Sa Sartiglia, la tradizione della corsa di Oristano

Oristano, antica città sarda di origine medievale, per la sua storia e le straordinarie testimonianze architettoniche e artistiche del suo prezioso passato, rappresenta una delle realtà più importanti dell’immenso e variegato patrimonio culturale della Sardegna. E nel periodo di Carnevale l’appuntamento è con la Sartiglia, una delle manifestazioni più insolite e spettacolari, festa che racchiude in sé il fascino delle crociate e dei tornei cavallereschi medievali. Non manca neanche il risvolto filatelico…

 

(TurismoItaliaNews) L’appuntamento è per il 6 e l’8 marzo 2011 quando tornano protagonisti Su Componidori, i capocorsa delle due antiche corporazioni dei Contadini e dei Falegnami, scelti tra i cittadini più stimati dalla popolazione: il primo corre domenica 6 marzo e il secondo l’8, martedì grasso. In quei giorni la città si ferma e punta i riflettori sugli audaci e temerari cavalieri che vestono abiti tradizionali sfarzosi e ricercati e a cavallo, su un tracciato di terra e fieno, danno prova di abilità cercando di infilare la propria spada nel piccolo foro di una stella argentata, appesa a un nastro. La tradizione vuole che quante più saranno le stelle infilate, tanto più fortunato e benevolo sarà l’anno in corso.

Il percorso della Sartiglia ha come teatro le strade storiche della città. Al termine della vestizione de su Componidori, che in genere si svolge fuori dal centro storico della città, il corteo si dirige verso la via del Duomo dove avviene la corsa alla stella. Sino al 1907, presso l’attuale Piazza Manno, i cavalieri attraversavano la Porta a Mare per poter raggiungere la cattedrale, entrando da quella che un tempo costituiva la porta d’accesso alla città murata per chi arrivava da Sud. In quell’anno l’edificio venne abbattuto perché reputato di scarso valore storico artistico. Risultava inoltre già in rovina la Torre di San Filippo, adiacente al palazzo di residenza dei sovrani medievali, situato in prossimità dell’attuale carcere. Proprio dallo spazio antistante il carcere, prende il via la corsa del cavaliere che tenta di cogliere la stella, retta dal nastro verde teso sotto il campanile trecentesco della cattedrale dell’Arcidiocesi Arborense.

La passione e la cura del dettaglio

Tutto comincia con il solenne rituale della vestizione dei Componidori: salgono su un tavolo addobbato con fiori e nastri, mentre le massaieddas, ragazze vestite con il costume tradizionale oristanese, portano loro gli abiti e li aiutano a vestirsi. Il momento clou è quando i due cavalieri indossano la maschera sul volto e diventano ufficialmente i re indiscussi della corsa. I brindisi e i festeggiamenti della gente li accompagnano ai cavalli, bellissimi destrieri preparati per la festa. Con il corteo arrivano alla cattedrale da dove parte la Sartiglia. Tutt’intorno la gente indossa eleganti costumi medievali mentre l’atmosfera richiama i giochi equestri e lo spirito cavalleresco dell’epoca di Eleonora d’Arborea, sovrana illuminata del Trecento, la cui maschera sfila maestosa per le strade di Oristano.

La preparazione del Carnevale di Oristano dura un anno intero, con gli artigiani che preparano con maestria e passione i costumi tradizionali di dame, cavalieri, tamburini, capocorsa, figuranti e persino per i cavalli che devono essere bardati a festa. Nastri rosa, rossi e azzurri, maschere bianche e borchie d’argento, cilindri, fiori e campanelli addobbano i costumi sfarzosi e colorati di chi partecipa con orgoglio alla festa.

Gli antichi documenti di età spagnola

Alla città di Oristano di età spagnola si riferiscono i più antichi documenti della Sartiglia. Attualmente non sappiamo se anticamente la stessa autorità cittadina organizzasse l’evento della corsa alla stella in occasione di particolari festività, nè conosciamo in quale momento storico i gremi iniziarono a curarne l’organizzazione. La più antica tradizione, tramandata oralmente dagli oristanesi e in particolare dai partecipanti alla manifestazione, siano essi vecchi componenti dei gremi o anziani cavalieri, vuole che dall’origine la Sartiglia non abbia conosciuto interruzione e che ogni anno, con buone o cattive condizioni climatiche, sia in tempo di guerra che di pace, la Sartiglia si sia corsa e che su Componidori abbia guidato il cerimoniale della corsa. Da cinquecento anni la Sartiglia caratterizza la storia della città. Per questa sua lunghissima storia la corsa penetra nel profondo la cultura e la società della città di Oristano, con la magia di offrirsi in ogni edizione rinnovata e ricca del suo antico passato.

La spettacolare corsa delle pariglie

Il Carnevale finisce con la spettacolare corsa delle pariglie lungo via Mazzini, quando un centinaio di cavalieri a gruppi di tre e al suono dei tamburi percorre al galoppo le strade del centro, esibendo le proprie abilità. La sfilata dei cavalieri si conclude al tramonto, quando i due Componidori vengono aiutati a svestirsi, tra brindisi e balli, che si protraggono fino a tarda notte.

Il collezionismo e la Sartiglia

Per divertirsi a Carnevale può esserci anche un altro sistema: il collezionismo. Ad esempio raccogliendo gli annulli postali che nelle diverse località italiane sedi di blasonate manifestazioni carnascialesche, si mettono in uso per sottolineare il proprio evento e magari per spedire per posta emozioni e sensazioni che si possono provare partecipando da protagonisti ai corsi mascherati. Ad Oristano c’è una lunga tradizione anche su questo fronte: il 6 e l’8 marzo saranno utilizzati due annulli postali speciali da parte di Poste Italiane, riallacciandosi idealmente al francobollo che nel 2010 l’Italia ha voluto dedicare alla manifestazione che rientra nell’ambito più generale delle corse all’anello. I più antichi documenti riguardanti la storia della Sartiglia di Oristano, custoditi nell’Archivio Storico cittadino, si trovano in un registro di consiglieria datato 1547-48 in cui si parla di una Sortilla organizzata in onore dell’Imperatore Carlo V probabilmente nel 1546.

 

Il sito ufficiale della manifestazione

 

 

Per le immagini si ringrazia per la cortesia la Fondazione Sa Sartiglia Onlus

 

 

 

 

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