A Mandawa, la città degli havelis riccamente decorati: nel Rajasthan un tesoro da vedere

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Reportage: gli antichi Palazzi raccontano fasti ed eccessi dei secoli scorsi

Giovanni Bosi, Mandawa / India

Bellezza e decadenza. E’ un’insostenibile leggerezza dell’essere quella dell’incredibile Mandawa, la cittadina del Rajasthan indiano che possiede un patrimonio artistico meritevole di essere inscritto nella World Heritage List dell’Unesco: sono gli havelis, ovvero sontuosi palazzi privati riccamente decorati. Ma che di fatto sono abbandonati a se stessi dopo il lustro e la potenza dei secoli scorsi. Ormai solo un ricordo.

 

(TurismoItaliaNews) Mandawa, nella regione dello Shekhawati, a circa 200 chilometri di distanza da Delhi, non è certo una città fantasma. Anzi, è più vitale che mai. Un nugolo di ragazzini curiosi ci accompagnano durante la nostra visita, mentre diversi bovini bivaccano indisturbati lungo le strade in terra battuta, così come tradizione vuole. La quotidianità del commercio e delle relazioni umane che un tempo avevano reso ricca e fiorente questa cittadina, oggi sono solo un ricordo e le attività che resistono è come se si trascinassero stancamente.

Eppure è tutto questo che rende Mandawa un luogo affascinante e in cui perdersi con piacere. Si potrebbe dire che questo è uno dei posti in cui si vede e si vive da protagonisti la vera India di provincia, lontano dalle metropoli del sub continente. In effetti trovarsi a Mandawa è come compiere un salto indietro nel tempo ritrovandosi nel XVIII secolo, di cui in ogni angolo si conserva intatto – se non la forma e la sostanza - almeno lo spirito. Qui si arriva in genere con un tour che parte da Jaipur e l’ideale è visitarla di pomeriggio, quando poi al tramonto il colore dorato assicura suggestioni ancora più grandi.

Tutto nasce dal fatto che a partire dal XVIII secolo a Mandawa le ricche famiglie dedite al commercio hanno cominciato a realizzare palazzi secondo l'architettura indù abbondando in decorazioni (con soggetti religiosi tradizionali e scene di vita dei secoli precedenti), cortili, chiostrine e interni lussuosi che in alcuni casi sono rimasti pressoché intatti grazie alla trasformazione degli edifici in albergo. Certo è che l’insieme appare impressionante e inimmaginabile in un luogo come questo, la cui nascita è legata al clan Sub Bhojraj Ji Ka di Shekhawat Rajput e la fondazione attribuita a Mandu Jat. Mandawa, remoto principato feudale, era un vero e proprio avamposto commerciale per le antiche vie carovaniere che passavano di qui provenienti dalla Cina e dal Medio Oriente. Nawal Singh Thakur, il sovrano Rajput di Nawalgarh e Mandawa, costruì una fortezza nel 1755 per proteggere l’avamposto stesso, intorno alla quale è cresciuta una borgata che ha finito con il dare vita ad una grande comunità di commercianti insediatisi nella zona.

Il particolare essenziale è l’unicità di ciascun haveli, realizzato sulla base del gusto e dell’originalità del suo fondatore: così l’occhio curioso indaga sui dettagli di Hanuman Prasad Goenka Haveli, Goenka Doppia Haveli, Murmuria Haveli, Jhunjhunwala Haveli, Mohan Lal Saraf Haveli e Gulab Rai Ladia Haveli, ognuno con le proprie caratteristiche. Non è un caso che la cittadina sia stata denominata la “galleria d'arte all’aperto" del Rajasthan, anche se poi l'intera regione di Shekhawati è costellata di palazzi affascinanti con le pareti riccamente dipinte.

Tra gli edifici più belli, sono da segnalare Sewaram Saraf Haveli, famoso per la sua architettura e la pittura, scelta anche da Bollywood come location per film di successo; Ram Pratap Nemani Haveli, recentemente convertito in “heritage hotel” nel quale si conservano affreschi del XVIII secolo; un po’ come Vivaana Culture Hotel, accattivante per le sue superbe decorazioni. Oppure Hanuman Prasad Goenka Haveli, nel quale un dipinto raffigura Indra Dev su un elefante e Lord Shiva sul suo toro Nandi. Il Goenka Doppia Haveli ha una facciata monumentale illustrata con elefanti e cavalli e arricchito da balconi, nicchie e piani superiori sporgenti con disegni e dipinti raffiguranti dalle donne del Rajasthan in abiti tradizionali a motivi religiosi, fino ad ornamenti in stile vittoriano.

E ancora il Murmuria Haveli, con raffigurati treni, auto, Giorgio V e Venezia, eseguiti sulle pareti nel corso del 1930 da parte Balu Ram, uno degli ultimi artisti nella regione specializzati in questo lavoro. Le immagini - come Lord Krishna con le sue mucche nel cortile inglese e un giovane Nehru su un cavallo e la bandiera nazionale - mescolano Oriente ed Occidente.

Ma ci sono anche Jhunjhunwala Haveli, Mohan Lal Saraf Haveli, Gulab Rai Ladia Haveli (dove aloni blu qua e là tradiscono la censura delle scene erotiche che erano state invece comunemente accettate in origine), Bansidhar Newatia Haveli, Lakshminarayan Ladia Haveli… Veri e propri capolavori che meriterebbero un’efficace tutela e un’azione di restauro delle decorazioni per consentire di tramandarne la storia alle generazioni future.

 

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