Egitto, nessuna camera segreta dietro alla tomba di Tutankhamon: lo confermano le ricerche dell'Università di Torino

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Eugenio Serlupini, Luxor / Egitto

E' dal 1922 che fa parlare di sé affascinando, alimentando misteri e diventando la testimonial dell'antico Egitto per antonomasia. E' la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, a Luxor, scoperta da Howard Carter e per la quale arriva ora – ad opera del Politecnico di Torino – una certezza che dissipa una delle questioni che ha sempre suggestionato: non ci sono camere nascoste nel luogo di sepoltura del giovanissimo sovrano della XVIII dinastia che salì al trono a 9 anni e morì a 18, poco prima di compierne 19. I risultati sono stati annunciati dal ministero delle antichità del Cairo.

 

(TurismoItaliaNews) A ben guardare la notizia non toglie comunque nulla allo splendore e all'alone di mistero della tomba del giovane faraone, ma semmai aggiunge un dato di conoscenza prezioso reso possibile dalle moderne tecnologie. Le ricerche geofisiche di alto livello portate avanti dall'equipe torinese forniscono la prova conclusiva della non esistenza di camere nascoste adiacenti o dentro la tomba di Tutankhamon, identificata con la sigla Kv62. In sostanza le ipotesi dell'esistenza di camere segrete o corridoi adiacenti la tomba di Tutankhamon non è supportata dai dati Gpr, acronimo che identifica la tecnologia radar Ground Penetrating Radar. Quello che finora si è pensato, era che l'ipogeo di Tutankhamon potesse nascondere quello della regina Nefertiti.

Il team che ha operato nella Valle dei Re era composto, più esattamente, da esperti dell’Università di Torino, e di due società di geofisica private, la Geostudi Aster di Livorno e la 3D Geoimaging, sempre di Torino, tutti coordinati dal professor Franco Porcelli dell'ateneo piemontese, fisico ed ex addetto culturale dell’ambasciata in Egitto. “Non è la scoperta del secolo, ma essere riusciti a dire la parola fine su questo mistero è già un grande risultato” ha commentato il professore.

L'indagine è stata condotta nel mese di febbraio 2018 ed è stata la terza di questo tipo, commissionata dal ministero egiziano per sciogliere gli ulteriori dubbi delle conclusioni contrastanti di due indagini portate a termine da gruppi di ricerca americani e giapponesi. Era stato l'egittologo britannico Nicholas Reeves ad ipotizzare nel 2015 che dietro ai dipinti murali delle pareti nord e ovest della camera mortuaria di Tutankhamon vi fosse la tomba della regina Nefertiti.

L'importanza della scoperta della tomba avvenuta nel 1922, la più famosa della storia dell'egittologia e una delle più rilevanti dell'archeologia mondiale, sta nel fatto che si tratta di una delle poche sepolture dell'antico Egitto pervenutaci quasi intatta, l'unica di un sovrano e conseguentemente, tra quelle note, la più ricca. Tra le cause della morte del giovane faraone, la malaria e la malattia di Köhler, che lo costringeva a camminare appoggiandosi a un bastone.

 

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