[ REPORTAGE ] Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

images/stories/turchiaEfeso/Efeso2.jpg

 

Giovanni Bosi, Efeso / Turchia

E’ una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico; è stata una delle più grandi città ioniche in Anatolia; è una delle sette città indicate nell’Apocalisse di Giovanni, è la città natale dello scrittore Androne, autore dell’opera sui Sette Sapienti; è stata sede di famosi Concili. Tanto basta per qualificare Efeso, nell’attuale Turchia, un luogo straordinario da visitare. E la meraviglia c’è davvero davanti all’imponente Biblioteca di Celso, pezzo forte del sito archeologico. Inevitabilmente tutto questo l’Unesco lo ha dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità.

 

(TurismoItaliaNews) Quando si entra nell’area archeologica di Efeso si ha subito la sensazione di essere davanti a qualcosa di grandioso, di affascinante, di imponente. Pietra su pietra, ben più di semplici resti antichi che si rivelano essere un libro di storia tutto da leggere. E’ come aver attraversato una stargate e trovarsi all’improvviso indietro di migliaia di anni. Non a caso questa città situata in Lidia alla foce del fiume Kaystros, ogni anno è meta di migliaia e migliaia di visitatori che arrivano da tutto il mondo. Ma Efeso è qualcosa da apprezzare poco per volta, possibilmente a più riprese, anche se la maggior parte dei turisti (gran parte dei quali arrivano qui attraverso i tour delle crociere nel Mediterraneo) sono obbligati al classico “mordi e fuggi”.

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

C’è tanto da vedere, perché si tratta sostanzialmente di un’intera città, di cui si legge benissimo l’impianto urbanistico e di cui si riesce perfino ad immaginare, percorrendone le strade lastricate, come qui scorreva la vita quotidiana nel periodo del suo massimo fulgore. La storia di questa città parte da lontano: basti considerare che i più antichi reperti storici di Efeso sono del XV e XIV secolo avanti Cristo. E’ stata un importante e ricco centro commerciale e dal 29 a.C. è anche diventata la capitale della provincia romana di Asia.

Questo luogo straordinario è Patrimonio Unesco

Neanche a dirlo, l’Unesco dal 2015 ha voluto classificarla come Patrimonio dell’Umanità. Del resto Efeso comprende successivi insediamenti ellenistici e romani fondati su nuove località, che seguivano la linea costiera mentre si ritirava verso ovest. Gli scavi hanno rivelato grandiosi monumenti del periodo imperiale romano, tra cui la Biblioteca di Celso e il Grande Teatro. Rimangono pochi resti del famoso Tempio di Artemide, una delle “Sette Meraviglie del Mondo”, che attirava pellegrini da tutto il Mediterraneo. Dal V secolo, la Casa della Vergine Maria, una cappella cruciforme a cupola a sette chilometri da Efeso, divenne un importante luogo di pellegrinaggio cristiano. Nel IV secolo a.C., Lisimaco, uno dei dodici generali di Alessandro Magno, fondò la nuova città di Efeso, lasciando la vecchia città intorno all'Artemision. Quando l'Asia Minore fu incorporata nell'Impero Romano nel 133 a.C., Efeso fu designata dunque come capitale della nuova provincia Asia.

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’UmanitàL’Unesco sottolinea come l’antica città di Efeso (la moderna Izmir) è un esempio eccezionale di città portuale romana, con tanto di canale marino e bacino portuale. All'interno di quello che un tempo era l'estuario del fiume, è possibile tracciare una storia di insediamento continua e complessa a Efeso a partire dal settimo millennio a.C. presso il tumulo di Cukurici fino al presente a Selçuk. I visitatori oggi possono raggiungere il sito della città ellenistica e romana tramite due porte d’entrata. Seguendo la strada che porta a Kusadasi, si entra ad Efeso per la porta del Porto e il percorso che ne scaturisce, si rivela essere portentoso perché procede in un crescendo di emozioni. Finché non ci si trova davanti al pezzo forte: la famosissima Biblioteca di Celso realizzata in età traianea in onore di Gaio Giulio Celsius Polemaius, l’illustre personaggio che ricoprì tutte le cariche previste dal cursus honorum romano.

