CAMPANIA | Patto territoriale fra la Reggia di Caserta e sei Comuni per il recupero e la valorizzazione dell'Acquedotto Carolino

images/stories/campania/CasertacquedottoCarolinoViadottoPontiValleMaddaloniPhA_Gentile.jpg

Un protocollo d'intesa per il recupero, la valorizzazione e la promozione dell'Acquedotto Carolino. A firmarlo ad Airola, in provincia di Benevento, il direttore della Reggia di caserta Mauro Felicori e i sindaci di Airola, Bucciano, Durazzano, Moiano, Sant'Agata de Goti e Valle di Maddaloni.

 

(TurismoItaliaNews) Per lo sviluppo del territorio il turismo può ricoprire una straordinaria importanza e assumere una valenza strategica, ma occorre un sistema che rafforzi la competitività e la capacità attrattiva dell'economia locale, dando importanza alle autonomie territoriali e assegnando alla Reggia di Caserta un ruolo di catalizzatore. Di qui la volontà di stilare patti territoriali con le principali aree della Campania interna.

Con la sua sottoscrizione la Reggia e tutti i Comuni interessati si impegnano a collaborare nella comunicazione, nella redazione di progetti comuni, nello scambio di esperienze e buone pratiche, nei rapporti con le autorità provinciali, regionali, nazionali ed europee, nella ricerca di finanziamenti, nella promozione turistica. In particolare si intende promuovere l'offerta turistica attraverso la valorizzazione delle proprie peculiari caratteristiche paesaggistiche, ambientali, etnografiche, artistiche, archeologiche, monumentali, storiche e religiose, anche favorendo la destagionalizzazione degli arrivi.

L’acquedotto, denominato Carolino in onore del re, è una grandiosa opera di ingegneria idraulica e costituisce sicuramente una delle più importanti opere pubbliche realizzate dai Borbone. Originato dall'esigenza di approvvigionare la grande città che sarebbe sorta intorno alla reggia e al fine di potenziare l’alimentazione idrica della città di Napoli, l’acquedotto doveva servire anche al rifornimento idrico delle reali delizie e all’alimentazione delle fontane e dei giochi d’acqua presenti. A partire dal 1752, nel “ tenimento” di Airola, alle falde del Taburno, a 254 metri sul livello del mare, furono individuate numerose sorgenti, tutte appartenenti al principe della Riccia, che ne fece dono al re. Acquisito il benestare del sovrano si passò alla fase operativa dividendo il lavoro in tre tronchi: dal Fizzo al monte Ciesco; da quest’ultimo al monte Garzano; dal Garzano alla reggia.

Il condotto, largo 1.20 metri, alto 1.30 e lungo 38 chilometri, è quasi interamente interrato, tranne le parti che passano sui ponti, ed è segnalato da 67 torrini, caratteristiche costruzioni a pianta quadrata e copertura piramidale, destinate a sfiatatoi e ad accessi per l’ispezione. I lavori iniziarono nel 1753, nei primi due tronchi, più tardi nel terzo e furono completati nel 1770 con una spesa complessiva di 622.424 ducati.

Nella foto di apertura, l'Acquedotto Carolino (foto A. Gentile)

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...