Dal Paleolitico al Medioevo, un viaggio nel Cilento tra mari e monti sulle tracce dell’Uomo di Neanderthal

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Giovanni Bosi, Marina di Camerota / Campania

Più che un turista ante-litteram, verrebbe quasi da pensare che abbia scelto un luogo bellissimo per abitare e proteggersi. In realtà se il Cilento infatti oggi è posto straordinario (sia lungo la costa che al suo interno) le condizioni ambientali tra i 200 000 e i 40 000 anni fa non erano proprio quelle attuali, anzi erano totalmente diverse. Ecco perché entrare nelle grotte che costellano la costiera di Camerota sulle tracce dell’Uomo di Neanderthal vissuto nel Paleolitico medio, è un viaggio affascinante e suggestivo.

 

(TurismoItaliaNews) La valorizzazione dei siti preistorici è uno dei punti di forza della promozione territoriale del Comune di Camerota, impegnato attraverso una serie di alleanze istituzionali che spaziano dai cofinanziamenti europei fino al supporto scientifico dell’Università di Siena in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Campania, al recupero e alla riqualificazione dei valori antropici e naturali esistenti nel territorio.

L’Uomo di Neanderthal e l’Uomo Anatomicamente Moderno (Homo sapiens) si sono evoluti in aree geografiche separate (rispettivamente in Europa e in Africa) da un antenato comune: l’Homo heidelbergensis. La peculiare struttura facciale dei Neandertaliani è dovuta alla presenza di un potente sistema scheletrico - muscolare dell’apparato masticatorio, legato all’utilizzo abituale dei denti come "terza mano" (soprattutto nell’attività di lavorazione delle pelli).

Il punto di partenza è il Muvip, ovvero il Museo virtuale del Paleolitico che si trova nel porto di Marina di Camerota, dove avviene il primo approccio con queste fantastiche testimonianze. Chi siamo e da dove veniamo è un tema che intriga da sempre e da queste parti le risposte sono tangibili e perfino visive. Ad arricchire il fascino è che queste grotte scelte dall’Uomo di Neanderthal per essere la sua “casa” si affacciano sul mare Tirreno, il cui assetto mutato nel corso dei millenni ha aggiunto molto del suo.

Ovviamente l’azione di valorizzazione riguarda pure l’interno del territorio: “Il Museo Virtuale Paleolitico nasce con l’obiettivo di trasmettere a tutti l’importanza storica, naturalistica, geologica ed archeologica delle grotte della costa di Marina di Camerota – ci spiega il sindaco Antonio Romano - e di favorire, attraverso l’elaborazione di una serie di percorsi tematici, la conoscenza di un’area dal forte potenziale, quella delle frazioni interne al rinomato litorale. Se infatti il litorale, grazie alla bellezza delle sue coste e allo splendore delle sue acque, è da anni molto frequentato e conosciuto, non altrettanto lo sono le frazioni dell’interno: Camerota, Licusati e Lentiscosa, che presentano una serie di peculiarità non note ai più e che, attraverso queste azioni, vogliamo portare all’attenzione del pubblico”.

A due passi dal Muvip e a pochi metri dal mare, c’è la Grotta della Cala, dove le testimonianze archeologiche indicano una frequentazione iniziale da parte di gruppi Neandertaliani nel Paleolitico medio, ed un più sistematico utilizzo della grotta da parte di Uomini anatomicamente moderni (Homo sapiens) succedutisi nel tempo, fra 30.000 e 10.000 anni or sono, con una interruzione (come nella Grotta della Serratura) fra 24.000 e 16.000 anni fa, in corrispondenza dell’ultimo periodo di massimo raffreddamento climatico.