L’importanza dell’edificio (che costituisce il monumento sepolcrale dello stesso Celso, la cui tomba si trovava al di sotto della costruzione) è ulteriormente attestata dalla posizione in una zona nevralgica della città, a ridosso della grande agorà commerciale. Un incendio nel 260 lo ha semidistrutto, ma per fortuna è stata risparmiata la facciata. Vi si accede tramite una scala larga 21 metri e composta da 9 gradinate. La biblioteca, a due piani, misura 16 metri d’altezza e la facciata era ornata da nicchie che contenevano statue anche di bronzo. La tecnica edilizia utilizzata è l'opera laterizia, con l'impiego di pietrame. Quattro statue femminili sono oggi esposte nel Museo delle Belle Arti di Vienna: è stato infatti un gruppo di archeologi austriaci ad effettuare gli scavi dell’edificio nel ventesimo secolo e a ricomporne le decorazioni (indicate come esempio di “barocco asiatico”) oltre a riportare alla luce nel cortile anteriore una fontana del IV secolo con altorilievi che illustrano scene della guerra vinta dall'imperatore Marco Aurelio e guidata da Lucio Verio contro i Parti.

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Ma tra le rovine di Efeso da ammirare ci sono anche il teatro, il ginnasio, i bagni, l'agorà. Il Grande Teatro (costruito nel periodo romano nel I o II secolo durante il regno dell'imperatore Claudio e terminato sotto quello di Traiano) è un’opera magnifica che si estende sul fianco del monte Pion e poteva contenere 25.000 persone. E poi le Terme della Scolastichia, il Tempio di Serapide (datato al II secolo e dedicato alla dea egiziana), la Casa del piacere (occupata da donne belle e di buona cultura), la Porta di Mazzeo e Mitridate (è l’accesso dell'Agorà commerciale e rappresenta il più bel monumento restaurato negli ultimi anni), l’Odeon (un piccolo teatro e alla data del II secolo), le antiche abitazioni, il Tempio di Adriano (costruito in stile corinzio), il Ginnasio di Vedio (fatto costruire dal ricco efesino Vedius Antonius nel 150, era dedicato alla dea Artemide e all’imperatore Antonino Pio. Qui sono trovate numerose statue, due delle quali del Dio-Fiume, esposte al Museo archeologico di Izmir). E ancora lo Stadio, la Borsa Romana o doppia Chiesa di Santa Maria, e la Strada dei Cureti, via che si estende dalla porta di Eraclito alla Biblioteca di Celso.

La Via Arcadiana, così chiamata in onore dell'imperatore Arcadio (395-408) che la restaurò, collegava la piazza del Porto con il teatro ed era una della più importanti strade della città: era lunga 600 metri e larga 11, lastricata con mosaici e fiancheggiata da portici coperti che proteggevano i passanti in inverno dalla pioggia ed in estate dal sole.

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

Le antiche città ai tempi di Efeso

Oltre ad Efeso le grandi città ioniche furono Priene, Mileto, Teos, Samos, Chios, Focea, Mionte, Lebedos, Clazomenes, Eritrea e Colofone. L'alfabeto ionico fu il più conosciuto fra le variazioni orientali dell’alfabeto classico greco. Quello utilizzato a Mileto fu ufficialmente riconosciuto da Atene nel 403 avanti Cristo e verso la metà del IV secolo a.C. adottò, come l'alfabeto greco, 24 lettere.

I Concili e la Grotta dei Sette Dormienti

I famosi concili di Efeso (431 e 449 dopo Cristo) si sono svolti nella chiesa di Santa Maria, costruita nel IV secolo e i cui ruderi si trovano vicino alle terme. Non lontano dalla zona degli scavi c’è la grotta chiamata dei “sette dormienti” che, secondo tradizioni e leggende risalenti al III secolo, venne usata da alcuni giovani in contrasto con il potere romano dell'epoca.

Biblioteca di Celso, un tesoro dell’arte antica nella Turchia più bella: per l’Unesco è Patrimonio mondiale dell’Umanità

© TurismoItaliaNews.it | riproduzione riservata

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – twitter: @giornalista3

 

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Instagram

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...