Giardini Botanici Hanbury: in Liguria eccezionali collezioni di piante rare e aspetti irripetibili del paesaggio costruito e naturale

Il paesaggio italiano è un immenso giardino nel quale brillano, come in una costellazione, numerosi parchi e giardini importanti, luoghi ricercati da visitatori, soprattutto stranieri, che sanno apprezzarne i valori culturali e la serenità che trasmettono.

È in Italia che sono nati i primi orti botanici moderni. In Liguria nei Giardini Botanici Hanbury, un promontorio della Riviera dei Fiori, l'uomo ha saputo unire aspetti irripetibili del paesaggio costruito e naturale con testimonianze della storia e dell'arte accanto a eccezionali collezioni di piante rare.

 

 

(TurismoItaliaNews) La storia dei Giardini Botanici Hanbury comincia nel 1867 quando Thomas Hanbury, ricco commerciante inglese che aveva fatto fortuna in Estremo Oriente, appena trentacinquenne acquistò le terre di Capo Mortola per farne la propria residenza in Italia. Oggi i Giardini Botanici Hanbury sono una delle massime espressioni di una serie di splendidi giardini che caratterizzano la costa dall'uno e dall'altro lato del confine italo-francese, realizzati da notabili italiani o, più spesso, stranieri spinti dall'amore per le piante e dal tentativo di emulare quanto Sir Thomas Hanbury, con spirito pratico e filantropico, realizzava per lo sviluppo della Riviera di Ponente nei primi decenni di vita dello Stato italiano.

 

I Giardini Botanici Hanbury sono indicati rigorosamente al plurale, perché offrono una varietà di aspetti: la collezione di succulente, il giardino dei profumi, la foresta australiana, il giardino giapponese, la collezione di mimose, l'agrumeto storico, il roseto, il viale delle cycadee... Si presentano oggi con aspetti originari, nei quali si riconosce l'impostazione tracciata da Thomas Hanbury, con la collaborazione del fratello maggiore Daniel e di eminenti giardinieri-botanici quali Ludwig Winter e Alwin Berger, e con aspetti riferiti agli incrementi e alle trasformazioni realizzate sotto l'impulso di Dorothy Symons-Jeune, nuora di Thomas Hanbury, nella prima metà del Novecento. Nonostante l'occupazione di truppe militari e gravissimi danni bellici subiti, le finalità e l'impianto sono ancora oggi quelli originari, propri di un giardino di acclimatazione che accoglie una collezione di circa 3500 specie di piante ornamentali, officinali e da frutto provenienti da paesi a clima mediterraneo e, in genere, temperato di ogni parte del mondo.

Giardini Botanici Hanbury, il busto di Sir Thomas Hanbury

“La rinascita dei Giardini Botanici Hanbury che ogni anno, con la loro eccezionale diversità di piante, richiamano circa 50 mila visitatori, è dovuta all'impegno profuso soprattutto nell'ultimo trentennio dall'Università degli Studi di Genova – spiega Mauro Giorgio Mariotti, presidente dei Giardini Botanici Hanbury dell’Università degli Studi di Genova - che, succeduta nella gestione all'Istituto Internazionale di Studi Liguri, opera in collaborazione con enti Pubblici, in particolare con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, con la Regione Liguria (Capo Mortola è un'Area Protetta regionale), con la Provincia di Imperia e con il Comune di Ventimiglia. All'interno del Complesso non sono presenti solo fiori e piante, ma anche elementi d'interesse storico-artistico e architettonico, un Erbario con circa 15.000 campioni e un piccolo Museo del legno”.

 

I giardini si trovano sul territorio di una antica villa patrizia fondata nell'XI secolo, probabilmente sui resti di un antico insediamento romano, e sono attraversati da un tratto dell'antica Via Julia Augusta: questi elementi attribuiscono ai Giardini Botanici Hanbury anche un notevole interesse archeologico. E infatti costituiscono non solo un luogo da visitare, ma anche un centro di ricerca. Qui sono svolti studi di carattere storico e sistematico sia strettamente interni ai Giardini sia nel territorio circostante. Qui è presente il Laboratorio per la conservazione della diversità vegetale ligure, con annessa Banca del germoplasma che permette di conservare i semi delle specie a rischio di estinzione studiandone nel contempo la germinabilità. La sperimentazione si estende, poi, agli aspetti colturali sviluppando metodi di lotta biologica e di coltivazione eco-sostenibile.

 

Nel 1960 l'intero complesso dei Giardini Botanici Hanbury è stato acquisito in proprietà dallo Stato al fine di garantirne la piena integrità per i secoli a venire, e soprattutto per consentire una pubblica fruizione e utilizzo, tale da rafforzarne la funzionalità, in un'ottica legata alle ricerche botaniche in ambito nazionale e internazionale, ed anche al fine di arricchire un'offerta turistica di qualità, quale è quella espressa dall'intero territorio di Ventimiglia (insieme al Forte dell'Annunziata — sede del Museo Civico Archeologico "Girolamo Rossi" —, al Museo dei Balzi Rossi e all'area archeologica di Albintimilium, senza dimenticare i numerosi nuclei storici dei centri frazionali).

 

E proprio l’Italia nel 2010 ha dedicato un francobollo ai Giardini Botanici Hanbury, dei quali è stato riprodotto uno scorcio con, sullo sfondo, la villa affacciata sul Mar Ligure ed immersa nella caratteristica macchia mediterranea e tra rare piante esotiche.

Giardini Botanici Hanbury
Centro di servizio di Ateneo
Università degli Studi di Genova
Corso Montecarlo, 43 - La Mortola
18039 - Ventimiglia (Im)
www.giardinihanbury.com

 

 

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