tradizione torna davanti agli occhi di tutti, accompagnata dal suono dei campanacci e dai colori delle regine della mandria.

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