L’emozione è forte quando ci si addentra nella grotta, di cui al momento è visitabile soltanto una parte attrezzata per ammirarne ogni dettaglio grazie all’allestimento e ai pannelli illustrativi curati dall’Università di Siena. La pianta della caverna ha una forma a clessidra ed è composta da un’antegrotta e da un retrogrotta, collegati da strozzatura: al suo interno gli archeologi hanno condotto scavi ed analisi e raccolto reperti preziosi. Gli strati più significativi sono quelli di un particolare periodo culturale del Paleolitico Superiore, chiamato Gravettiano, circa tra 27.000 e 24.000 anni fa: “Questi livelli – spiegano i ricercatori dell’ateneo senese - sono caratterizzati da un’ampia varietà di strumenti in pietra, come grattatoi e punte a dorso, da abbondanti resti faunistici, conchiglie marine utilizzate come ornamenti, manufatti in osso e focolari. L’economia di caccia era basata soprattutto sullo sfruttamento del cervo. Dagli strati più recenti, infine, provengono interessanti reperti: dal Mesolitico un ciottolo dipinto, dal Neolitico una sepoltura infantile e dalla successiva Età del Rame dei contenitori in ceramica e alcuni ami in osso, ingentiliti dalla forma a pesciolino dell’attacco a cui si fissa il filo della lenza”.

Le indagini archeologiche iniziate negli anni '60 del Novecento proseguono tuttora e i risultati aprono una vera e propria finestra sulle popolazioni preistoriche vissute nel Cilento a partire da circa 50.000 anni fa. Un salto indietro nel tempo: la Grotta della Cala si apre in una roccia calcarea formatasi tra 210 e 195 milioni di anni fa; i processi carsici che hanno agito nel corso del tempo geologico hanno portato alla dissoluzione e all’erosione meccanica del calcare fino ad originare una grande cavità. Tali processi si sono concentrati lungo una linea di debolezza della roccia (chiamata “diaclase”).

“I più antichi depositi all'interno della grotta – ci spiegano i ricercatori - sono di origine marina e si sono accumulati molto tempo prima dell’occupazione umana, durante una fase climatica in cui il livello del mare era più alto dell’attuale. Questa fase è documentata dai sedimenti conglomeratici e sabbiosi osservabili all’ingresso della grotta. Questi costituiscono il ‘pavimento’ sopra il quale si sono successivamente depositati i sedimenti che contengono le testimonianze relative alla diverse occupazioni dell'Uomo preistorico”.

Nella foto sotto, ricostruzione scientifica dell'Uomo di Neanderthal realizzata dall'Università di Siena esposta nella Grotta della Cala

Raggiungibile dal mare c’è la Grotta della Serratura, che si apre nell’area costiera orientale di Marina di Camerota, dove le indagini hanno interessato due aree, una nel fondo grotta e una nell'atrio. La Grotta e Riparo del Poggio è un complesso situato su uno sperone calcareo, costituito in origine da un’unica caverna formata da una cavità più piccola, l’attuale grotta, che funzionava da galleria di drenaggio di una grotta enorme, l’attuale Riparo. Numerosi reperti litici e faunistici sono stati lasciati dai gruppi umani che hanno frequentato il sito fra 200.000 e 40.000 anni fa e che permettono di capire sia l’evoluzione tecnologica di queste antiche popolazioni di ceppo Neandertaliano che i cambiamenti climatici intercorsi. Dai livelli più antichi provengono resti di elefante, rinoceronte e, cosa rara, due resti umani: un molare e un osso della caviglia. Dagli strati più recenti, invece, provengono interessanti manufatti: punte, lame e raschiatoi, che rivelano l’abilità nell’attività di scheggiatura della pietra da parte dell’Uomo di Neandertal.

La Grotta del Noglio si trova lungo la costa ad est di Marina di Camerota, vicino all’insenatura di Porto degli Infreschi. Oggi la caverna non è raggiungibile dalla terraferma: l’unico ingresso si apre in una parete verticale affacciata direttamente sul mare, a circa tre metri d’altezza. La caratteristica forma dell’apertura ha dato origine, negli anni, a diverse leggende sulla sua origine. Pochi ma significativi indizi hanno rivelato agli archeologi che l’uomo ha abitato questo luogo in diverse epoche della preistoria. Nonostante la limitata estensione dell’area, sono stati portati alla luce numerosi manufatti, di cui i più significativi sono sicuramente i contenitori in ceramica.

Il sito del Muvip di Camerota

Per saperne di più
www.comune.camerota.sa.it

 

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