Lione, il patrimonio di Notre-Dame di Fourvière: dalle candele alla tecnologia della Fête des lumières

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Giovanni Bosi, Lione / Francia

C’è un luogo a Lione che è particolarmente carico di significati per gli abitanti della città dei due fiumi. Quando dici Fourvière, la storia si accende e si rivivono momenti importanti quanto difficili del passato lionese, indietro nel tempo di addirittura di oltre duemila anni: il martirio del patrono San Potino, l’incubo della peste, la guerra franco-prussiana. Ed è in tutto questo che si ritrovano le premesse di uno degli eventi più spettacolari della Lione di oggi: la Fête des lumières.

 

(TurismoItaliaNews) Con quasi mezzo milione di abitanti, Lione oggi è una metropoli nella regione di Auvergne-Rhône-Alpes, terzo centro più grande della Francia dopo Parigi e Marsiglia. Eppure a ben guardare, ha saputo conservare tutta la delicatezza di una piccola città, dove la vita è ancora slow e si scopre il piacere di andare al mercato della frutta e dei fiori sul lungofiume Saona, oppure ad acquistare libri al mercatino da cui si gode una magnifica vista di Notre-Dame di Fourvière, adagiata sulla collina al di là del grande fiume (l'altro è il Rodano).

Con il suo candore la basilica è praticamente visibile da molte zone della città ed è un punto di riferimento. Oltre che un meraviglioso capolavoro architettonico ottocentesco.

La Fête des lumières. Proprio Notre-Dame di Fourvière è il luogo-simbolo ed amatissimo dai lyonnais, legato ad un rito che si ripete ormai dall’8 dicembre 1852, da quando cioè una statua in bronzo dorato della Madonna, alta 5,60 metri, è stata eretta sul campanile della cappella della Vergine: da quella sera i lionesi accendono dei lumicini per celebrare la festa-ricorrenza, con una tradizione che si perpetua e con processioni di fiaccole che salgono dalla cattedrale di Saint-Jean verso Fourviére. E’ questa di fatto l’origine della Fête des lumières, il Festival delle luci che per 4 notti rende scintillante la città patrimonio Unesco. Una tradizione popolare che si rinnova dal 6 al 9 dicembre 2018 abbinandosi all’innovazione tecnologica, tra forti emozioni, poesia e magia spettacolare. Ogni sera, a partire dalle 20, il centro di Lione viene ridisegnato e reinterpretato dalla luce e dalla fantasia dei designer di tutto il mondo: una cinquantina di scenografie che utilizzano la luce oltre a video, creazioni sonore e arte dal vivo sulla Presqu'île, nella Vieux-Lyon e alla Fourvière, dove le scenografie sono le più spettacolari, o sulle pendici della Croix-Rousse.

Ma la storia di Notre-Dame di Fourvière e in particolare della collina di Fourvière, praticamente da sempre luogo importante della città, fa viaggiare ancor più lontano nel tempo riallacciandosi a Lugdunum, la colonia che diventerà la capitale della Gallia nel 27 a.C. e l’attuale Lione, quando si costruivano fori, templi e teatri. Nel 177, dopo il martirio di San Potino, primo vescovo della città, la collina divenne un luogo di pellegrinaggio e a partire dal 1168 si hanno notizie della costruzione di una cappella.

Il secondo capitolo è quello che si scrive nel 1643 quando gli Scabini di Lione, responsabili della città, fanno voto di salire in pellegrinaggio ogni anno a Fourvière e di offrire uno scudo d'oro e un cero di 3 chili e mezzo se la città viene liberata dalla peste. Il loro voto è esaudito e l’epidemia finisce. Così ancora oggi, tutti gli anni, l’8 settembre, festa della Natività della Vergine, le autorità cittadine salgono a Fourvière per la Messa del rinnovo del “Voto degli Scabini”.

Il terzo capitolo è datato 1870, durante la guerra franco-prussiana: i lionesi chiedono la protezione della Vergine Maria e fanno voto di erigere un grande santuario in suo onore se la guerra risparmierà Lione. La loro preghiera è esaudita e, come ringraziamento, nel 1872 parte la costruzione di Notre-Dame di Fourvière. Inizia allora un grande slancio di generosità (con le famiglie che offrono somme di denaro, talvolta anche modeste, così come gioielli e abiti liturgici) che dura ancora oggi.

Il primo architetto della basilica è Pierre Bossan: costruisce un edificio che manifesta “la potente misericordia di Dio” che libera dal male; la sua opera è proseguita dall’architetto Sainte-Marie-Perrin. Vista da fuori, la Basilica assomiglia a una fortezza che simboleggia la forza data dalla fede in Dio; all’interno, l’immagine riuscita è quella di una “casa d’oro”, per esprimere la bellezza della gloria di Dio in Maria, modello di santità per i cristiani.

Il patrimonio Unesco. Lione in due millenni ha continuato a svolgere un ruolo importante nello sviluppo politico, culturale ed economico dimostrato dal suo tessuto urbano e dai molti bei palazzi storici di tutti i periodi che documentano in modo eccezionale la continuità di un insediamento urbano di grande importanza commerciale e strategica, dove le tradizioni culturali di molte parti d’Europa si sono unite per creare una comunità permanente coerente e vigorosa. Con una particolarità che poche città possono vantare: invece di ricostruire su se stessa, Lione si è progressivamente estesa verso est, conservando così tutte le forme di pianificazione urbanistica delle diverse epoche l’una a fianco dell’altra. Modelli urbanistici e stili architettonici che si sono sviluppati e migliorati nel corso dei secoli e hanno continuato ad evolversi senza interruzioni.

Per saperne di più
fetedeslumieres.lyon.fr
lyon-france.com
fourviere.org

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